Copertina di Pink Floyd The Piper at the Gates of Dawn
VinnySparrow

• Voto:

Per amanti della musica rock, appassionati di psichedelia, fan dei pink floyd e cultori della musica sperimentale e storica
 Dividi con...

LA RECENSIONE

Album come questi non se ne fanno più. Ho detto una banalità lo so, ma ai ragazzini che considerano "grandi" questi gruppettini usa e getta di oggi dico...ascoltate i Pink Floyd, ascoltate i Led Zeppelin, i King Crimson, i Genesis...vi si aprirà un mondo!

"The Piper At The Gates Of Dawn" primo album dei Pink Floyd, anno 1967. Syd Barrett, Richard Wright, Roger Waters, Nick Mason...quattro nomi che hanno dato il via ad una leggenda. I Pink Floyd sono una band più famose e influenti nel mondo della musica. Io non ho mai detto che i Pink Floyd sono i migliori in assoluto, non si può dire una cosa del genere se si guarda la cosa da un punto di vista puramente oggettivo, però quando ascolto un album dei Pink Floyd...decollo! Sopratutto quando ascolto uno dei primi album dei Floyd. Follia, sperimentazione, psichedelia, magia.

Questo primo album è frutto di una mente geniale, folle e inutile negarlo anche disturbata. Parlo di Syd Battett naturalmente, il "diamante pazzo", il fantasma del mondo del rock, quello spettro di cui i Floyd non si sono mai liberati fino in fondo. Le canzoni scritte per quest'album sono per la maggior parte opera sua, e sono fiabe, favole impregnate di follia e di acido, quell'acido che lui divorava e gli "procurava" viaggi allucinanti incredibili. I critici specializzati affermano ancora oggi che questo disco non solo è una pietra miliare del mondo del rock e della psichedelia, ma una fonte inesauribile di innovazioni per generi come indie rock, punk rosk e noise rock.

Tutti i pezzi sono dei "trip" allucinanti ma è chiaro che c'è sempre qualcosa che spicca o risalta più delle altre cose. In questo caso il primo brano dell'album "Astronomy Domine" è un pezzo straordinario, rock psichedelico allo stato puro, diventerà anche un classico nelle esecuzioni dal vivo, anche se come forse tutti saprete dal vivo i Floyd presentavano i loro brani in maniera ben differente dalla versione studio. E dal vivo "Astronomy Domine" è molto più lunga, molto più psichedelica, quanto mi sarebbe piaciuto vedere uno di quei live, quando erano ancora un "gruppo di nicchia" e non suonavano in mega palchi circodati da laser costosissimi! Leggenda vuole che la band vide il suo leader Syd giocare con delle arance, disse che vedeva quelle arance come due pianeti...intorno a lui non una stanza d'albergo...ma il cosmo...quando si dice "stai bruciato"!!! Però cazzo cosa ha tirato fuori!!!! Altro pezzo importantissimo e sicuramente anche più folle di "Astronomy Domine" è l'allucinante (nel vero senso della parola) "Interstellar Overderive", un pezzo strumentale a dir poco magnifico, vedere Barrett passare l'accendino o una lampadina sulle corde della sua chitarra in preda a chissà quale folle delirio è già di per sè una esperienza straordinaria. Anche dal vivo "Interstellar Overdrive" era molto diversa dalla versione studio, molto più lunga, molto più misteriosa e se vogliamo anche più esageratamente folle. "Interstellar Overdrive"...allo spazio...e non ritorno! Gli altri pezzi sono ugualmente importanti e altamente psichedelici (Flaming, Lucifer Sam, Matilda Mother ecc...) e senza dubbio contribuiscono a rendere questo viaggio ancora più folle e spericolato verso i misteri impenetrabili della mente del suo creatore!

