Nina Simone
Little Girl Blue

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Eunice Waymon diventò Nina Simone, una maschera che sul filo degli anni eclisserà il suo nome di battesimo e con la quale entrerà nella storia. Nina per “nina”, “la môme”, il soprannome che le aveva dato un fidanzato latino di cui non si sa niente. Simone per Signoret nel “Casco d’Oro”, un film che la pianista aveva visto in un cinema di Filadelfia e che l’aveva impressionata (David Brun-Lambert, Nina Simone: Un Vie, Editions Flammarion, 2005, p. 53).

In un’efficace scansione biografica Kerry Acker (in Nina Simone (1963-1966); Chelsea House Publisher, Philadelphia, 2004) distingue ed identifica così i momenti della sua vita: il prodigio (1933-1944); la concertista di piano (1944-1954); la “chanteuse” (1954-1959); la stella (1958-1962); l’attivista“The high Priestess of Soul”, che tradurrei come la sublime sacerdotessa dell’Anima (1967-1968); l’espatriata (1970-1978); la diva (1978-2003). Forse in quest’ultimo frammento del ciclo di vita io individuerei anche quello della decadenza della vecchiaia. Una brutta vecchiaia, davvero oltraggiosa per questa meravigliosa creatura.

Quando nel 1957 esce il suo primo disco, Nina, durante le estati, cantava e suonava già da 3 anni al Midtown Bar & Grill di Atlantic City. La sua storia comincia lì. Aveva dunque 21 anni. Le voci corsero subito per le strade (oggi girerebbero sui blog e su DeBaser): “c’è una giovane musicista nera in città e quello che canta è unico”.

21 anni, eppure il carattere temprato negli anni dell’infanzia e dell’adolescenza era ormai pienamente definito, compiuto ed intero nella gamma comportamentale che andava dalla spigolosità insopportabile alla grazia eccelsa:

“quando arrivava alla sedia del piano si faceva silenzio intorno. In un bar di seconda zona, nel cuore di una città bruciata d’insonnia, lei riusciva a far tacere fin dalla prima nota. Non si era mai visto qualcosa di simile qui” (David Brun-Lambert, op.cit. , p. 52)

3 anni di tirocinio così, anche per imparare il rapporto con il pubblico. Canzoni tirate sui tempi lunghi. Lei e il piano. Il piano e lei. Lei con se stessa, lei con il popolo del suo regno.
Quando le si presenta l’occasione di fare il primo disco, nessuno stupore che le bastino solo 24 ore per prepararlo e concluderlo.

1957: 14 tracce musicali tutte riuscite al primo colpo che la collocano nella storia. Tutto il talento che mostrerà negli anni successivi è già concentrato lì in quel disco. La sua unicità, la sua “individuazione” è leggibile ieri e oggi in quelle 14 tracce perfette, durevoli, classiche.

Mi fermo qui. Caro lettore, avrai capito che Nina Simone è uno dei miei tanti punti deboli. Con lei divento fragile ed esposto al sentimento. Mi perdo e mi sento felicemente perso, per riprendermi e ricominciare ad ascoltarla. Sì: è una dipendenza. Una Ninadipendenza.

Dell’intero disco parlerò un’altra volta.
Oggi volevo solo dire che lì si ascolta la ballata “Little Girl Blue” di Richard Rodgers e Lorenz Hart.

"Sit there
And count your fingers
What can you do
Old girl you're through
Sit there
Count your little fingers
Unhappy little girl blue
Sit there
Count the raindrops
Falling on you
It's time you knew
All you can ever count on
Are the raindrops
That fall on little girl blue
Won't you just sit there
Count the little raindrops
Falling on you
Cos it's time you knew
All you can ever count on
Are the raindrops
That fall on little girl blue
No use old girl
You might as well surrender
Cos your hopes
Are getting slender and slender
Why won't somebody send
A tender blue boy
To cheer up little girl blue"

Questo pezzo entrerà sempre nel suo repertorio per i successivi 46 anni.
Ma fra tutte le esecuzioni, quella al Festival Jazz di Montreux del 1976 mi sembra eccezionale, incredibile, bella in un modo indescrivibile. Probabilmente creata così nei 10 minuti di quella sera e solo quella volta così. La presenza corporea sulla scena, gli anticipi preparatori, lo sguardo, i passi da pantera, i silenzi, i giochi linguistici, il pianismo che accenna a quella ferita della carriera stroncata, quel “This is Africa…”, la genialata del doppio finale.

No: non ci sono né ci saranno altre o altri come lei.

P.S.: Ho, molto abusivamente, caricato su Youtube un video di "Little Girl Blue" interpretata / recitata / cantata a Montreux. E' qui: . Andate ad ammirarla, ve ne prego.
Sarà come portarle dei fiori. Fiori per Nina.

