Copertina di Midwest Whatever You Bring We Sing
josi_

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Per appassionati di folk, country e bluegrass, amanti della musica italiana indie e chi cerca atmosfere rurali e narrative
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LA RECENSIONE

Il cartello piantato per terra dice "Whatever You Bring We Sing". Sono alle porte di un paese in mezzo alla campagna americana, un Whiteriver o Dermotville qualsiasi, chiamiamolo magari Blushtown, fatto sta che si trova in pieno Midwest.

Non appena supero il cartello, inizio a sentire musica e non può che essere quella delle classiche e bizzarre fiere di paese, suonata da una simpatica banda su un piccolo palco fatto di legno, folk, country e bluegrass. Vedo una chitarra, un organetto, archi, un harmonium, una slide guitar e quant'altro. Sono in quattro a suonare, sono molto giovani, sembrano forestieri, e infatti il barbiere mi dice che vengono addirittura da oltreoceano, "from Italy", dice, anche se stento a credergli.
Dice che sono al secondo album e che il primo, "Town And Country", era già splendido, appena più nebbioso e metropolitano.

Qui la luce è chiara.
Odd Fair è proprio il pezzo ideale per entrare nell'atmosfera. La tuba ne scandisce il tempo saltellante e il trombone accompagna i bambini che girano tra le bancarelle.
In effetti sembra proprio uno di quei bambini a cantare, di sicuro è il più monello, che gioca a fare ora il divertito, ora lo spaurito (Release The Catch), ora lo sguaiato (When The Motor Dies); ma con quella sua voce trasognata non è un canto, è un incanto.
Ci sono dei giocolieri che si esibiscono ubriachi sulle note di Chewing Its Name, mentre glockenspiel e farfisa mi rapiscono.
C'è un poeta di nome Mark che viene dalla Virginia su un cavallo scintillante e sussurra i suoi versi dolci e surreali, e quando sente Warmed By The Coming Season si ferma e si commuove. Quel verso, "winter gently closes his eyes", in mezzo ai violini lenti, lui lo canterebbe proprio così.

C'è un signore sulla sessantina che si aggira per la fiera, nessuno sembra fare caso a lui, ha uno strano cappello e pantaloni impolverati, pare a suo agio qui, la sua smorfia si allarga in un sorriso durante J. Rides A Donkey e We're The Madcap, anche se nasconde la bottiglia di whiskey dietro la schiena e mi sa che ha lasciato a casa il coltello.
Aspetta, ho capito chi è, è il vecchio Tom, e probabilmente i quattro ragazzi sul palco lo conoscono bene, ma loro stessi non sanno che è qui.
E io stesso non sono sicuro di essere davvero qui.

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Riassunto del Bot

La recensione ci trasporta in un’immaginaria fiera rurale del Midwest americano, dove il gruppo italiano Midwest porta un folk limpido e intimo. "Whatever You Bring We Sing" è un album che evoca atmosfere campestri grazie a strumenti tradizionali e a una voce che incanta con dolcezza e vivacità. La musica è descritta come un viaggio tra incanto e gioco, enfatizzato da una narrazione suggestiva e coinvolgente.

Tracce

01   Release the Scratch (02:34)

02   Odd Fair (03:00)

03   J. Rides a Donkey (03:37)

04   We're With the Madcap (02:54)

05   Magpie on a Wire (03:09)

06   Taillights (05:04)

07   When the Motor Dies (03:31)

08   Chewing Its Name (02:39)

09   Lumpy Sea Divers (02:04)

10   Warmed by the Coming Season (04:13)

Midwest

Midwest è un gruppo folk di Varese. Ha pubblicato Town And Country (2002) e Whatever You Bring We Sing (2005) per Homesleep Records, intrecciando folk, country e bluegrass con un’impronta acustica e sognante.
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