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Micah P. Hinson
Live @ Villa Manin, Codroipo 23.07.22

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Voto:

Una volta sono andata a Pistoia a un concerto dei National.

"E che c'entra?", diranno i miei giovani lettori.

Dicevo, una volta sono andata a Pistoia a un concerto dei National e metà concerto l'hanno passato a fare canzoni nuove di un disco che non era ancora uscito.

Che palle: la gente si girava con le spalle al palco, chiacchierava, andava a prendersi una birra a 6 euro, ne versava la metà sulla via del ritorno, bestemmiava. Però sì, non c'era l'entusiasmo che dava una “Pink Rabbits” (con tanto di flash mob) o i brividini di una “About Today”.

Vabbè, in generale me lo ricordo come un concerto abbastanza tiepidino, a tratti noioso, tant’è che il disco che è uscito dopo credo di non averlo manco ascoltato. Comunque questo fatto mi aveva dato da pensare: forse a molti concerti non ci si va davvero per ascoltare il gruppo, ma per portarsi il souvenir della canzone preferita a casa, magari annacquare un po’ la birra troppo cara di cui sopra con due lacrimucce. O magari sono solo io, non so. Oppure ancora, in quel caso davvero le canzoni nuove non lasciavano il segno e basta.

“Ma quindi che c’entra Micah P. comesilegge?”, insisteranno i miei attenti seguaci.

Micah P. Hinson l’avevo invece visto nel 2018 a Padova: era stato un regalo pre-natalizio inaspettatissimo dal mio dolce metò. Era un concerto che speravo di vedere da anni, e non sapevo neanche che quella sera suonasse lì. Comunque, se ci penso, mi viene in mente una serata freddissima, non solo perché eravamo al chiuso ma si doveva stare col cappotto, ma anche perché c’era poca gente in un capannone enorme e tutto sommato disinteressata.

Eppure Micah ha perle rare nel suo repertorio e una voce profondissima che ti stende. E infatti avevo pianto su “The Day The Volume Won” e non mi vergogno a dirlo, e credo che ci fosse stata anche una pericolosissima “Drift Off to Sleep”, oltre alla bellissima “Beneath The Rose”. Però boh, si vedeva che lui non era per niente ispirato, cercava di dire qualcosa tra una canzone e l’altra, ci aveva pure parlato dei suoi fucili (texani…), del fatto che scambiavano la moglie per sua madre e cose così. Però non trovava l’interazione, forse la gente neanche capiva l’inglese. A una sua richiesta di richieste dal pubblico, io sono stata troppo timida per chiedergli “The Day that Texas Sank eccetera”, dal mio disco preferito, e me ne pento ancora adesso.

Al contrario dei National, quella me la ricordo come una bella serata, però in un certo senso amara, monca. Del resto, forse ci aspettiamo sempre che quelli che andiamo a sentire siano sempre belli e pimpanti e/o tristissimi, a seconda del genere, e che ci strappino il cuore o le mutande, sempre a seconda del genere.

“Ma quindi che c’entra Villa Manin?”
E che cacacazzi che siete, miei petulanti compagni.

Ve lo dico chiaro e tondo e senza esagerare: Micah P. Hinson a Villa Manin penso sia stato uno dei concerti più belli, intimi e intensi che abbia mai visto.

Una parte sicuramente ce l’avranno avuta la villa cinquecentesca alle nostre spalle, i pini di fronte al parco sotto cui ci siamo seduti, le cicale del tardo pomeriggio, il caldo non troppo caldo, un tramonto. E buona parte del merito è stata dovuta all’assenza di un altro cantautore italiano insipidino che doveva occupare metà del concerto ma che alla fine si è ammalato.

