La musica rock contemporanea non può prescindere dall'influenza di alcune pietre miliari dei decenni passati.
Partendo da quest'ottica che 'Desertshore' prima prova in studio di Nico senza i Velvet Underground si colloca proprio tra quelle pietre miliari. Un album che fà della sua cupezza e spettrale teatralità il suo punto forte.
Una musica estrema che dopo lo stupore del primo ascolto dovuto alle melodie atipiche riesce a colpire dritto fin nelle viscere e difficilmente molla la presa. Gli amanti del dark e del new wave non possono rinunciare nella propria discografia a 'Desertshore' per il semplice fatto che con le sue melodie e i suoi temi agghiacianti e affrontati sempre con freddezza anticipa di una decade i vari gruppi dark wave degli anni 80.
Inutile analizzare le tracce una alla volta, questo disco ha come filo conduttore sempre lo stesso tema la negatività in ogni sua forma spiccano però tra le altre la ballata francese di "le petit chevalier" un minuto di oblio in una musica claustrofobica scandita da una voce di bambino.
Disco irrinunciabile.
"Desertshore è un viaggio verso l'infinito negativo."
"Nico a dispetto della sua austera e gelida voce ti aiuta, ti tende una mano caritatevole."
Questo grido, apocalittico e impassibile, ci incute infinito timore all'interno della sua normalità stessa.
"Desertshore" è un mero, superbo strumento in cui Nico, divina e inarrivabile, cerca con successo di sgrovigliare quell'intricatissimo nodo che impedisce all'Uomo di scorgere la Verità.
Una voce divina e umana (troppo umana).
"Afraid": il titolo dice tutto e il ritornello pure... "You are beautiful and you are alone".
"La solitudine di Nico ci fa rabbrividire ('Tu sei bella e sei sola'), la nostra ci fa disperare."
"Il tempio di Päffgen è una costruzione psichica, il braciere arde sempiterno. Narcotizzati da questo elisir di lunga disperazione ci abbandoniamo in questo pozzo di coscienza."