Dopo le ardite sperimentazioni attuate sul precedente "34.788%... Complete" nel 1999 i My Dying Bride compiono un passo indietro e l'atteso ritorno alle tipiche sonorità della band si attua con questo THE LIGHT AT THE END OF THE WORLD aperto da un tetro, funebre lamento di chitarra.
Il brano d'apertura è SHE'S THE DARK uno dei più grandi capolavori mai composti dai My Dying Bride, un brano indimenticabile che alterna parti atmosferiche come al solito toccanti, ad altre molto aggressive guidate dal massacrante growl di Aaron sempre intenso e meraviglioso. Una composizione maestosa e trascinante dotata tra l'altro di un testo stupendo. Personalmente ritengo che sia uno dei brani che meglio rappresentano la quinta essenza dei My Dying Bride e che da solo vale l'acquisto del disco.
Se prima del già citato "34.788" le composizioni erano diventate forse eccessivamente concentrate sul lato romantico (Like Gods Of The Sun era un buon disco ma soffriva la mancanza totale di brani più rabbiosi e pesanti), The Light At The End Of The World alterna perfettamente queste digressioni con altre nettamente più aggressive.
Altri punti cardine dell'ottima riuscita del disco sono la title-track, brano molto poetico ed evocativo dotato di un testo che è un autentico capolavoro degno dei migliori poeti della letteratura e INTO THE LAKE OF GHOSTS.
In conclusione un lavoro immenso che dimostra come mai la poesia, la decadenza e l'arte abbiano avuto interpreti migliori in ambito Metal.
Perchè nessuno dimentichi che queste forme d'arte possono essere forse la luce più grande in mezzo al buio. La luce alla fine del mondo.
"Canzone assassina per certi versi, straziante nella sua evocativa malinconia per altri."
"Spegnete la luce, chiudete gli occhi e lasciatevi trasportare... forse allora la vedrete, la luce alla fine del mondo..."