Oggi è il primo giugno 2007. Non è una data qualsiasi. Almeno non può esserlo per me e per tantissimi altri.
In questo momento (proprio ora !) sto ascoltando il mio "Sgt. Pepper's" in vinile. Etichetta Parlophone. 1967. Quarant'anni fa questo disco ha cambiato la musica, e non solo quella rock. O meglio, da quel giorno la musica rock ha cambiato significato. Bene, quel disco fu in buona parte opera di Paul. Fu fortemente voluto da lui. In un momento nel quale i quattro stavano cominciando a prendere strade diverse Paul fu il collante e l'ispiratore di una opera memorabile. Ma è paradossale che proprio oggi mi debba confrontare con l'ascolto dell'ultima... opera discografica del "genio" e debba ammettere che effettivamente di tempo ne è passato. Insomma, Paul, non è indispensabile per uno come te (e non te lo ha prescritto il medico) registrare musica anche se non sei ispirato. Quando è così, lascia stare.
Riconosco che buona parte del... demerito è dovuto alla pessima presentazione. Paul, la prima canzone, "Dance Tonight", è imbarazzante. Un giro armonico risaputo e prevedibile. Scusa, ma è tanto ridicola che passo subito alla seconda. "Ever Present Past" pare un pò meglio. Niente di che, certo non un capolavoro, qualche intuizione melodica... "See Your Sunshine": sembra uscire fuori dai dischi mediocri dei Wings degli anni 70/80. A quei tempi ti criticavamo quasi tutti, non vedo perchè oggi dovremmo invece osannarti. Certo non è da buttare, ma da te mi aspetto sempre il colpo originale.
"Only Mama Knows": prima musica da camera, poi rock con spruzzi di elettronica. Ritornello gradevole. Poi troppa confusione. Andiamo avanti. "You Tell Me" inizia con sonorità vagamente da "Strawberry Fields". Poi chitarra acustica e un cantato struggente. Melodia un pò inconcludente. "Mister Bellamy": un coacervo di stili e sonorità che onestamente non capisco. Rimpiango "Red Rose Speedway" (addirittura). ANDIAMO AVANTI !!!!!
Questa si chiama "Gratitude". Voce impostata, stavolta, quando vuoi fare il "negroide". Ma una volta cantavi "I got a a feeling, a feeling deep inside, oooh yea !" ed era tutt'altra musica. "Vintage Clothes": all'inizio sembra buona, poi scade un pò, ma nel complesso non male. "That Was Me": un rock and roll alla Paul che tutto sommato non dispiace. "Feet in the clouds" (i pezzi sono ora uniti). Questa è meglio (con tanto di intermezzino sinfonico). Ma la melodia tiene. "House of Wax": è maestosa, ma solo questo e poco altro. "End of the end": una canzone sul giorno della "fine". Troppo triste, anche se col fischietto centrale. "Nod You Head": nelle intenzioni forse la Sgt. Pepper's del 2000.
Il disco è finito. Mi aspettavo molto di più. Forse sono gli scarti di "Chaos and creation" ? Paul, nonostante tutto sei il mio idolo (ma ora vado a riascoltarmi "Band on the run").
"Ciò che conta davvero è la qualità delle composizioni. E le composizioni di Memory Almost Full spesso non prendono."
"Rimane la splendida successione 'Only mama knows'-'You tell me'-'Mister Bellamy' a dirci come avrebbe potuto essere questo Memory Almost Full con qualche anno di preparazione e una produzione più attenta."
Basterebbe quell'orrorosa copertina per tenersi i soldini stretti in tasca.
Sembra un disco confezionato da dilettanti allo sbaraglio.
Paul è come il più grosso diamante grezzo del mondo, che senza un ottimo artigiano intagliatore vale poco e dice meno ancora.
L'album fatica a stare in piedi, può piacere solo a chi si è messo lì con santa pazienza ad ascoltarlo cento volte.
Se un distinto giovanotto di 65 anni ti rifila un pezzo del genere è assolutamente da encomiare.
Acquistatelo senza badare alle recensioni negative.