Copertina di Moving Mountains Waves
princexero

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Per appassionati di musica indie e alternative rock, fan di post-rock e post-hardcore, ascoltatori di band emergenti con evoluzione sonora
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LA RECENSIONE

"Eqquestichicazzosono?!" si chiederanno in molti. I più attenti, invece, sapranno che questi ragazzi dello Stato di New York sono (forse) degni eredi degli Appleseed Cast.

Li avevamo lasciati nel 2008 con il superbo "Foreword". Le imprecisioni del già buonissimo esordio "Pneuma" erano, infatti, venute meno. Con "Waves" abbiamo avuto la conferma di una band in piena forma e capace di stupire, cambiando il tiro della propria proposta. I suoni si fanno meno articolati e più incisivi. La chitarra è più massiccia (e ben prodotta) ed anche la batteria risulta più marcata e potente.

Quando ascoltai in anteprima "Tired Tiger" non potevo credere di trovarmi alla stessa band che faceva delle chitarre un gustoso sottofondo e della voce un riempitivo mai noioso. Le similitudini con i Thrice si sono fatte più importanti (non a caso saranno in tour insieme da fine settembre negli States) togliendo (aihmè) quella dose di unicità che mi faceva stravedere per loro. L'impatto, ammetto, è stato negativo. Avevo paura che i Moving Mountains si fossero dati ad un tipo di rock o post-rock più tendente al mainstream. Non perchè assomigliassero ai Thrice (band che amo), ma perchè avevo bisogno (e non penso di essere l'unico) di qualcosa di più rarefatto e meno inquadrato nei soliti schemi strofa-ritornello-strofa-ritornello. La sensazione di smarrimento è durata solo qualche manciata di ascolti. "Waves", oltre ad essere un ottimo dischetto, riesce a condensare il tutto in canzoni meno pompose, più corte e con ritornelli, sì catchy, ma mai banali. Insomma, me ne sono fottuto dei miei stessi pregiudizi e mi sono lasciato trasportare dalle note di canzoni come "Where Two Bodies Lie", oppure da capolavori come "Full Circle".

Non tutto è perfetto. Alcuni brani risentono di una non completa maturazione. Difficile capire come si evolveranno in futuro. Gli echi post-hardcore, infatti, sono ancora presenti, ma mai invasivi. Ritorneranno a scrivere pezzi più intricati e strumentali? Probabilmente i Moving Mountains troveranno la loro via con il giusto mix del sound di Pneuma/Foreword con quello di Waves.

Per ora gustiamoci quest'ultima fatica, senza farci ulteriori domande. A qualcuno sono sicuro che piacerà.

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Riassunto del Bot

Il nuovo album Waves dei Moving Mountains conferma una band in forma, con un sound più incisivo e chitarre massicce rispetto ai precedenti lavori. Sebbene riduca un po' l'unicità stilistica, l'album presenta canzoni meno elaborate ma più immediate e coinvolgenti. Le melodie catchy e i brani come 'Where Two Bodies Lie' e 'Full Circle' sono i punti di forza. Qualche traccia risente ancora di una maturazione incompleta, ma l'intera opera è godibile e interessa sia fan dell'alternative che del rock più mainstream.

Tracce video

01   My Life Is Like a Chase Dream (and I'm Still Having Chase Dreams) (03:30)

02   Where Two Bodies Lie (04:17)

03   Tired Tiger (04:31)

04   The Cascade (04:43)

05   Once Rendering (03:55)

06   Always Only for Me (03:50)

07   Alleviate (02:56)

08   Parts in Different Places (03:43)

09   Furnace Woods (03:10)

10   Full Circle (05:51)

Moving Mountains

I Moving Mountains sono una band rock statunitense nata a Purchase (New York) nel 2005. Dopo l’esordio con Pneuma (Deep Elm, 2007) e l’EP Foreword (2008), hanno pubblicato Waves (2011) e l’omonimo Moving Mountains (2013), affiancati dall’EP acustico New Light (2012). Il gruppo è noto per l’intreccio tra post-rock, indie/alternative e tocchi post-hardcore.
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