Recensisco questo disco per metterla a tutti quelli che non sopportano i doppioni, i triploni, gli ottoni, che forse nel '73 non erano ancora stati concepiti, e fanno i saputi di Progressive, Funk, e cucina mediterranea casalinga.
Quando nel '73 i quattro Floyd si ritrovarono dopo gli anni in sordina 1971-1972, seguti ad "Atom Heart Mother", si dissero: "E ora piazziamo il colpo gobbo!"
Sì loro sapevano, immaginavano che successo avrebbe fruttato quell'album...; così contattarono l'Hipgnosis per una copertina di lusso e memorabile, quanto arcana. E qui si può citare Seneca, ma non lo faccio per vari motivi. Si può citare Tony il Tamarro, e lo faccio per vari motivi. Egli disse:
"Un album è bello quando appartiene ai Led Zeppelin o ai Pink Floyd, o ai Doors"
Ah, che scuola fece sta citazione a suo tempo.
Che dire di quest'opera discografica. È lussuosa nei contenuti e riflette sempre più le paure e le "introspections" di Roger Waters sull'alienazione. "Any colour you like" è un saggio di grande ispirazione "Peace and Love", rifinito dalle sonorità più progressive (ai Procul Harum gli fanno un baffo i Pink). E che dire di "Breathe", soffusa, inquietante quando il battito si fa più forte, e sconvolgente quando sai che fine farà il povero coniglio. Cito: "Run, rabbit run, dig that hole, forget the sun"..... e poi andrà a finire male, come sappiamo.
La maestosa "Time", divertente e sarcastica, con il reprise di "Breathe" alla fine (che emozione!). Poi l'emozionante "The great gig in the sky", vocalizzata dalla sorella illegittima di Mina. L'hit-single "Money", che è pungente più di una zanzara, e che pochi nella storia del rock hanno eguagliato. Al Live 8 ce l'hanno fatta risentire, mentre andavamo tutti in fibrillazione. Poi la melodica e grandiosa "Us and them", una hit che potrebbe sedare con la sua dolcezza anche il più ostinato psicopatico.
"Brain Damage", bella, corale, riprende la figura di Syd Barrett, l'amico prmai catapultato sul lato oscuro della luna..... ah.... che epicità in quei versi. E poi un rock progressivo ma genuino allo stesso tempo, che riuniva te e i tuoi amici sfaticati in quei pomeriggi nuvolosi dei primi '70. Con "Wish you were here" non fu esattamente la stessa cosa..... qualcuno può comprendermi....
E poi alla fine la solenne "Eclipse", incalzante nel ritmo e sempre in uno stile che non è più prettamente psichedelico, ma che propone il rock in una forma che poi hanno copiato molte band.
Tra toni soffusi ed inquietanti, per dirla in sintesi, si consuma il viaggio di "The dark side of the moon", che è ancora in classifica tra gli album più venduti, a distanza di questi 33 anni, anni in cui qualcuno, specialmente i giovinetti, ma anche i vecchietti talvolta, non hanno capito molto.
Un album che più che un album è sicuramente un'opera d'arte del rock.
Chi ama il rock non può essere amante di esso se non ha mai ascoltato THE DARK SIDE OF THE MOON.
Pazzia, soffocamento, eccitazione, paura, relax, adrenalina e piacere si fondono in maniera quasi impercettibile in questa cosa chiamata “album”.
Ho dato 0 a questo disco perché 5 è troppo poco.
The Dark Side Of The Moon ha segnato il riconoscimento internazionale dei Pink Floyd, è stato innanzitutto un enorme successo commerciale.
Come ogni arte, la musica richiede concessioni e devozione, non si ascolta The Dark Side Of The Moon come si mangia un panino in fretta alla pausa pranzo.
Prendi un prisma, portalo con te sul lato oscuro della luna e aspetta che un raggio di luce senza meta lo attraversi.
Non ditemi più che sono sano, il lato oscuro della luna cambia chiunque.
mi fa accaponare la pelle... muahahaha ma vaffanculo sti Pink Floyd antiquati
quegli assoli di 4 minuti fatti con 5 note denominano una caratteristica della band ovvero non sanno suonare