Copertina di My Chemical Romance I Brought You My Bullets, You Brought Me Your Love
Taurus

• Voto:

Per appassionati di musica alternativa, fan di my chemical romance, ascoltatori di emo e hardcore, critici musicali, giovani interessati alla scena rock degli anni 2000
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LA RECENSIONE

I My Chemical Romance si formano nel 2000 e sono provenienti dallo stato del New Jersey. Con questo lavoro, dal titolo lungo, da semi-sconosciuti la band esordisce sul mercato discografico americano nel 2002. Il disco è uscito sotto l'etichetta dell'indipendente Eyeball Records ed è stato prodotto da Geoff Rickly membro dei Thursday.

L'opera è composta da 11 canzoni (10 + un intro strumentale caratterizzata solo alle chitarre).

Durante l'ascolto del platter le influenze di altri gruppi si fanno sentire, sicuramente spiccano quelle degli A.F.I., tanto che in effetti sembra sentire loro sotto altro nome.

Il disco prende due strade diverse: tonalità dark e gotiche con componimenti abbastanza lenti e cupi (proprio alla A Fire Inside) e canzoni invece più improntate all'hardcore melodico con aperture emo-core (con leggeri spruzzi di screaming vocals) che giocano tutto sulla dinamicità della sezione ritmica.

Tra queste due strade sicuramente convince di più la seconda, percorso che poi verrà completamente battuta nel successivo album. Tra quelle con venature hardcore new-school, nonché la più bella del disco, è senza dubbio la solare "Drowning lessons" con un riffing davvero bello, sembra quasi essere adatta come colonna sonora per una vacanza. Pezzo, che se non ci dicessero che a suonare fosse il gruppo di Gerard Way, sembrerebbe pescato dal repertorio Lagwagon-iano, soprattutto per il retrogusto delle chitarre tipicamente made in California.

Buone pure "Headfirst for halos" che ha un attacco strumentale davvero piacevole per i primi 60 secondi e presenta un buon solo di chitarra con un finale più aggressivo e "Skyline and turnstiles".

Peccato il disco non sia tutto su questa onda ma presenta molte canzoni trascurabili e altre eccessivamente lunghe e poco riuscite. Inoltre il cd manca un po' di omogeneità tra i vari episodi. In questo senso è da vedere "Demolition lovers" in cui durante i sei e passa minuti non riesce ad avere spunti particolari se non annoiare con il tentativo di copiare da una certa tradizione dark. Sulla stessa linea intimista è pure "Vampires never will hurt you" che alterna segmenti lenti e cupi con parti vocali sussurrate a parti più veloci e urlate, ma che rimane nell'ombra.

 Da segnalare la godibile e spedita di ritmo e durata "This is the best day ever". Particolare è invece l'atmosfera che si respira in "Sunset over Monroeville" un pezzo tranquillo che si stacca dall'hardcore e ancorato ad un ritmo lento e scandito da dolci arpeggi. Vogliamo considerarla una ballata? Be difficile specie se paragonate alle vere ballate "digeribili" e dal facile ritornello di "The Black Parade".

Le altre composizioni ricalcano il copione già raccontato come la classica "Our lady of  sorrow"  o il mid-tempo di "Cubicles".

C'è da dire che alcune canzoni non sono per nulla male, anche se non riescono ad arrivare a toccare gli stessi picchi emotivi di quelle su " Three Cheers For Sweet Revenge". Per intenderci mancano  una potente "Hang 'em high" o una dolce "The ghost of you".

Da tenere presente che il disco non è di quelli che si assimilano al primo ascolto, anzi le varie tracce presentano strutture parecchio articolate, specie se confrontate soprattutto con le canzoni dell'ultimo album in studio e quindi sono necessari parecchi ascolti. Per quanto riguarda appunto l'aspetto di assimilazione dei contenuti si potrebbe fare un paragone con un qualsiasi disco degli Underoath (appunto non facile all'orecchio al primo ascolto). Non solo dimenticatevi i facili ritornelli, qui i refrain a tratti non si avvertono neanche e a tratti manco se ne trovano. Detto in pratica non troverete ritornelli appiccicosi di gruppi come Aiden e dei trascurabili The Used e questo è un pregio.

