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Miles Davis
Kind Of Blue

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Forse non sono la persona più adatta a recensire questo disco. Un disco che è un vero masterpiece del genere, un vero capolavoro. Composto nel 1959 da una formazione capitanata dallo stesso Davis comprendente gente come J. Coltrane e Cannonball Adderley, quest'album è uno dei lavori più importanti e celebrati del genere.

Si potesse riassumere il disco in una sola parola, questa sarebbe: eleganza. Ogni suono sprigiona un atmosfera affascinante (a mio avviso molto noir) e ricca di phatos. Davis ci regala note che lasciano il segno, senza strafare, ma veramente azzeccatissime.
Ovviamente è grande anche il lavoro del team di supporto (se così si può chiamare); impeccabili gli interventi e i sali-scendi del sax di Coltrane, ma è da notare la perfetta coesione strumentale che pervade i brani, a dimostrazione dell'ottimo lavoro di Davis come direttore del gruppo (e delle grandi capacità musicali dei musicisti).
Il disco è composto da 5 tracce (6 con una versione alternativa di FLAMENCO SKETCH) che però, a mio avviso, costituiscono un tutt'uno, un unica grande suite. SO WHAT si snoda su un ritmo tipicamente swing (ottimi Chambers&Cobb) con continui commenti musicali, prima affidati alla tromba di Davis e poi ai sax di Coltrane e Adderley. Stessa cosa si può dire di FREDDIE FREELOADER, caratterizzata sempre da un tempo sempre swing molto saltellante e dagli impeccabili commenti musicali di del trio di fiati. Il sound si fa un po' più fumoso e languido con BLUE IN GREEN, stupendo pezzo lento, in cui si nota un delicatissimo lavoro di spazzole di Cobb e una perfetta coesione musicale da parte di tutti gli strumentisti, cosa che rende il pezzo musicalmente perfetto.
ALL BLUES è un lungo brano in cui i toni si fanno un po' più fluidi e meno cupi. Qui il gruppo da veramente il meglio, (ottimo il lavoro di piano) segnando la canzone con varie improvvisazioni, sempre molto azzeccate e di gran gusto. Si chiude con FLAMENCO SKETCH, canzone che ci avvolge in un atmosfera delicata e rilassata, con le solità classica formula: classe ed eleganza, a creare un atmosfera impareggiabile, che ci accompagna fino alla chiusura del disco.

Un disco che ha fatto la storia del genere, da avere.

CREDITS
Cannonball Adderley : Sax (Alto)
P.Chambers : Bass
J.Cobb : Drums
J.Coltrane : Sax (Tenor)
M.Davis : Trumpet
B.Evans : Piano
W.Kelly : Piano

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Ultimi Trenta commenti su TrentaNove

jazzman
jazzman
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bellisimo disco,soli di coltrane,davis,adderley e evans stupendi disco decisamente da acquistare per chi ama il jazz.


Anonimo
Anonimo
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Grasshopper
Grasshopper
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Classe allo stato puro. Buona anche la recensione


Anonimo
Anonimo
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beh qui è troppo facile, quando si ha a che fare con Monumenti simili... ho da poco votato per John Coltrane "A love supreme"... se volete solamente 2 dischi Jazz, prendete questi, non posso dire altro (troppo banale? e che ci posso fare?).
l'anomimo.


Francesco Giambersio
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miles è stato un genio incontrastato...uno dei pochi dischi jazz che scorre senza che tu ti annoi..e hai voglia di mandarlo avanti..anzi ti dispiace quando finisce..è come la fine di un sogno..più che ottimo il disco...e complimenti per la recenzione!


Anonimo
Anonimo
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Hal, continuo a ribadire che per me il tempo di batteria (ma solo il tempo, forse nella rece mi sono spiegato male)di So What e' tipicamente swing. Che ci posso fare, sono cocciuto


Hal
Hal
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Magari hai ragione, è che il termine swing mi fa venire in mente tutt'altro jazz Edoardo. Ma alla fine non è poi così importante, vero? Piuttosto il cofanetto "Miles davis & John Coltrane The complete columbia recordings 1955-1961" se non l'hai ancora preso prendilo davvero, ciao :)


joe strummer
joe strummer
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pura magia...


Anonimo
Anonimo
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Quante emozioni


Mr. Green Genes
Mr. Green Genes
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Quante emozioni


Anonimo
Anonimo
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nessuna parola


Alfredo
Alfredo
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Uno dei (tanti) capolavori del jazz, forse il migliore, sicuramente il più conosciuto. E poi Davis ha fatto scoprire John Coltrane al mondo...


nightwalker10
nightwalker10
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Ogni commento al disco rischia di essere irriverente...è lassù, stop.
Un'autentica rivoluzione e evoluzione nella metrica musicale jazzistica di tutti i tempi, tuttavia solo un chiarimento sulla rivoluzione di So What, manifesto del jazz modale: Miles introdusse un nuovo modo di concepire l'armonia a vantaggio della libertà dell'improvvisatore che sino a quel momento con il bop, hard bop ecc...era costretto in ambiti armonici molto rigidi caratterizzati dal cambio di molti accordi.
So what (con Impressions) di Coltrane è un manifesto del jazz modale un nuovo mondo sonoro entro cui il solista poteva spaziare senza limiti troppo rigidi incamerando anche le suggestioni che arrivavano da certa musica colta d'avanguardiasu un tappeto armonico che dal bebop, attraverso l'hard si avventurava nel cool, nel free sino a recuperare le proprie radici nere.


