Copertina di Old Man Gloom Meditations in B
ILM_igliore

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Per appassionati di musica hardcore, metal sperimentale, mathcore e sludge; fan di sonorità estreme e atmosfere oscure
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LA RECENSIONE

Questo supergruppo è uno di quelli cazzuti e chi sgarra muore, quindi pronto il mio solito stage diving, con la speranza che la gente di sotto regga…

…ma se Aaron Turner & Co. avessero messo Brian Eno come producer  forse avremmo svelato l’arcano segregato nelle menti fulminate del gruppo.

Subitanei intermezzi, forse dettati da una strana forma di sindrome ossessivo-compulsiva, fatti di silenzi, remoti fragori metallici e feedback dalle fattezze ambient/industrial, come a voler neutralizzare l’insita natura hardcore del gruppo, paradossalmente sembrano essere alla completa mercé delle urla corrosive del frontman e chitarre distorte, come a voler far la corte ad un insano Mathcore.

Il tutto, quanto basti ad esser scagliati su quelle brucianti terre dagli interminabili chilometri, chissà in quale cazzo di posto sperduto dai sapori mediorientali, le cui premesse sarebbero proprio quelle di bruciarvi le ultime sinapsi rimaste, al termine di questo bel progetto della durata di 20 minuti.
Quanto basti a inibire qualsivoglia forma di reazione e mandare affanculo tutto il vostro bel sistema nervoso. Risultato … panico totale.

Ma nel 1999 di sicuro in lontananza, dal nostro sciagurato appostamento, avremmo visto città postatomiche urlare al cielo attraverso lingue di fuoco, le cui caustiche ceneri avrebbero appestato l’aria per centinaia di miglia implacabile contaminazione a voler segnare un destino ormai ineluttabile.
Così come le rosseggianti superfici magrebine infuriano fumanti sotto quei brucianti soli, così noi, nei nostri sillogismi empatico/epidermici, troviamo i nostri fumanti neuroni vagare a spasso nel vuoto sconfinato di questo progetto che, tra urla terrificanti, sezioni ritmiche sgraziate a braccetto con feedback e stridori manco fossero scarnificazioni da napalm, prendiamo la via del nulla tra galassie ambient e vuoti interstellari come se niente fosse…

Questo progetto è un vero e proprio mostro dalle fattezze Post-Hardcore, Sludge, Non Classificabile, Industrial, Mathcore e chi più ne ha… un bel prologo sonoro ai successivi progetti del gruppo che a noi tanto ci piace… anzichenò!

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Riassunto del Bot

Meditations in B di Old Man Gloom è un progetto breve e intenso che fonde hardcore, sludge, mathcore e atmosfere industrial. L'album si distingue per urla corrosive, chitarre distorte e intermezzi ambientali che creano un'esperienza sonora unica e ipnotica. Un lavoro energico e sperimentale, capace di scuotere i nervi dell'ascoltatore e anticipare gli sviluppi futuri della band.

Tracce testi

01   Afraid Of (01:16)

03   Simian Alien Technology: Message Received (03:27)

04   Sonic Wave of Bees (01:22)

05   Sonar Enlightenment Program (05:43)

06   Rotten Primate (01:47)

07   The Exploder Whale (01:02)

09   An Evening at the Gentlemen's Club for Apes (00:55)

11   Test Result: Alien Ape Distress Signal (01:55)

12   Flood II (01:02)

13   Resolving the De-Evolution Conflict (01:31)

14   [untitled] (07:01)

Old Man Gloom

Old Man Gloom è un supergruppo statunitense nato come progetto parallelo di Aaron Turner con Santos Montano. Nel tempo hanno coinvolto membri di Isis, Converge e Cave In, alternando sludge/post-hardcore a interludi ambient/industrial. Tra i titoli ricorrenti spiccano la serie Seminar e l’album Christmas.
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