Copertina di Natacha Atlas & The Mazeeka Ensemble Ana Hina
sfascia carrozze

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Per appassionati di world music, amanti della musica araba, cultori di vocalità intense e arrangiamenti etnici raffinati
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LA RECENSIONE

La mia tangibilmente crassa ignoranza non concede di sapere sé l'ultima fatica concessa dalla aulicamente talentuosa, esoticamente aggraziata, vocalmente lapislazzulare Natacha possa esser qualitativamente degna et correttamente paragonata a quelle di una tra le Sue riconosciute quanto illustri muse ispiratrici presente all'interno di cotanta raccolta reinterpretàtiva: la sublime vocalista Fairuz, autentica istituzione del bel canto all'interno del mondo musicale Arabo.

La Atlas nel corso dei dodici diversificati frangenti ivi radunati regala svariati quanto intriganti repechages estratti dal repertorio della settantatrenne libanese: in primis l'evocativo et sinuoso adagio posto in ouverture, la struggente "Ya Laure Hobouki".

Tra i frammenti maggiormente degni di nota, nei quali viene perfettamente spalleggiata dai raffinatamente esotici e sottilmente ricchi ricami strumentali intrecciati dal pregevole ensemble multietnico The Mazeeka Ensemble*, porrei in evidenza gli intensi gorheggi profusi nella energica litania "La Teetab Alayi", così come i frammenti nei quali la Nostra esplora a ritroso gli arcaici tempi tra suggestioni desertiche (la spettacolosa "Lammebada") o conceda celestiali sovrapposizioni vocali ("La Vida Callada)" materializzando infine davanti ai nostri increduli occhi arcigne lande florealmente lussureggianti (l'Irish standard "Black Is The Color"), porzioni nelle quali si vivono, non del tutto attesi con tale magniloquenza, intimi quanto intensi istanti di gratificato piacere auricolare.

Merci beaucoup, Madame & Messieurs.

 

* Harvey Brough (piano/acoustic guitar/backing vocals); Clara Sanabras (baroque guitar/ukulele/vocals); Neil Charles (double bass); Louai Alhenawi (ney); Aly Abdel Alim (percussion/backing vocals); Samy Bishai (violin); Julian Ferraretto (viola); Ian Burdge (cello)

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Riassunto del Bot

Ana Hina di Natacha Atlas & The Mazeeka Ensemble offre una raccolta di reinterpretazioni arabeggianti, sostenute da arrangiamenti raffinati e una voce intensa. L'album valorizza il repertorio di Fairuz, esplorando atmosfere desertiche e melodie coinvolgenti. È un viaggio sonoro pieno di suggestioni emozionali e sfumature culturali. Merita l'ascolto per gli amanti della world music e dei vocalismi arabi.

Tracce

01   Ya Laure Hobouki (00:00)

02   Lammebada (00:00)

03   He Hesitated (00:00)

04   El Nowm (00:00)

05   Beny Ou Benak Eih (00:00)

06   Ana Hina (00:00)

07   La Shou El Haki (00:00)

08   Black Is The Colour (00:00)

09   La Teetab Alayi (00:00)

10   La Vida Callada (00:00)

11   Hayati Inta Reprise (Hayatak Ana) (00:00)

12   El Asil (00:00)

Natacha Atlas

Cantante belga nata a Bruxelles nel 1964, Natacha Atlas fonde tradizioni musicali arabe con elettronica, pop e, in anni recenti, jazz. È stata voce dei Transglobal Underground e ha esordito da solista con Diaspora (1995), proseguendo con album di riferimento come Gedida e Ana Hina.
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