Micah, questa volta, ispirato lo era. Tantissimo. Si è seduto, vestito di bianco, con un cappello texano e una treccia improbabile, sul palco, con una chitarra che stava su con lo scotch, ed è subito partito con una ninna nanna, delle tante che ha scritto, che ha zittito (quasi) tutto il pubblico. Non la conosco: è del disco nuovo, ci dice poi, e dal disco che sta per uscire tira fuori anche altre canzoni. Belle, tutte: parlano di un Dio che non c’è, di Gesù che ha deluso, di una gioventù che è passata, anche se Micah non è poi così vecchio. Di sicuro lo hanno segnato i dodici anni in compagnia dell’eroina, un divorzio di cui ci racconta qualcosa (sì, la famosa Ashley…), un’educazione troppo cristiana, e la pandemia su cui torna nelle molte chiacchiere che fa tra una canzone e l’altra. Parla tanto, racconta un sacco di cose, che è una cosa che a me piace un sacco. Parla anche della serata precedente in cui il pubblico lo aveva praticamente ignorato e si stupisce che invece molte persone presenti abbiano fatto diversi chilometri per vederlo quella sera, ed è sinceramente grato. E intanto mette nel bocchino una sigaretta dopo l’altra.

Comunque si vede che sta bene, lo vedo meglio che nel 2018, e lo conferma anche lui a parole, e con canzoni che alimentano le aspettative sul lavoro che sta per uscire e che non vedo l’ora di avere nelle orecchie.

Oltre al nuovo, qualche cover: una “Tinsel Towns” di Destroyer che non conoscevo (e l’originale che poi sono andata a cercarmi non mi è piaciuta), “To Ramona” di Bob Dylan, la tradizionale “500 Miles” in chiusura.

E poi, delle sue, spiccano “Take off that Dress for Me”, “God is Good”. Risento di nuovo anche “Beneath The Rose”, anche se ci dice che a lui per molto tempo non è piaciuta, “Drift Off to Sleep” e un’altra ninna nanna (“A Million Light Years”).

Ci interessa che non ci sia l’impiantone con le luci? Direi di no.

Ce ne frega che gli si scordi la chitarra in continuazione? Ancora meno.

E che gli si rompe la voce ogni tanto? Figurati, è ancora più bella.

Ma "The Day That Texas eccetera" l'ha fatta? Purtroppo no, ma pazienza.

Niente hanno potuto neanche la puzza di Autan, gli aghi di pino che pungevano dai jeans, i bambini al pascolo urlanti a un concerto acustico… No, in effetti quelli mi hanno fatto quasi rendere onore al nome della città in cui ci trovavamo, ma vi lascerò i miei piani per l’estinzione del genere umano per un’altra recensione.

Insomma, se non si è capito: bellissimo.

Commenti (Diciassette)

lector
lector
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Neanche me lo ricordo più l'ultimo concerto che ho visto. Ma lasciamo perdere.
Piuttosto non so decidermi se inserirmi nella schiera dei tuoi "giovani lettori", dei tuoi "attenti seguaci" o dei tuoi "petulanti compagni"...

BËL 00
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Flo: Sentiti libero di scegliere...
lector: Grazie
Annette
Annette
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Cavolo @[Flo] per me questa è la tua prima: che gran gioia conoscerti!!
Mi sarebbe piaciuto essere lì! Giuro che, per non alimentare i tuoi piani per l’estinzione del genere umano, il pupo l'avrei lasciato a casa... magari con il dolce(?) metò!

BËL 01
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Flo: Ma come non lo porti! E io cosa mangio? Grazie intanto <3
ZiOn
ZiOn
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Non conosco praticamente nulla, eppure la recensione mi è piaciuta. Bene, brava, bis.

BËL 00
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Flo: Non so che genere ti piaccia, ma lui è sicuramente tra i miei preferiti. Non molto conosciuto negli Stati Uniti, paradossalmente un po' più noto in Europa. Consiglierei And The Gospel of Progress, che è il mio preferito, oppure And The Pioneer Saboteurs.
ZiOn: Generi completamente diversi cara @[Flo], ma mi pare normale, ognuno ha i suoi gusti. Ad ogni modo mi piace il tuo stile, veloce, diretto e senza fronzoli.
Flo: Grazie!
Almotasim
Almotasim
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Eh, già, Hinson...
Bella pagina, Flo, molto; cattura.

BËL 00
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Flo: Non volevo infierire...
withor
withor
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Però "The Day That Texas eccetera" poteva pure farla, che cavolo! La recensione mi è piaciuta un sacco, anche se pure io non ricordo più l'ultimo concerto che ho visto e...lasciamo perdere (cit.)

BËL 00
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Flo: Diglielo un po'. Grazie!
luludia
luludia
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Non conosco l'artista in questione, se non di nome. Bella pagina la tua, molto fresca. Approfitto del commento per scusarmi, credo di averti offeso un po' di tempo fa. Anche nella vita sono uno che non conta fino a cinque prima di parlare. Poi nella vita basta poco per poi riderci su, qui, invece, a volte è più difficile. Ciao.

