Per quanto abbia cercato, non sono riuscito a trovare il video in bianco e nero della trasmissione TV dove, nell’autunno del 1973, Patty Pravo cantava “Pazza Idea”, tormentone dell’estate di quell’anno. Nella mia mente, invece, il ricordo, anche questo in bianco e nero, è ben presente e ritrae uno di quei momenti familiari che, chissà perché, non ti abbandonano nemmeno dopo più di cinquant’anni: siamo riuniti a tavola per cena, televisione sintonizzata su Rai1, mio padre scherzosamente si copre il viso con il tovagliolo per non voler guardare la scandalosa Pravo che, invece, tanto piace a mia madre. Ma che volete, lui era nato nel 1930 in un paese dell’entroterra siciliano e non poteva tollerare una donna che andava in giro dichiarando “Gli uomini me li fumo come sigarette”.

Inquieta, sensuale, dotata di un fascino ipnotico, la “Ragazza del Piper” è innanzitutto un’assidua divoratrice di passioni. Figlia della buona borghesia veneziana, sul finire dei ‘60 arriva a Roma via Londra, dove ha vissuto frequentando hippie e artisti della Pop Art, così come musicisti d’avanguardia. Oggi ha 77 anni ma rimane, per l’immaginario collettivo, la ragazza del Piper e con questo album e soprattutto con la titletrack, si mangiò tutta la pop music italica del 1973. Gli anni ’70, anni di rivoluzioni e di grandi cambiamenti in una musica italiana che ha accantonato il “bel canto” e che spinge “gli urlatori” a innovarsi; adesso è il tempo dei cantautori del Folkstudio, fucina di talenti prodotti dalla RCA, la label che aveva lanciato la carriera della Pravo sette anni prima e dove ritorna, dopo l'esperienza Philips, trovando un clima nuovo. Patty ha già stravolto ogni canone legato alla figura della cantante femminile in Italia con la sua voce possente, erotica, provocante e travolgente e la sua presenza scenica; il nascente cantautorato italiano non poteva che essere ai suoi piedi. Così un giovanissimo Cocciante firma la musica di “Poesia” (testo di Marco Luberti e Amerigo Paolo Cassella), altro gran bel pezzo presente nell’album che offre diversi numeri di classe, come la sofisticata piece “Morire tra le viole”, che racconta di una ragazza alle sue prime voglie d’amore, o la dolce “Limpidi pensieri” di Mauro Lusini (l’autore di “C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones”).

Certo, nulla è paragonabile a “Pazza idea”, il brano che ormai è un grande classico melodico con un testo che esplora fantasie trasgressive e che ha contribuito a definire l'immagine emancipata, anticonformista e a tratti eretica di Patty Pravo. Una ballata sentimentalmente travolgente, con un irresistibile sex appeal melodico e con un’aria struggente e peccaminosa. Una lei che vuole dimenticare l’uomo della sua vita andando a letto con un altro ma si rende conto che è inutile, perché ancora lo pensa (“…pazza idea di far l’amore con lui/pensando di stare ancora insieme a te/folle, folle, folle idea di averti qui/mentre chiudo gli occhi sono tua …”). Legenda narra che spulciando tra i suoi provini, Lilli Greco ritrova un pezzo inciso in inglese, dal titolo “Follow, Follow Me”. È una folgorazione. Greco contatta subito Dossena, factotum musicale della Pravo, e i due non hanno dubbi: quel pezzo è una bomba. Basta tradurre “follow” in “folle”, “Folle Idea”, magari. Anche se per il titolo, alla fine, propendono per “Pazza Idea”. Il singolo fu un successo commerciale clamoroso, permanendo in vetta alla classifica italiana per nove settimane, arrivando a vendere più di un milione di copie e trovando ampi consensi anche all’estero. Verranno, infatti, pubblicate versioni in inglese, spagnolo, francese, tedesco, olandese e, si dice ma non ne ho trovato traccia, in giapponese!

Doveroso, per concludere, spendere due parole su “I giardini di Kensington”, cover nota per aver stravolto completamente “Walk on the Wild Side” di Lou Reed. Anche se è innegabile che Patty Pravo fosse in sintonia con il mondo e l’immaginario di artisti come Lou Reed e David Bowie (negli stessi anni la musicista veneziana registrò altre due versioni italiane di pezzi di Lou Reed, rimaste inedite: “Alaska-Sara non piange mai”, traduzione di “Caroline Says II” e “Un giorno perfetto”, ovviamente “Perfect Day”, entrambe con parole di Vandelli), già a partire dal titolo, “I Giardini Di Kensington”, si capisce che nulla ha da spartire con il capolavoro di Lou. Nella versione italiana lo spunto per le liriche, di Maurizio Monti e Paolo Dossena, ha una derivazione letteraria: “Peter Pan Nei Giardini di Kensington”, romanzo dello scozzese J.M. Barrie. Pubblicato nel 1906, racconta le vicende del piccolo Peter, metà umano metà uccello, che raggiunge in volo i Kensington Gardens dove vive una successione di straordinarie e fantastiche avventure; anni luce dall’ambiguità sessuale che caratterizza i cinque protagonisti della canzone originale. È la dimostrazione che Patty non era poi così trasgressiva come pretendeva di essere, in fondo il suo estremismo era commisurato ad un paese bacchettone dove la legge sul divorzio stava per essere messa a rischio da un referendum. Se potessi tornare indietro direi: “tranquillo papà, guarda pure che in Italia (purtroppo …) non abbiamo il maledetto Lou ma la birichina Patty”.

Elenco tracce e video

01   Pazza idea (04:48)

02   Morire tra le viole (03:47)

03   Poesia (03:15)

04   Per gioco per amore (02:50)

05   Sono cosa tua (04:13)

06   Per simpatia (03:19)

07   I giardini di Kensington (03:47)

08   Limpidi pensieri (03:25)

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