Senmayan
Senmayan
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capolavoro della musica sicuramente. "blue in green" è emozionante da orgasmo! Il sax di Coltrane mi fa impazzire anche se suona solamente una nota!


Stoopid
Stoopid
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Oddio non te la prendere, ma dischi del genere meriterebbero apporti recensori più adeguati. Questo disco tocca le corde che usano gli angeli, questo mi pare andasse detto con più ardore.
E anche un po'di trasporto in più su Flamenco Sketch(es) non avrebbe guastato, non dimentichiamo che l'assolo di Coltrane è una delle cose più belle mai narrate dall'uomo.


Anonimo
Anonimo
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Per chiarire la cosa dello swing: lo swing inteso come tempo è il famoso ta--ta-ta-- sul ride, cosa che si sente in so what ed in mille altri pezzi anche dei giorni nostri. Poi esiste lo swing come genere musicale, e ci si riferisce alle big band degli anni di Count Basie e Duke Ellington, per intenderci...
Ma di fronte a questo disco bisogna saltare ogni commento inutile ed ascoltarlo, ascoltarlo, ascoltarlo...
La musica di Kind of Blue è qualcosa di unico!!!


Viva Lì
Viva Lì
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DISCO DE MERDA. EDOARDO POVERO SCEMO. MA CHI CAZZO SEI? IL BENNATUCCIO DE 'STA CIPPA.


Anonimo
Anonimo
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Ciao Johnny, è sempre così interessante ascoltare le tue opinioni. Illuminante


Viva Lì
Viva Lì
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Oilalà, ancora Miles Davis. Però questa volta, Edoardo, hai fatto un buon lavoro: ti sei forse fatto trasportare dall'emozione e dalla responsabilità di recensire non tanto un disco in sè, ma quanto per aver dovuto, e voluto, recensire Miles Davis. Impresa non facile, ma tu, con poche righe ma grande efficacia, sei riuscito a colpire il bersaglio, da mettere a chiave in un cassetto la seguente frase: "Si potesse riassumere il disco in una sola parola, questa sarebbe: eleganza". Secondo me, per consistenza tecnica e per efficacia da prima lettura, è una delle frasi più belle mai apparse su questo sito. Ognuno poi dica quel che vuole, ma saper recensire album con eleganza e garbo è sempre un impresa ardua e pericolosamente affascinante. Ipse Dixit.


charley
charley
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Diosolosa quante volte in vita mia ho ascoltato "Blue in green", ma ogni volta è un colpo al cuore. Epocale e bellissimo,toccante e notturno, tra le cose più incredibili del '900.


Fraxinus
Fraxinus
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Jazz modale, direbbero i critici, esaltandone le strutture armoniche e la perizia improvvisativa.
Classe e Sentimento, dico io, senza nulla togliere a nessuna analisi critica.
Un disco incommensurabile!


BELVA
BELVA
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Ciao a tutti sono Belva e vi offro un bel video sul miles elettrico, in italiano, eccolo qua: Il tuo browser non è più supportato, esegui l'upgrade. /watch?v=usl-zdX9UYU Lo stanno ancora processando ed è un po lento a caricare, ma prometto che darà grandi soddisfazioni. Muovete il cursore a metà e quando appare qualcosa riportatelo all'inzio, dovrebbe dare la scintilla al tutto. Mi raccomando a schermo intero così potete leggere. saluti!



ROCCIA
ROCCIA
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il disco che mi ha fatto apprezzare il jazz. Fra i più grandi musicisti di sempre


Mr. Money87
Mr. Money87
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Come disse J.Cobb quest'album è stato scritto in paradiso!!!


jdv666
jdv666
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embè... (anche se per me l apice rimane bitche's brew)


SilasLang
SilasLang
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Beh, che dire? Del Miles personalmente parlando il mio periodo favorito rimane il "periodo elettrico" tra fine '60's e metà 70, ma...che dire? Un capolavoro.


Matteo Tarchi
Matteo Tarchi
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Un album che avrà successo, ve lo dico io...secondo me la differenza in questo disco l'ha fatta Bill Evans, anche più di Davis o Coltrane. Basti pensare all'intro magica di So What o al giro armonico di Blue in green (che Davis gli soffiò veloce come una faina in un pollaio). Senza nulla togliere a tutti gli altri...


hjhhjij
hjhhjij
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Tutti ad osannare (giustamente) Davis, Evans e Coltrane. Ma dello straordinario Cannonball ne vogliamo parlare? E della sezione ritmica impeccabile? Capolavoro immenso, pietra miliare, opera fondamentale e così via; non il mio preferito in assoluto del Miles però ;)


white68
white68
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Monumento modale


dosankos
dosankos
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Le orecchie eiaculano.


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