I Floyd ai tempi venivano coniderati "pericolosi", perchè se in radio passavano pezzi come "Arnold Layne" o "See Emily Play" poi nello storico locale "UFO" i Floyd si scatenavano e facevano scatenare con "Interstellar Overdrive"...e l'acido che girava li...a tonnellate! Insomma i Floyd partono col botto, un capolavoro, una pietra miliare assoluta.

Ora, magari molti diranno la solita frase "recensione molto da fan"...effettivamente io sono un fan dei Floyd (ma non solo dei Floyd)...anzi per dirla tutta io sono per la musica classica più che per il rock. Per me la musica porta il nome di Bach, Beethoven, Mozart...per farvi capire. Però è innegabile quando ascolti un disco come questo che qui ti trovi di fronte ad un qualcosa di unico nel suo genere, oggi ha anche più valore di allora, perchè oggi ti rendi conto di quanto questi artisti erano folli e sperimentavano senza nessuna preoccupazione, non si autocensuravano, sfogavano tutto nella loro arte e venivano fuori dischi del genere. Naturalmente i Floyd non sono stati gli unici...i Beatles per esempio...anche li si "viaggiava" alla grande!

Un album straordinaria e di importanza straordinaria. Un capolavoro immortale della storia del rock, pietra miliare del rock da avere e possedere gelosamente. La leggenda dei Pink Floyd inizia ufficialmente qui!

VinnySparrow

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

La recensione celebra 'The Piper at the Gates of Dawn', il primo album dei Pink Floyd del 1967, come un capolavoro psichedelico e innovativo. L'autore sottolinea l'importanza di Syd Barrett, mente instabile ma geniale, e descrive brani come 'Astronomy Domine' e 'Interstellar Overdrive' come pietre miliari del rock sperimentale. L'album è considerato fonte di ispirazione per molti generi moderni, espressione di follia artistica e libertà creativa dell'epoca.

Tracce testi video

Pink Floyd

Formati a Cambridge nella seconda metà degli anni Sessanta, i Pink Floyd sono tra i gruppi britannici più influenti del rock, noti per le produzioni psichedeliche iniziali con Syd Barrett e per i successivi concept album guidati da Roger Waters e David Gilmour.
236 Recensioni

Altre recensioni

Di  charles

 Stiamo parlando dei britannici Pink Floyd... ebbene sì, già dal primo disco si capisce quello che avrebbero fatto in futuro.

 Disco eccellente, che si discosta un po' dal sound tipico dei Pink Floyd ma che è ugualmente un colosso della storia della musica.


Di  zaireeka

 Syd Barret. Il diamante pazzo. Il Fu Mattia Pascal psichedelico.

 Uno di quelli orologi... i suoi vecchi compagni lo hanno conservato e lo hanno fatto suonare ancora una volta all’inizio di Time.


Di  Moro1

 Solo Barrett può spiegare il capolavoro che ha composto e che ha scritto, e lo fa attraverso le storie di un re narrate nella fiaba di una mamma.

 Questa è la storia, questa è la psichedelia, questo è il capolavoro, e voi dovreste saperlo.


Di  anthon

 «Fin dai primi secondi, l’ascoltatore è trasportato in una dimensione ultramondana, dimensione che caratterizza gran parte dell’album.»

 «Interstellar Overdrive rappresenta la vera innovazione, un free-form di circa otto minuti, che usa il linguaggio della dissonanza.»


Di  AJAX

 I primi pink floyd sono riusciti a sintetizzare in una visione unica e inimitabile gli impulsi provenienti dall'acid rock westcoastiano, l'interesse per le forme musicali libere e improvvisate e l'amore per il fiabesco più autenticamente inglese.

 Al genere proposto non ho saputo dirvi quale, perché i pink non hanno uno stile a sé.. Ma sono un misto di più generi... Forse è questo che li rende così grandi...


The Piper at the Gates of Dawn ha 20 recensioni su DeBaser.
Puoi scopri tutti i dettaglio nella pagina dell'opera.