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Commenti (VentiTre)

iside
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porto i fiori
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AMALTEO
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fiori. fiori per nina ... nina simone
grazie iside. vedo che abbiamo giorgio gaber in comune. esplorerò con più attenzione il tuo album musicale. arileggerci

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ilpanes
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caro amalteo, condivido l'entusiasmo per questa grande, calda e unica voce. delle interpretazioni di nina amo alla follia quella del classico dei c.c.r. I Put A Spell On You, resa assolutamente un capolavoro di jazz... per quanto riguarda la canzone a cui fai riferimento nella tua recensione però dissento. è di janis joplin la versione più riuscita, capolavoro assoluto di prestazione vocale ed emotiva... è lei la mia little girl blue :-)
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hugoniot
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perfetto!!!
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Enciclopedia Poletti
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Complimenti davvero per il bellissimo video (tra l'altro in qualità splendida) su Youtube. Su DeBaser, di Nina Simone si parla veramente troppo poco.
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kosmogabri
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il video di Four Women poi, Amalteo, eleganza pura, meravigliosa, meravigliosa!!
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AMALTEO
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IPANES: grazie per il commento. conosco l'esecuzione di janis joplin, ma nina "put a spell on me". la mia è una dipendenza psico-musicale. ognuno ha i suoi Cult. il bello della musica è l'estrema soggettività.
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AMALTEO
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hogoniot: lieto, molto lieto di ritrovarti anche qui
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AMALTEO
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poletti: se rovescio il mio vaso di pandora non sarà più così. per il momento vai a: NINA SIMONE
spero di rileggerti
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AMALTEO
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ciao kosmo!
sì quel video del 1969 (come è poi stata oltraggiata dalla vecchiaia!) in cui canta four women le rende grazia. (per chi volesse vederlo è qui: YouTube video non trovato qCwME6Jpn3s)
pensa un po': temevo che nina simone non fosse nelle tue corde musicali. e invece ...
temo che sto per dilavare su DeBaser tutta la mia ammirazione per questa davvero meravigliosa creatura. ciao, a presto

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AMALTEO
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ipanes! sono ancora io
sto ascoltando la little girl blue cantata da janis joplin. bella molto bella.
ma ... coloro che cantano little girl blue si dividono in due grandi gruppi. il primo è Nina Simone, il secondo sono tutti gli altri. Fra tutti gli altri Janis Joplin si fa notare
sono sotto spell
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ilpanes
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pota amalteo come dici tu la musica è soggettivissima :-) e per me come janis non ci sarà nessun altro... però la versione di "i put a spell on you" di nina simone è la più bella mai sentita...
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Mauri
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....molto bella anche questa!
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hugoniot
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eccomi...leggevo del tuo intrigo per aoki e andrews..sentire aoki non è semplice e alla lunga può dar fastidio..ma il suono è geniale,la colonna sonora di me and you blablabla è davvero meravigliosa,quasi dispiace che sia una colonna sonora..(non tutti i pezzi sono di andrews)
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AMALTEO
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Ilpanes:sai che faccio ora, al crepuscolo? mi sento i put a spell on you della mina e subito dopo little girl blue della janis!
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iside
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AMALTEO
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RETTIFICO
Ilpanes:sai che faccio ora, al crepuscolo? mi sento i put a spell on you della Nina e subito dopo little girl blue della janis!
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Addison
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Tu non hai scritto una recensione, hai fatto molto di più: ogni riga, ogni parola, lascia trasparire le emozioni che provi per questa meravigliosa artista. Il tuo, pare un amore "doloroso", quasi sofferente e necessario, ma terribilmente coinvolgente. Bravo AMALTEO. Non sono iscritto a YouTube, ma anch'io sono passato dal fioraio e già che c'ero mi sono soffermato pure su "Feeling" e "Four Women". Auguroni, Addison.
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AMALTEO
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grazie addison. davvero molte grazie. sì è così. è da anni sono preso in un modo irresistibile da nina simone. conosco ogni piega della sua vita, tutte le versioni delle sue interpretazioni, le sue contraddizioni, il contesto storico in cui è vissuta, i suoi amici ... è successo così. per anni ho tormentato i miei amici (talvolta con incomprensibili insuccessi). ora è arrivato il momento per trasferire questo mio amore (che non è doloroso, anche se spesso piango nel sentirla)agli amici di debaser. fiori. fiori per nina. vorrei che arrivassero fiori e petali di fiore sulla sua tomba che non esiste (ha voluto che le sue ceneri fossero disperse in quatto punti del mondo). continuo a non capire come e perchè questo mi sia successo. è una irresistibile irruzione del sentimento, incontrollabile dalle funzioni del pensiero. è come un innamoramento continuo, che si ripete ad ogni ascolto ed ora in occasione di ognuno di questi video che sono riuscito a trasferire su youtube. le tue parole mi suggeriscono di invitarti a leggere questo mio scritto sulla pagina Cult del sito SandZine: Sands-zine - no-zine dedicata alla musica indipendente e ad altre storie di (stra)ordinaria follia
ciao, a rileggersi
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AMALTEO
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AMALTEO
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accidenti: occorre togliere lo spazio fra arti coli. e scrivere articoli
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OPALTIDE
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Mi è venuto il magone lettura+ ascolto di Youtube! Non conosco molto il genere e tra le cantanti jazz quella che preferisco è la Fitzgerarld (degustibus) ma Nina mi ha colpito molto verso il quinto minuto del filmato canta in modo così intenso...mi ricorda certa intensità del flamenco
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extro91
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A Nina mai meno di 5!
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Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

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