BËL 00
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Flo: Scurdammocce o passato. Grazie!
tia
tia Presidénte onoràrio
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Tutto bello! anche la treccia

BËL 00
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Flo: Ci ha raccontato che in realtà è un'acconciatura tipica del popolo di nativi americani da cui discende: in sostanza la lasciano crescere fino a un evento luttuoso nella loro vita.
tia: che cresca lunga e rigogliosa!
musicalrust
musicalrust
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Nome a me sconosciuto purtroppo... vedrò di rimediare anche perchè la recensione invoglia... eccome se invoglia!

BËL 00
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Flo: Non conosco i tuoi gusti, però potrebbe valerne la pena.
Hank Monk
Hank Monk
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Mi ha sempre fatto una pessima impressione a pelle (ma non l ho mai ascoltato). Cmq bella rece, bello ri leggere il piacere di andare a un concerto.

BËL 00
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Flo: Prova anche un disco, magari ti ricredi. Grazie!
aleradio
aleradio
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aspè passo per caso dopo MESI SE NON ANNI di inattività e CODROIPO STRIKES BACK

avevi già parlato di un live a Codroipo anni fa, o un evento, c'è qualcosa che lega te e Codroipo, oltre l'anagramma

sei completamente autorizzata a sputare ai genitori che portano i bimbi ai concerti acustici
hip hip urrà flo <3

BËL 01
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Flo: Mi è sempre piaciuto il nome... Grazie cuore! I bambini erano insopportabili, ma poi come gli viene in mente? Boh.
Dislocation
Dislocation
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Si era capito, si era capito.

BËL 01
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Bartleboom
Bartleboom Divèrs
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Leggevo, leggevo, leggevo... e intanto pensavo "Adesso lo dice!", "Adesso lo dice!!!". E invece, porco Anubi - a parte la chiosa - nessun giuoco di parole con il nome della città! Mi sento come quando uscivo per andare a scuola a mia madre mi diceva che a pranzo avrebbe fatto le polpette, poi tornavo e c'erano le farfalle con le zucchine, che codroipo proprio. Comunque che bello leggere le tue pagine. Se non ricordo male, questo piaceva da matti a Festwca. Ciao Florenza... ti abbacchio forte.

BËL 00
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Almotasim : Comunque Villa Manin, per essere precisi, è a Passariano, nome che - senza anagrammi - è comunque molto suggestivo...
Flo: Almotasim è il solito pignolo, non valeva la pena nominare la frazione, con un "capoluogo" così...
Grazie Bartoldo, almeno non ti ho deluso del tutto!
aleradio: Passariano é nazista proprio
sfascia carrozze
sfascia carrozze Divèrs
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Raramente un bellissimo concerto genera una pagina bellissima.
Questa evidentemente è una piacevole eccezione.
Per la cronaca Lui non so (minimamente) chi sia, ne cosa faccia.

