Copertina di Norman Blake The Fields of November / Old and New
jerome wilder

• Voto:

Per appassionati di musica folk americana, amanti della chitarra acustica e della musica strumentale, ascoltatori di ballate poetiche e melodie malinconiche.
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LA RECENSIONE

Tradurre un'emozione provata da uno dei cinque sensi è quanto di più difficile esista in natura. Saper descrivere a parole un'esperienza visiva, un profumo, un sapore o un suono è privilegio riservato a pochi. Così come tradurre in musica l'uggiosa malinconia che nasce dallo spettacolo dei campi di novembre. Un violoncello, un fiddle e una chitarra, come un lento affresco sonoro, trasformano in musica questa emozione, e chiudono un album di 11 composizioni originali, di cui ben 6 esclusivamente strumentali.

Al suo secondo album da solista, infatti, Norman Blake decide di cimentarsi anima e corpo nella composizione, regalandoci per la prima (e credo unica) volta un'opera priva di traditionals e dedicata interamente a suoi brani originali.

A mio avviso i momenti migliori sono, oltre al brano che dà il titolo all'album, "Green Leaf Fancy", dal sereno mood agreste, e "Last Train From Poor Valley", poetica ballata in cui si descrive la vita in una (ex) città mineraria ormai prossima a diventare una ghost town. Le miniere chiuse, la disoccupazione, le file per il pane, fino alla inevitabile emigrazione della protagonista, accompagnata dalle soffici nevi di dicembre che cadono lievi tutto attorno, finché il treno che la porta via, verso il confine, lentamente scompare alla vista in direzione dell'orizzonte. La scelta sembra quella di lasciare da parte, per la maggior parte dell'album, il virtuosismo chitarristico, che in molti brani sarebbe oggettivamente fuori luogo, per far posto a passaggi più lenti e poetici. Uniche eccezioni, "Coming Down From Rising Fawn" e "The Old Brown Case".

"Old And New", invece, è un album decisamente diverso. Vi trovano posto alcune ballate originali, tra cui spicca "Billy Gray", alcune ballate della tradizione, tra cui "Sweet Heaven", diverse trasposizioni per chitarra di brani concepiti per il violino ("Miller's Reel" su tutte); in più, iniziano a fare capolino le prime avvisaglie di cambiamento, premonitrici di una drastica sterzata verso la musica cosiddetta "colta" che si avrà con gli album del quinquennio 1979-1984. Il numero degli strumenti utilizzati inizia a crescere, Norman si esibisce di volta in volta alla chitarra, al mandolino, al dobro, al banjo, al fiddle, alla viola, il tutto con estrema naturalezza.

Viene da pensare che il suo maggior pregio sia quello di far sembrare facili le cose difficili. Ascoltando la sua musica ci si potrebbe immaginare un tizio tutto sudato e infervorato, ricurvo e intento a cavare l'anima dalla chitarra. Invece, chi ha avuto modo di vederlo suonare (su Youtube ci sono diversi video di sue esibizioni, anche se più recenti e più "tranquille"), avrà potuto notare la sua estrema naturalezza e rilassatezza nell'eseguire brani a qualunque velocità, dando sempre l'impressione di non voler strafare, di non ridurre la sua tecnica ad una forma di narcisismo, ma mantenendola sempre al servizio della musica, della pulizia e della nitidezza dei suoni.

Un'ultima menzione vorrei dedicarla alla stranissima "Ajimina": in questo breve pezzo (2 minuti scarsi) sembra che il nostro abbia voluto solo sfidare le leggi apparentemente invalicabili della fisica, utilizzando una velocità che stordisce al primo impatto (e anche ai successivi), solo per vedere che c'è di là, oltre quel limite posto all'orecchio e alla mente umana.

Ci farà sapere!

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Riassunto del Bot

La recensione celebra l'album 'The Fields of November / Old and New' di Norman Blake come un'opera di intenso valore emotivo e musicale. L'artista esplora composizioni originali che evocano malinconia e atmosfere agresti, privilegiando passaggi lenti e poetici. La tecnica di Blake si mostra naturale e al servizio della musica, con momenti di virtuosismo calibrato. L'album segna inoltre una transizione verso sonorità più elaborate nei successivi lavori.

Tracce video

01   Green Leaf Fancy (01:55)

02   Last Train From Poor Valley (03:41)

03   White Oak Swamp (02:16)

04   Graycoat Soldiers (03:13)

05   Southern Railroad Blues (03:15)

06   Lord Won't You Help Me (02:50)

07   Krazy Kurtis (01:26)

08   Coming Down From Rising Fawn (03:34)

09   Uncle (04:34)

10   The Old Brown Case (04:01)

11   The Fields of November (04:06)

12   Widow's Creek (01:51)

13   Bristol in the Bottle (02:05)

14   Billy Gray (04:24)

15   Forked Deer (01:42)

16   Cuckoo's Nest (04:10)

17   Witch of the Wave (01:28)

18   My Old Home on the Green Mountain Side (02:59)

19   Miller's Reel (01:43)

20   Dry Grass on the High Fields (02:21)

21   Harvey's Reel (02:17)

22   The Railroad Days (03:40)

23   Valley Head (01:48)

24   Sweet Heaven (04:21)

25   Ajimina (02:09)

26   Flat Rock (02:22)

Norman Blake

Chitarrista, cantautore e multistrumentista statunitense, figura di riferimento del flatpicking tra folk, old-time e bluegrass. Ha collaborato con Bob Dylan, Johnny Cash, Joan Baez e Kris Kristofferson, e ha contribuito alla colonna sonora di O Brother, Where Art Thou?. Solista dal 1971 con Back Home in Sulphur Springs, è legato a Chattanooga e al Sud rurale USA.
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