Copertina di Paul McCartney McCartney
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Per appassionati dei beatles, fan di paul mccartney, cultori della musica anni 70, collezionisti di album storici, ascoltatori di pop-rock.
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LA RECENSIONE

Cosa puoi ancora fare di buono quando prima dei tuoi trent’anni hai già fatto il massimo di quello che potevi fare? Credo che i Beatles (tre di loro almeno) cercassero ciascuno di darsi una risposta a questo genere di domande nei pochi mesi tra Abbey Road e Let It Be, quando lo scioglimento divenne ufficiale.

La strada scelta da Paul fu proprio questo disco, volutamente “semplice & familiare” già nel titolo e poi nell’iconografia, nella registrazione “domestica” e nella dedica d’apertura alla moglie fresca di matrimonio («The Lovely Linda»), per di più suonandoselo tutto da solo.

Una decina scarsa di pezzi - più tre-quattro strumentali – di cui di cui nessuno però verrà annoverato tra i grandi classici di Sir Paul. E tuttavia queste canzoni - diciamo il pop leggero di «Junk» e quello di «Man We Was Lonely», la dolce e delicata “Every Night” e la più grintosa “Maybe I'm Amazed” (l'unica canzone quasi-rock dell'album) – trasudano un loro personale fascino melodico che è poi il marchio di fabbrica di McCartney.

Il resto lo definirei gradevolmente leggero, con un approccio di basso profilo che finisce per rendere accettabili e persino accattivanti anche i brani di riempimento (tipo «Singalong Junk» oppure «That Would Be Something»).

Devo dire che all'epoca – correva l’anno 1970 - quest’album non mi prese molto bene: la natura effimera di gran parte del materiale fu quasi uno shock (in confronto non solo ai lavori dei Beatles, quanto con quelli quasi paralleli di John e di George) e invece oggi – sarà la nostalgia oppure la relativa mediocrità della successiva carriera solista di Paul – questo McCARTNEY low-profile mi è diventato un disco piacevolmente gradito, forse perché, non prendendosi qui troppo sul serio, sembra lasciare aperta la strada ad un futuro disco “importante” che invece non arriverà mai.

Ultima nota interessante, la parte grafica: divisa tra un’immagine un po’ ricercata e freddina per il fronte (le ciliegie rosse sparse su fondo bianco come appena svuotate dalla ciotola mi ricordano certe pretenziose immagini pseudo-metafisiche dei fotografi dilettanti) e invece sul retro il calore luminoso e rilassato di Paul che stringe al petto la figlia in un giaccone di pelliccia, e poi nel folder interno una vera collezione di scatti familiari.

Insomma, per chi davvero volesse avere un disco del McCartney solista, io consiglierei proprio questo (e al massimo aggiungerei “Band On The Run” con i Wings).

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Riassunto del Bot

La recensione analizza 'McCartney', primo album solista di Paul, sottolineando la scelta della semplicità e dell'approccio domestico. Inizialmente sottovalutato, il disco acquisisce valore nel tempo grazie al suo fascino personale e discreto. Il low profile dell’opera diventa la chiave del suo duraturo apprezzamento, soprattutto per chi ricerca l’essenza intima del McCartney solista.

Tracce testi

01   The Lovely Linda (00:45)

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02   That Would Be Something (02:42)

03   Valentine Day (01:44)

04   Every Night (02:40)

05   Hot as Sun / Glasses (02:08)

07   Man We Was Lonely (03:00)

09   Momma Miss America (04:07)

10   Teddy Boy (02:25)

11   Singalong Junk (02:37)

12   Maybe I'm Amazed (03:55)

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Paul McCartney

Paul McCartney è un musicista, cantante, compositore britannico, noto soprattutto come membro dei Beatles e come prolifico artista solista e leader dei Wings. Ha segnato indelebilmente il pop-rock mondiale con centinaia di brani e un'attitudine inesausta alla sperimentazione.
65 Recensioni

Altre recensioni

Di  London

 "Paul ve lo suona proprio davanti, insieme a voi e solo per voi."

 "Maybe I'm Amazed è una struggente dichiarazione d'amore verso Linda che supera la più citata My Love."


Di  nessuno

 «Alcuni brani come ‘Junk’ sono perle bianche, belle e perfette come ‘Michelle’ dei Beatles.»

 «Un disco da ascoltare esclusivamente con le cuffie dopo una giornata di lavoro.»


Di  panlio malmieri

 Rustico, domestico, incompiuto, artigianale - la crisi esistenziale, l'insicurezza che ghermì McCartney in seguito allo scioglimento dei Beatles.

 L'atmosfera dell'album ha qualcosa di intimo, appartato, convalescente - sembra di osservare un abile falegname intento a costruire una piccola casetta per uccellini.


Di  Miki Page

 McCartney si dimostra un genio assoluto non solo per le sue qualità compositive ma anche per la sua versatilità e la sua capacità di stupire con trovate sempre nuove.

 Unplugged - The Official Bootleg risulta essere un disco fresco, brillante, divertente, ma anche rilassato e piacevole.