Novembre 2001. Uno o due anni avanti-emo. Non avanti al genere in sé (morto tempo addietro), quanto all'insulsa applicazione e conseguente abuso dell'etichetta, appioppata in rapida successione a gruppi pop rock, pop, pop/punk e chi più ne ha più ne metta accomunati soltanto dal look (e dal pop). Tempi non sospetti, insomma.
I My Chemical Romance, all'epoca dei perfetti sconosciuti, danno alle stampe questo "I Brought You My Bullets, You Brought Me Your Love". Riuscire a tuffarsi così in un clichè che ancora dovrà prendere vita non è roba da poco, verrebbe da dire leggendo il titolo...
Invece il disco è tutto il contrario: sì, anche il punk/rock "in salsa dark" può essere vitale, grezzo, divertente e soprattutto genuino. Quella genuinità che si è andata irrimediabilmente perdendo nei successivi "Three Cheers For Sweet Revenge" e "The Black Parade". Brani come "Drowning Lessons", "Honey, This Mirror Isn't Big Enough For The Two Of Us", "The Jetset Life Is Gonna Kill You", "The Best Day Ever" si ascoltano quasi con un pizzico di nostalgia.
Sono passati solo sette anni, ma quelli erano proprio altri tempi.
"I Brought You My Bullets, You Brought Me Your Love ci fa conoscere probabilmente i veri My Chemical Romance."
Le chitarre graffiano, Ray Toro e Frank Iero soprattutto non sbagliano un colpo.
Un lavoro d’esordio che fotografa il combo com’era agli inizi di carriera, dai contenuti ancora un po’ acerbi, ma che anticipa un futuro promettente.
Non troverete ritornelli appiccicosi di gruppi come Aiden e dei trascurabili The Used e questo è un pregio.