BËL 04
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Flo: Grazie, ma non mi sembra il Suo genere...
Annette: Flo, io non lo darei per scontato. Ultimamente messer @[sfascia carrozze] , a furia di frequentare gli ascolti del signor @[luludia] , credo abbia sviluppato un segreto (ed inconfessabile) amore verso il genere cantautorale (che lui chiama, per pura dissimulazione, #lagnarock )
sfascia carrozze: @[Flo] In effetti non lo so bene neppure io quale sia il mio genere: ma non dispero che prima o poi lo intuirò.
@[Annette]
Bifolca!
luludia: si si, continui pure a dissimulare...
sfascia carrozze: Trifolco!
Annette: Sono gelosa, perché Luludia tri e io solo bi ?
sfascia carrozze: Beh, #forse perché Lei, lì, essendo ancora giovine/novella del DeB, diversamente dal Trifolco Quilici quì, non mi ha anchora/del tutto ammorbato, a sufficienza, con i Suoi discutibili DeAscolti lagnarochistici.
Annette: Eppure credevo, che in questo (relativamente) breve tempo, avessi fatto a sufficienza per ammorbarLa...
Cercherò d'impegnarmi di più!
sfascia carrozze: Il fatto è che quello lì è da hanni-e-hanni che pontifica di dischi inascoltabili e ci ammorba con DeAscolti inascoltabili: quindi sarà hardua per Lei lì.
Però, ecco, se proprio ambisce al sontuoso ruolo di Quadrfifolca d'ora innanzi dovrebbe cercare di impegnarsi come mai prima d'oggi.
Annette: Non so, in fondo non è nella mia indole ambire a qualsiasi cosa.
Credo che mi accontenterò di essere un'anonima bifolca , mi si addice di più.
sfascia carrozze: Eppure non è che Le si pretenda chissacché: una (inutile) DePagina in CasaPagina alla streghua di quelle redatte dal Trifolco, potrebbe essere un buon inizio.
Annette: Sa, La preferisco quando mi chiede denaro!
Ad ogni modo, se mai deciderò (ma non lo credo probabile) di scrivere qualcosa, non potrà mai essere alla stregua delle pagine del signor Lulù. Del quale condivido forse i gusti ma, ahimè, non certo capacità e sensibilità.
L'unica cosa che mi sento di assicurarle è che l'eventuale DePagina sarà decisamente e inequivocabilmente inutile!
sfascia carrozze: Ah!
E' così?
Allora veda di provvedere al Bonifico (anticamente) promessomi ma mai effettivamente arrivato a destinazione.
Annette: Con vero piacere!
Ma, come forse già Le ho detto, dovrebbe comunicarmi IBAN e generalità dell'intestatario.
sfascia carrozze: Deve sapere che (io) essendo poverissimo non dispongo di un IBAN tutto mio: contestualmente La invito (con fiducia) di rivolgersi al @[turkish] che poi, in separata sede, provvederà à consegnarmi di sua sponte la somma elargita [alla prima occasione utile] sotto forma di vettovagliamenti e cibarie.
Annette: Come desidera, purché si decida... oppure quasi quasi due righe le scrivo!
sfascia carrozze: Non vedo l'hora!
G
G Alto Papàvero
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Villa Manin è proprio lì, dietro la casa delle estati di bambino

BËL 02
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sfascia carrozze: Accidempoli!
A me da bambino mi portavano al giunco!
Pensi Lei, lì, che grama adolescenza ebbi io quà.
ZiOn: E soprattutto, nessuno ha notato la sottile paranoia del toponimo "Codroipo"? Sembra il nome di un organismo unicellulare o di un animale molto brutto.
ZiOn: EH! 😃
asterics
asterics
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Allora: giudizio da cacacazzipetulante. Codroipo è un posto brutto, ma villa Manin è bellissima, ci ho visto due mostre tra le più belle della vita. E quel video che pubblicasti del concerto mi piacque molto. La pagina poi, bellabella.

BËL 01
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Flo: Vero, Villa Manin è davvero un bel posto, anche se l'ho vista solo da fuori. Ci ero stata qualche anno fa per un altro concerto (Thom Yorke), che tra l'altro era nel giardino principale e non nel retro come questo di Micah. Sono contenta che ti sia piaciuta, grazie!
IlConte
IlConte
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Se non ricordo male ti dissi ad un’altra tua - non ricordo se la precedente - che mi aveva un po’ deluso (avendo letto tue “vecchie” tempo fa.

Beh, qvesta è una gran pagina e Lui un bel personaggio. La musica non fa per me (ma non c’entra un cazzo).

BËL 00
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Flo: Vero, ricordo, sono contenta che questa ti sia piaciuta: grazie!
imasoulman
imasoulman
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lo vidi eoni fa (poteva essere il 2010), bravo ma onestamente un po'...un po' (ci siamo capiti)
anche perchè non sono mai riuscito a capire bene se ci ha più l'aura del maledetto o dello sfigato (in entrambi i casi fa breccia, ho amiche che lo adorano e non mi ci metto a discutere neanche, per non rompere antichi rapporti...)
il reportaggio è il solito scritto high level della nostra Professoressa, ma che lo si dice affà?

BËL 00
BRÜ 00

Flo: Direi più dello sfigato. Devo dire che su di me non fa quell'effetto, anche se quella voce ha il suo perché. Grazie!

Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

Per vivere con pienezza la vera esperienza dello stare sul DeBaser è bello esserci registrati. Quindi:

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