Copertina di Monster Magnet God Says No
Hellring

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Per appassionati di rock alternativo e hard rock, fan di monster magnet curiosi della loro evoluzione stilistica, ascoltatori interessati a mix di generi musicali e recensioni critiche
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LA RECENSIONE

Per chi come me non conosce i dischi d'esordio dei Monster Magnet, l'ascolto di "God says no" non è stato qualcosa di particolarmente drammatico. Ho raccolto vari pareri in giro di gente che dopo avergli prestato attenzione ha tentato il suicidio o di chi li ha abbandonati del tutto. Devo dire anche che non è certo stata una di quelle esperienze che non si dimenticano, anzi, qua e là è partito anche qualche sbadiglio.

Il quinto album in studio, uscito nel 2000 vede la formazione capitanata da David Wyndorf alle prese con un sound lontano dagli inizi stoner rock che li hanno resi band di culto almeno nella prima parte della loro carriera. Poi si sono via via adagiati su lidi meno "di nicchia" e più appetibili agli ascoltatori, ammorbidendo il sound e rendendolo di più facile assimilazione. "God says no" è il monumento di questa virata che se da un lato gli ha fatto perdere alcuni fans di vecchia data, dall'altro ha sicuramente portato nuove schiere di adepti. Infatti quest'album non parla nè metal, nè tantomeno stoner e sarebbe anche riduttivo definirlo rock. Ha al suo interno diverse tendenze: possiamo parlare di hard rock dal sapore vagamente country per l'iniziale "Melt", oppure il rock/pop di "Heads explode". Troviamo la titletrack che ha quel retrogusto di ballata che non fa mai male mentre in "My little friend" si riaffacciano riff dello stoner che fu. Si prosegue con l'inutile "Cry" e si conclude con "Take it", alternativa nel suo spruzzo elettronico e spensierato.

Un disco che mescolando e mescolando rimane fin troppo scarno nel saper suscitare qualcosa di veramente emozionante. Alla fine delle dodici tracce possiamo apprezzarne la varietà, il piglio quasi divertito di alcune, le reminescenze antiche di altre, ma nonostante ciò si rimane con un pugno di mosche in mano. Un album carino, da ascoltare e poi abbandonare. Quello che si direbbe senza infamia e senza lode.

1. "Melt" (5:44)
2. "Heads Explode" (3:48)
3. "Doomsday" (3:47)
4. "God Says No" (4:29)
5. "Kiss Of The Scorpion" (4:01)
6. "All Shook Out" (4:16)
7. "Gravity Well" (3:20)
8. "My Little Friend" (4:12)
9. "Queen Of You" (7:02)
10. "Down In The Jungle" (4:49)
11. "Cry" (7:23)
12. ""Take It" (2:53)

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Riassunto del Bot

God Says No di Monster Magnet rappresenta una svolta verso un sound più accessibile e meno stoner rock. L'album presenta una varietà di generi, dall'hard rock al pop, ma perde parte della carica emotiva delle precedenti produzioni. Pur apprezzabile per la varietà, risulta un ascolto piacevole ma facilmente dimenticabile, senza infamia né lode.

Tracce testi video

Monster Magnet

Monster Magnet sono una band statunitense di Red Bank, New Jersey, formata nel 1989 e guidata da Dave Wyndorf. Tra i protagonisti dello stoner/space rock anni ’90, sono noti per dischi come Spine of God, Dopes to Infinity e Powertrip.
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