Syd Barret.
Il diamante pazzo.
Il Fu Mattia Pascal pscichedelico.
Il cappellaio matto.
Sublimato e conservato in note folli in questo disco.
Scritto in punta di LSD.
Si parte con le pulsazioni quasi morse all'inizio di Astronomy Domine. Lanciate negli spazi siderali.
Dall'altra parte dell'universo, come per magia, ci risponde ancora la follia di un bambino che è stato assorbito per incanto nella sua favola preferita (Il pifferaio alle porte dell'alba), favola dalla quale non ha voluto/potuto più uscire.
E così si va avanti fra viaggi interstellari e gnomi, cantilene folk, ed incubi acidi.
Anni luce, ancora oggi, lontano da noi.
Alla fine, prima di congedarsi, per scherzo, il bambino ci invita a seguirlo nell'altra stanza.
Il suono di un mare di orologi, uno per ogni sogno folle del bambino, anche quelli che non riuscirà mai più a realizzare, o che non riuscirà piú a far "suonare", ci investe e ci saluta.
È finita.
Ben tornati a casa.
Postfazione
Uno di quelli orologi, orfani della follia senza ritorno di Syd Barret, i suoi vecchi compagni lo hanno conservato e lo hanno fatto suonare ancora una volta all'inizio di Time (in The Dark Side Of The Moon).
Questo omaggio dei Pink Floyd al loro vecchio amico perduto non lo ho mai visto messo in evidenza da nessuna parte.
A differenza delle continue citazioni di Shine On Your Crazy Diamond e Whish You Where Here.
Mi sembrava ne valesse la pena.
Stiamo parlando dei britannici Pink Floyd... ebbene sì, già dal primo disco si capisce quello che avrebbero fatto in futuro.
Disco eccellente, che si discosta un po' dal sound tipico dei Pink Floyd ma che è ugualmente un colosso della storia della musica.
Solo Barrett può spiegare il capolavoro che ha composto e che ha scritto, e lo fa attraverso le storie di un re narrate nella fiaba di una mamma.
Questa è la storia, questa è la psichedelia, questo è il capolavoro, e voi dovreste saperlo.
«Fin dai primi secondi, l’ascoltatore è trasportato in una dimensione ultramondana, dimensione che caratterizza gran parte dell’album.»
«Interstellar Overdrive rappresenta la vera innovazione, un free-form di circa otto minuti, che usa il linguaggio della dissonanza.»
I primi pink floyd sono riusciti a sintetizzare in una visione unica e inimitabile gli impulsi provenienti dall'acid rock westcoastiano, l'interesse per le forme musicali libere e improvvisate e l'amore per il fiabesco più autenticamente inglese.
Al genere proposto non ho saputo dirvi quale, perché i pink non hanno uno stile a sé.. Ma sono un misto di più generi... Forse è questo che li rende così grandi...
"Astronomy Domine è già una voce fuori dal coro: in esso sono esasperate le componenti psichedeliche della musica di quel periodo."
"Il disco porta alle estreme conseguenze l'elemento psichedelico e apre a mille influenze, anticipando l'evoluzione futura dei Pink Floyd."