Copertina di Pantera Reinventing The Steel
RussianSpring

• Voto:

Per appassionati di metal, fan storici dei pantera e chi segue l’evoluzione del groove e thrash metal.
 Dividi con...

LA RECENSIONE

I Pantera, insieme a Sepultura e Anthrax, sono sempre stati la mia band thrash/groove preferita e album come "Far Beyond Driven" e "The Great Southern Trendkill" si sono insinuati nelle fibre del mio corpo dal primo ascolto. Non mi hanno mai deluso, lo giuro; già ai tempi del glam mi affascinavano, giunti a "Cowboys from Hell" in poi li ho amati.  

Ma con questo dannato album non capisco che cosa sia potuto succedere, forse le continue tensioni all' interno della band, l' aria di rottura, non so... fatto sta che "Reinventing the Steel" è così maledettamente strano che non riesco ad assimilarlo come "buono", sembra quasi un album un po forzatello.                                                    

Le tracce sono 10 e... cazzo mi annoio! Si assomigliano un po tutte; sembra che abbiano perso la compattezza necessaria per creare quel fantastico groove, dannatamente accattivante e ruvido.                                                                                                                                                                                                                A ciò avrà contribuito sicuramente l'assenza di Anselmo che dedicava più tempo ai suoi side project (i mitici Down su tutti) che alla band di Pantego; avrà contribuito senz'altro anke il fatto che Anselmo si concentrava su atmosfere sempre più sludge e Dimebag rimaneva fedele ai suoi riff groove così granitici. Le tracce che da questo album sofferente spiccano leggermente di più sono il singolo "Goddamn Electric" che è dinamica e piacevole, caratterizzata da un riffage aggressivo e tagliente; "Revolution Is My Name" è poderosa ma senza mordente, stento ad arrivare alla fine seppur Dimebag ce la mette tutta; "I'll Cast a Shadow" è potente, dinamica e piacevole ma il problema è sempre lo stesso manca il tocco di classe che caratterizza le loro canzoni fino al penultimo album. Tuttavia un lavoro da non buttare, la tecnica è sempre elevata con un Dimebag che è semplicemente un grande come sempre, una solida base ritmica (Vinnie Paul-Rex Brown) ed una grande voce, ma nel complesso si avverte come la sensazione che ognuno suoni per conto suo, con la sua grande tecnica, certo, ma senza coesione

Aver ascoltato questo album, non mi ha deluso perchè sapevo che i Pantera erano in crisi, ma sono rimasto dispiaciuto perchè dopo essermi esaltato con "Strength Beyond Strength" e la enigmatica "Floods" ho visto la fine di una band che per me è stata poco meno di una religione.

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

La recensione esprime delusione verso "Reinventing The Steel" dei Pantera, un album che appare forzato e privo della coesione delle loro opere precedenti. Pur riconoscendo l'elevata tecnica strumentale e le performance individuali, l'autore denuncia una mancanza di groove e unità nel suono. Il lavoro risente delle tensioni interne e della deviazione musicale di Phil Anselmo verso altri progetti. Alcune tracce spiccano, ma nel complesso il disco non raggiunge gli standard storici della band.

Tracce testi video

02   Goddamn Electric (04:56)

Leggi il testo

03   Yesterday Don't Mean Shit (04:19)

Leggi il testo

04   You've Got to Belong to It (04:13)

Leggi il testo

05   Revolution Is My Name (05:15)

Leggi il testo

07   We'll Grind That Axe for a Long Time (03:44)

Leggi il testo

09   It Makes Them Disappear (06:21)

Leggi il testo

10   I'll Cast a Shadow (05:24)

Leggi il testo

Pantera

I Pantera sono stati un gruppo musicale statunitense, tra i pionieri e principali interpreti del groove metal, celebri per l’evoluzione dal glam anni Ottanta al sound brutale di Cowboys From Hell, Vulgar Display of Power e Far Beyond Driven. Noti per l’influenza su generazioni di band metal e le performance dal vivo aggressive.
36 Recensioni

Altre recensioni

Di  Moonchild

 Da quando poi Phil ha cominciato con gli innumerevoli Side-Project la band texana è davvero sprofondata.

 I Pantera non potevano finire peggio la loro carriera, con un disco ottimamente suonato e tecnicamente eccellente, ma privo dell’impronta che fino a quel punto era sempre presente nei loro lavori.