Anno tra il 1079 ed il 1142 Pietro Abelardo ed Eloisa ebbero una fitta corrispondenza.

Per avvicinarsi all'opera è necessaria una base conoscitiva delle teorie aristoteliche e, ovviamente, della scolastica di Agostino, citato continuamente nell'opera.

Il libro è uno spaccato di quanto accadesse nel Medioevo, sia in campo laico che ecclesiastico. Degne di nota sono le interazioni tra Maestri e Allievi, la scuola filosofica che interagisce con la dottrina e la fede. La parte "terrena" scende anche a descrizioni carnali, oggi appaiono stupefacenti alcuni scenari e la varietà delle pene o delle vendette che si praticavano allora. Nel testo da me acquistato c'è a fronte il testo in latino, trattasi di una lingua tardo medioevale, non di quella utilizzata da Cicerone.

Leggere ed evitare le citazioni, o peggio, saltare alcuni passaggi sul potere temporale della Chiesa, lede gravemente le pagine, in alcuni passaggi amore, poesia, affetto e filosofia sono strettamente connessi

Correttamente mi è stato fatto notare che, in questa narrazione c'è una storia d'amore, amore e sesso con tutti gli ingredienti per renderla viva e vivace

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