Copertina di Miles Davis A Tribute to Jack Johnson
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Per appassionati di jazz, amanti della musica sperimentale, cultori della musica fusion e chi cerca album storici d’impatto sociale e artistico.
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LA RECENSIONE

Separati ma uguali.

Voi negri mangiate laggiù nei tavoli in fondo, sedetevi laggiù nelle ultime file sull'autobus, scazzottatevi come polli da combattimento, ché noi vi sventoliamo i verdoni sudati e vi sputiamo addosso con la scusa di incitarvi. Il boicottaggio a Montgomery di Rosa Parks era ancora di là da venire, e gli afroamericani potevano fare boxe solo tra loro. Erano i primi del '900 e Jack Johnson era così: uno forte, che picchia duro e incassa bene, talmente duro e talmente bene che dalla boxe segregazionista passa ai campionati veri e propri, e li vince.

Anche Miles scazzotta duro, ma in a silent way. A modo suo è un peso massimo, ma di stronzaggine e guizzi di genio. Ah, genio, che parola abusata e inutile, ma qui calza a pennello. E questo disco del '71 è duro e caldo, grezzo, sgraziato e sfrangiato, come una lunga sudata elettrica, un distillato di quello strabordante fottuto Bitches brew. Con quel riff all'inizio, quelle sincopature, quelle schitarrate e scatarrate, è un impasto di sangue e merda che, a forza di sudare, diventa oro.

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Riassunto del Bot

La recensione evidenzia il parallelo tra la lotta sociale di Jack Johnson e la forza innovativa di Miles Davis. L'album del 1971 viene descritto come un lavoro intenso, grezzo e carico di energia che richiama la potenza di "Bitches Brew". L'autore sottolinea la genialità di Davis e la qualità cruda e sudata di questo tributo musicale. L'aspetto di denuncia sociale si fonde con la musica sperimentale in un racconto emozionale e potente.

Tracce video

01   Right Off (26:55)

02   Yesternow (25:34)

Miles Davis

Miles Davis è tra i musicisti più influenti e innovativi del XX secolo, uno dei pionieri del jazz. Tromba dalla voce unica, ha segnato tappe fondamentali passando dal cool jazz al jazz modale fino all'elettronica più spinta.
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