Copertina di Muddy Waters Live at Rockpalast
sotomayor

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Per appassionati di blues, fan di muddy waters, amanti della musica dal vivo e della storia del rock, musicisti e collezionisti di vinili/dvd
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LA RECENSIONE

Il prossimo 30 aprile saranno passati 25 anni esatti dalla morte di McKinley Morganfield, meglio conosciuto come Muddy Waters, uno dei più grandi bluesman di tutti i tempi e dichiaramente il principale punto di riferimento di molti gruppi rock and roll tra cui su tutti vale ovviamente la pena di menzionare i Rolling Stones (è risaputo che Brian Jones e Keith Richards passassero un sacco di tempo ad ascoltare i suoi dischi cercando di imparare i segreti del suo sound). Non penso del resto ci sia molto da dire su Muddy Waters che non sia già stato detto e raccontato. Nato a Rolling Fork nella contea di Sharkey, stato del Mississippi nell'aprile del 1913, perse la madre quando era solo un bambino e visse il resto della sua infanzia a Clarksdale (la città dove è nato John Lee Hooker) dove cominciò a suonare la chitarra e l'armonica. Lavora nei campi di cotone prima di dedicarsi a tempo pieno alla musica, poi nel 1950 se ne va a Chicago, dove entra nel roster delal mitica Chess Records di Leonard Chess (la figura chiave nell'evoluzione del "Chicago Blues") e diventa il padre del blues della città del vento. Il sound elettrico e potente della sua chitarra divenne subito caratteristico e in breve la sua fama superò i confini di Chicago e dell'Illinois e poi degli Stati Uniti d'America.

La discografia di Muddy Waters è particolarmente corposa. Comprende anche delle registrazioni che risalgono al periodo precedente al suo ingresso nel roster della Chess Records. Vi sono inoltre tutta una serie di registrazioni dal vivo e altre che finora non hanno mai visto la luce. Questo concerto risale al 10 dicembre 1978: fu eseguito per la TV della WDR (la Westdeutscher Rundfunk Koln) durante il programma "Rockpalast" e viene presentato dall'etichetta (la MIG-Music) come una delle migliori performance dal vivo di Waters, nell'occasione accompagnato da Pinetop Perkins al piano, Willie "Big Eyes" Smith alla batteria, Calvin Jones al basso, Jerry Portnoy all'armonica e Luther "Guitar Jr." Johnson e Bob Margolin alle chitarre. Nel disco ci sono dodici canzoni tra cui ovviamente i maggiori successi di Waters, a partire da "I'm Your Hoochie Coochie Man" (scritta da Willie Dixon), poi "Mannish Boy", "Got My Mojo Working" ecc. ecc.

La pubblicazione è completata da una registrazione della Muddy Waters Tribute Band del 23 giugno 1996 e in cui tutti i componenti della vecchia band (ancora in vita e arruolabili) si esibirono per ricordare quell'evento. Ma questa aggiunge poco al valore storico e artistico del recupero di una registrazione dal vivo di un musicista così grande e la cui grandezza e potenza del suono si sente forse di più in una pubblicazione come questa che in quelle in studio.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra l'album 'Live at Rockpalast' di Muddy Waters, una registrazione live storica del 1978 che cattura la potenza e l'essenza del blues elettrico. L'autore sottolinea l'importanza di Waters come padre del Chicago Blues e il valore delle sue performance dal vivo. L'album include classici come 'I'm Your Hoochie Coochie Man' e 'Mannish Boy', eseguiti con la sua band storica. La pubblicazione si arricchisce anche di un tributo, che però ha meno valore artistico.

Tracce testi

01   Live At Rockpalast - 10. Dezember 1978 , Westfalenhalle Dortmund (00:00)

02   Live At Rockpalast - June 23, 1996 Open Air Festival Loreley (00:00)

03   Live At Rockpalast - 10. Dezember 1978 , Westfalenhalle Dortmund (00:00)

04   Live At Rockpalast - June 23, 1996 Open Air Festival Loreley (00:00)

05   Intro (01:11)

06   Everything Gonna Be Alright (03:22)

08   Got My Mojo Working (02:40)

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09   Sweet Home Chicago (04:25)

10   I’m Your Hoochie Coochie Man (03:23)

12   Baby Please Don’t Go (03:53)

13   They Call Me Muddy Waters (08:04)

14   Walkin’ Thru The Park (03:28)

15   Country Boy (All Night Long) (05:07)

17   Caledonia (04:56)

18   Clouds In My Heart (04:34)

19   Hard Hard Way (03:32)

20   I’m Your Hoochie Coochie Man (05:36)

21   Gone To Main Street (04:03)

22   Got My Mojo Working (04:30)

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24   Walkin' Thru The Park (04:03)

25   You Can’t Lose What You Ain’t Never Had (04:46)

26   You Don't Have To Go (04:50)

28   Everything Gonna Be Alright (05:19)

29   Laundromat Blues (06:30)

31   If The Washing Don't Get You, The Rinsing Will (04:05)

32   Intro (00:00)

33   Everything Gonna Be Alright (00:00)

35   Got My Mojo Working (00:00)

Leggi il testo

36   Sweet Home Chicago (00:00)

37   I’m Your Hoochie Coochie Man (00:00)

39   Baby Please Don’t Go (00:00)

40   They Call Me Muddy Waters (00:00)

41   Walkin’ Thru The Park (00:00)

42   Country Boy (All Night Long) (00:00)

44   Caledonia (00:00)

45   Clouds In My Heart (00:00)

46   Hard Hard Way (00:00)

47   I’m Your Hoochie Coochie Man (00:00)

48   Gone To Main Street (00:00)

49   Got My Mojo Working (00:00)

Leggi il testo

51   Walkin' Thru The Park (00:00)

52   You Can’t Lose What You Ain’t Never Had (00:00)

53   You Don't Have To Go (00:00)

55   Everything Gonna Be Alright (00:00)

56   Laundromat Blues (00:00)

58   If The Washing Don't Get You, The Rinsing Will (00:00)

Muddy Waters

Nato nel Mississippi nel 1913, registrato da Alan Lomax nel 1941, si trasferì a Chicago nei primi anni ’40 entrando alla Chess Records. Con la sua chitarra elettrica e una band formidabile (tra cui Otis Spann e James Cotton) ha definito il Chicago blues, influenzando profondamente il rock britannico. È morto nel 1983.
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