Copertina di Opeth Still Life
cliffburton86

• Voto:

Per appassionati di progressive metal, amanti della musica tecnica e lettori in cerca di esperienze sonore intense ed emozionali.
 Dividi con...

LA RECENSIONE

Un sabato sera come tanti ritorno a casa a tarda notte, dopo una divertente serata con gli amici. L'insonnia mi aveva intrappolato nel suo castello e il sacro e dovuto sonno si allontanava sempre di più. Decisi di mettere su nel lettore un disco, con lo scopo di riuscire a cadere nelle braccia di Morfeo. "Still Life" degli Opeth fu la mia scelta per sconfiggere i fantasmi della notte.

Mi addormentai e il sogno cominciò...

I miei sensi provarono emozioni fortissime, inqualificabili. Venivo trasportato verso paesaggi fantastici ed evocativi. "The Moor", raffinata e inimitabile, è l'inizio della fine mentre tesse la sua ragnatela di chitarre acustiche, spettrali quanto affascinanti. La complessità del sound, mai banale, è accompagnata dalla meravigliosa voce Mikael Akerfeldt, pronta a implodere dentro il mio cuore con growl tetri e potenti. Vado avanti per la mia strada e incrocio sensazioni più forti con "Godhead's Lament", più decisa delle altre, ma pur sempre episodio di grande elaborazione e immediatezza.
Le mie cellule celebrali subiscono un rilassante stordimento sugli arpeggi di "Benighted", realizzati da Akerfeldt con l'ausilio di Lindgren.
Il sogno si interrompe per un limitato periodo: il tempo di tornare alla realtà e di percepire che "Moonlapse Vertigo" potrebbe diventare una delle colonne sonore della mia vita.
Riprendo la retta via è arrivo a toccare il cielo con un dito ascoltando "Face of Melinda", ispirata alla donna responsabile del finimondo raffigurato nei testi di tutto il disco. Tocchi di classe intrecciati a idee originali, che accarezzano il mio viso con delicatezza e passione.
"Serenity Painted Death" è buia e micidiale. Contiene un grande tocco geniale, reso ancora più forte da un'atmosfera affascinante, ricca di colori e suoni evocativi. Una voce melodiosa e trascinante reca piacere alla mia anima, regalandole sensazione uniche, complice un song-writing lungo, inimitabile, sensibile e mai stancabile, accompagnato dalla melodia che rende unica questa musica. Termino il mio viaggio con "White Cluster", mix finale di raffinatezza neoclassica e sperimentazioni oscure, sconfiggendo definitivamente le tenebre.

Il sogno è finito. Mi sveglio e torno alla dura realtà, affiancata da una vita piena di insidie e di bivi da affrontare con coraggio e determinazione.
Con una consapevolezza in più però: quella di avere nella mia bacheca personale un meraviglioso disco e che gli Opeth sono un gruppo unico, rei di aver inventato un genere garante di fantasia straordinaria, tecnica assurda e melodia affascinante.

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

La recensione descrive l'ascolto di 'Still Life' degli Opeth come un viaggio emozionale e onirico, caratterizzato da un sound complesso e melodico. L'album viene esaltato per la sua capacità di trasportare l'ascoltatore in paesaggi sonori unici, grazie alla voce espressiva di Mikael Akerfeldt e alle variazioni tra momenti oscuri e melodie raffinate. Un disco considerato un capolavoro del progressive metal, capace di coniugare tecnica e sentimento.

Tracce testi video

01   The Moor (11:26)

02   Godhead's Lament (09:47)

Leggi il testo

04   Moonlapse Vertigo (09:00)

Leggi il testo

06   Serenity Painted Death (09:13)

Opeth

Gli Opeth sono un gruppo svedese nato nei primi anni '90, noto per la sua evoluzione dal death metal progressivo al progressive rock ispirato agli anni '70. Guidati da Mikael Åkerfeldt, hanno saputo mischiare growl e acustiche delicate, citazionismi prog e bordate metal, conquistando sia pubblico metal che prog.
49 Recensioni

Altre recensioni

Di  Roland

 "Gli Opeth abbiano dato vita ad un loro personalissimo genere che li rende unici e riconoscibili in ogni loro ascolto."

 "Non fatevi guidare dal pregiudizio ma cercate di esplorare fino in fondo ciò che vi intimorisce solo per sentito dire, potrebbe sorprendervi."