Dall'altro canto ci sono anche diverse pecche riconducibili, (come già detto al fatto che quasi nessuna canzone sia indimenticabile) e agli ingredienti sonori che i MCR tentano di miscelare nel calderone, che spesso e volentieri non si amalgamano bene. In sostanza il combo tenta di mischiare troppo le carte in tavola e troppi generi contemporaneamente senza saperli dosare alla perfezione.

Chiudo con il paragone con un ultimo gruppo: i Silverstein. Pensate di trovare una nuova "Smile in your sleep" alternativa da mettere in heavy rotation sul vostro lettore mp3? Non fatevi illusioni non troverete il nuovo "Discovering The Waterfront" ma semplicemente un debut album che non passerà alla storia, con i suoi difetti ma anche con la sua discreta spontaneità. Qui magari chi conoscerà solo il gruppo per l'ultimo singoletto da Mtv storcerà il naso, ma il gruppo che suona su questo disco sembra completamente un'altra band.

Infine un cenno per quanto riguarda la produzione che si attesta sulla sufficienza, non avrà suoni indimenticabili o eccessivamente curati ma risulta ottimale per il genere e sicuramente quella che più si adatta al loro stile a differenza di quella hard-rock super pomposa, di maniera e trionfalistica (diciamo pure di stampo giustizialista, come direbbe il cavaliere noir ad Antonio) di "The Black Parade" che ha snaturato per buona parte il loro sound originale dei primi due album.

Un lavoro d'esordio che fotografa il combo com'era agli inizi di carriera, dai contenuti ancora un po' acerbi, ma che anticipa un futuro promettente già a partire dal successivo secondo album. Da ascoltare se volete conoscere il gruppo com'era agli esordi ancora incontaminato dal music-business, anche se il picco qualitativo dei My Chemical Romance rimane il successivo "Three Cheers For Sweet Revenge".

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Riassunto del Bot

La recensione analizza il primo album dei My Chemical Romance, evidenziandone i punti di forza in chiave hardcore melodica ed emo, ma anche le carenze in omogeneità e coesione. Il disco mostra un gruppo agli inizi, con suoni grezzi e strutture complesse che necessitano di più ascolti per essere apprezzate. Il giudizio è equilibrato, riconoscendo il potenziale futuro della band.

Tracce testi video

02   Honey, This Mirror Isn't Big Enough for the Two of Us (03:51)

03   Vampires Will Never Hurt You (05:26)

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04   Drowning Lessons (04:23)

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05   Our Lady of Sorrows (02:05)

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06   Headfirst for Halos (03:28)

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07   Skylines and Turnstiles (03:23)

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08   Early Sunsets Over Monroeville (05:05)

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09   This Is the Best Day Ever (02:12)

11   Demolition Lovers (06:06)

My Chemical Romance

My Chemical Romance è una band statunitense del New Jersey, spesso associata all'emo dei 2000 ma descritta nelle recensioni anche come rock/punk con forte teatralità e ambizione da concept album.
17 Recensioni

Altre recensioni

Di  Tobby

 Il disco è tutto il contrario: sì, anche il punk/rock "in salsa dark" può essere vitale, grezzo, divertente e soprattutto genuino.

 Quella genuinità che si è andata irrimediabilmente perdendo nei successivi "Three Cheers For Sweet Revenge" e "The Black Parade".


Di  gege89

 "I Brought You My Bullets, You Brought Me Your Love ci fa conoscere probabilmente i veri My Chemical Romance."

 Le chitarre graffiano, Ray Toro e Frank Iero soprattutto non sbagliano un colpo.