Copertina di Peter Gabriel Live in Bologna Unipol Arena 21/11/14
paolofreddie

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Per appassionati di musica rock e progressive, fan di peter gabriel, amanti dei concerti live e della musica emozionale, cultori degli anni '80 e live show di alta qualità.
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LA RECENSIONE

Si dice che nella vita ci sia sempre una prima volta. Ma perché accontentarsi della prima volta e non sperimentare una seconda esperienza, magari più totalizzante?

07/10/13 Milano, Assago Forum

E’ la prima volta che vado a vedere il mio “idolo”, il mio amore musicale, Peter Gabriel. Ci tengo a virgolettare la parola “idolo” perché in realtà io non sono uno di quelli che idolatrano un artista, e che lo elevano a mostro sacro indiscusso senza però interessarsi ad altri (artisti). Diciamo che Peter Gabriel a livello soggettivo è il mio artista preferito, e ho detto a livello soggettivo perché di fatto ci sono stati artisti più influenti e innovativi di lui. Peter ha sempre avuto una marcia in più, è riuscito ad essere importante per più di una generazione e innovativo per tutta la sua carriera, mai banale, riuscendo altresì attraverso la sua voce, i suoi testi, le immagini che evoca attraverso gli stessi testi, a emozionare. In poche parole, Peter è il cantante che sento a me più vicino, che riesce a scavare nella mia anima, che implica in me una vasta gamma di emozioni.
L’attesa è febbricitante, la tensione è palpabile, perché l’ansia per l’apertura dei cancelli è tanta: la prima volta non si scorda mai. Appena l’uomo dei biglietti mi liquida dopo che io gli ho presentato il mio (biglietto) mi metto a correre precipitosamente, senza tregua, senza sosta, implacabile, e arrivo in prima fila, sono uno dei primissimi; purtroppo poi ho dovuto retrocedere perché per colpa della mia altezza la gente dietro non vedeva e mi ha intimato per l’appunto di andare dietro. Comunque sia, a tre metri dal palco, ho visto per la prima volta nella vita il mio cantante del cuore. Peter presenta due musiciste svedesi (molto talentuose), Jennie Abrahamson, Linnea Olsson, rispettivamente xilofonista e violoncellista. Le due suonano e cantano e il pubblico è ammaliato, io di fatto lo sono, le trovo molto seducenti. Conclusa la loro esibizione, Peter legge da un foglio scritto in italiano la struttura del concerto, che si articola in tre parti come i pasti della giornata: colazione, pranzo e cena. Il pubblico ride di gusto davanti alla simpatica spiegazione. Prima parte: colazione. Brani in versione acustica. Molto godibili, lo spettacolo si avvia in modo piacevole, per dare spazio poi alla parte elettrica (e elettronica) che costituisce il pranzo. Pezzi come “Family Snapshot” e “The Family and the Fishing Net” acquistano nuova linfa, sono i momenti più adrenalinici e magici del concerto a mio parere, quelli più spiazzanti. La terza parte, la cena, consiste nella riproposizione dell’intero album “So” del 1986: bellissimo il duetto Peter – Jennie (Abrahamson) in “Don’t Give Up”, da brividi e da lacrime “Red Rain” e “Mercy Street”, “Sledgehammer” e “Big Time” fanno esplodere lo stadio in un tripudio di gioia, la versione allungata di “In Your Eyes” convince del tutto i presenti che Peter è ancora in pista, che è ancora pieno di vita e pieno di voglia di donare al mondo la sua musica. Peter e i musicisti si inchinano ed escono, ma è un’illusione: rientrano tutti per concedere un bis, che si conclude con “Biko”, l’inno generazionale contro le ingiustizie perpetrate dai governi, le ingiustizie che uomini umili hanno dovuto subire da quando mondo è mondo. Un inno alla libertà, alla non accettazione dei dati di fatto.

21/11/14 Bologna, Unipol Arena

L’emozione è la stessa, anche se non la paleso. Mentre aspetto in fila per il parterre, parlo con dei fan come me, che non conosco, preso dalla loro discussione musicale. Una voce mi chiama, e io sono sconcertato. Mi giro, ci sono due persone, un uomo e una donna che non mi pare di conoscere. Continuano a dire il mio nome e ridono davanti alla mia incredulità. Alla fine si rivelano: sono due miei amici che conosco su Facebook attraverso un gruppo di fan di Peter. E penso: ammazza, quanto è piccolo il mondo! Parliamo, parliamo, parliamo, li conosco un po’ di più, conosco nuova gente che questi mi presentano, e l’attesa per il concerto non è poi così noiosa, il tempo passa veloce. 19:20 circa, apertura dei cancelli, come al solito corro verso il palco. Stavolta non arrivo in prima fila, ma sempre vicinissimo, i soliti tre – quattro metri. In compagnia dei miei amici assisto al meraviglioso spettacolo che Peter ci dedica, che dedica a tutti noi, suoi fan, suoi imperituri estimatori. La struttura del concerto è la stessa dell’anno scorso, lo show è preceduto dall’intervento delle due musiciste svedesi, la scaletta è più o meno la stessa, se non quasi uguale, ma l’emozione è rinnovata, forse più matura. Per questo penso che sia bene sperimentare più di una volta la stessa esperienza, perché vedi una stessa cosa sotto una diversa luce. Bologna ama Peter e lo mette in chiaro, facendo continue ovazioni, richiami, incitando Peter, pretendendo il bis e il contro-bis. Peter guardando dall’alto sorride spiazzato, un sorriso a metà tra il sorpreso e il compiaciuto: amante, fin dai tempi dei Genesis, dell’Italia, che lo ha sempre accolto a braccia aperte, Peter è con rinnovata certezza soddisfatto del suo pubblico. Io dal canto mio spero che tornerà anche il prossimo anno, e l’anno dopo ancora. Amore puro.

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Riassunto del Bot

La recensione racconta l'esperienza emozionante di due concerti di Peter Gabriel, inclusa la tappa al Unipol Arena di Bologna nel 2014. Viene messa in luce la struttura innovativa del concerto, divisa in tre momenti, e il valore emotivo della musica eseguita, con particolare attenzione all'album 'So'. Si evidenzia il rapporto speciale con il pubblico italiano e la qualità delle musiciste di supporto. Un racconto di fan appassionato e soddisfatto.

Peter Gabriel

Peter Brian Gabriel (nato il 13 febbraio 1950) è un cantante, autore e produttore inglese; fu il cantante originale dei Genesis e ha sviluppato una lunga carriera solista che spazia dal rock sperimentale alla world music e alle colonne sonore.
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