Copertina di Placebo Meds
Matt7

• Voto:

Per fan di placebo, appassionati di rock alternativo, ascoltatori di musica alternativa anni 2000, cultori di sonorità elettroniche leggere
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LA RECENSIONE

Uscirà a marzo. ma come ha già detto che mi ha preceduto, questo nuovo disco dei Placebo è già on-line e possiamo già dilettarci con le sue canzoni. Dilattarci appunto... a volte annoiarci... ed è questa la stranezza di questo gruppo, che a mio avviso alterna troppo spesso nuovissimi pezzi a pezzi che davvero sono insopportabili e di una noiosità disarmente.

Con questo disco i Placebo trovano almeno ai primi ascolti un compromesso tra un rock acido che riporta alla luce i fasti dl passato ad episodi che pescano a piene mani dagli ultimi lavori della band. Quindi un disco che accontanta i vecchi e i nuovi fan. Chi però si aspetta un disco senza elettronica sarà deluso... è presente anche se in minima parte.

Il disco si apre con la title-track che riporta alle orecchie l'intro di chitarra di "Every You Every Me", ma il pezzo ha una sua propria identità, un interessante testo e una piccola partecipazione (davvero lieve e poco presente) di VV dei Kills. La seconda traccia, "Infra-red" è un pezzo interessante, dall'andamento rock ma originale per lo standard "placebiano". "Drag" invece potrebbe essere il solito pezzo nello stile di Molko e soci. Un'ottima novità possiamo trovarla in "Space Monkey". Una canzone davvero affascinante, un'ottimo Molko che riesce orta ad emozionare con la sua voce, finora rimasta sugli standard del gruppo. Le atmosfere ritornano sui lidi placebiani con "Follow The Cops Back Home". Canzone piacevole, e molto, ma è il solito lentone a cui i Placebo ci hanno abituato. la situazione si fa aggressiva con "Post Blue", ma anche qui ci troviamo di fronte a standard e cose che bene o male abbiamo già sentito dal trio britannico, così come l'ottima "Because I Want You", che per quanto bella, strizza l'occhio al passato dei Placebo. E poi ascolto la traccia 7 e mi illumino: "Blind" a mio avviso è forse il pezzo davvero meritevole di ascolto di tutto il disco. In questo piccolo capolavoro tutto è perfetto: l'elettronica presente ma non fastidiosa, il testo, le chitarre e la disperata ma dolce voce di Brian. La situazione però precipita con "Pierrot The Clown"... a primo ascolto mi sembrava fosse "Black Market Blood"... è migliore ma questo lentone lo paragono ad una bella ninna nanna... E cosa dire di "Broken Promise"? I duetto con Stipe dei REM mi ha lasciato perplesso. Il pezzo inizia benissimo... decolla... ma non parte del tutto e rimane bello ma non eccezionale come speravo. "One of a Kind" mi ricorda vagamente "Black Eyed" nel ritornello. . e quindi ritornaimo ad una canzone che non aggiunge novità al sound dei Placebo. "In The Cold Light of the Morning" è un lento abbastanza angosciante e quindi lo annovero tra i pezzi da ascoltare assolutamente... ma avanti con gli ascolti mi ricorda "The Crawl". Alla fine c'è forse la canzone meno adatta a chiudere ma una delle più riuscite: "Song Tto Say Goodbye" è un ottimo pezzo. Veloce e dolce allo stesso tempo, ottima la prova vocale di Brian, ottimo il testo.

In conclusione: questo disco rappresenta la somma dei quattro dischi precedenti: ha la rabbia di "Placebo", la malinconia di "Without You I'm Nothing", le imperfezioni di "Black Market Music" e la giusta sperimentazione di "Sleeping with Ghosts". Anche le canzoni prendono un pò di qui e di là, risultando contraddittoriamente originali ma sempre nel solito stile e sound della band.

Un buon disco, non un capolavoro, un giusto insieme di quello che i Placebo hanno fatto in passato e un esempio di quello che continueranno a fare in futuro.

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Riassunto del Bot

Il disco Meds dei Placebo offre un mix tra rock classico della band e nuove sperimentazioni elettroniche, alternando brani interessanti a momenti meno convincenti. I fan vecchi e nuovi potranno trovare spunti riconoscibili, anche se non si tratta di un capolavoro. Brani come "Blind" e "Song To Say Goodbye" emergono come punti forti. L'album riprende elementi dai precedenti lavori mantenendo lo stile tipico del gruppo.

Tracce testi video

01   Meds (feat. Alison Mosshart) (02:57)

05   Follow the Cops Back Home (04:41)

06   Post Blue (03:13)

07   Because I Want You (03:24)

09   Pierrot the Clown (04:24)

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10   Broken Promise (feat. Michael Stipe) (04:14)

12   In the Cold Light of Morning (03:54)

13   Song to Say Goodbye (03:35)

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Placebo

Placebo è un gruppo alternative rock britannico fondato a Londra nel 1994 da Brian Molko e Stefan Olsdal. Noti per le loro sonorità malinconiche e l'approccio androgino del frontman, si sono distinti nella scena rock europea degli anni Novanta e Duemila.
32 Recensioni

Altre recensioni

Di  Jack_85

 L’album si può interpretare come una vera e propria medicina, paragonando le varie canzoni a delle compresse da assumere.

 ‘Pierrot The Clown’: una canzone da ascoltare ad occhi chiusi come una preghiera quasi.


Di  The Punisher

 Adesso si, 4 anni fa mi incuriosivano... adesso salvo SOLo la copertina che è stupendaa!

 SOLDI BUTTATI NEL CESSO


Di  Brizz89

 Questo nuovo 'Meds' è a metà strada tra i vecchi fasti della band e quel mezzo fallimento che io considero il loro penultimo lavoro.

 L'album è quindi consigliato solo ai fans sfegatati, ma sicuramente a nessuno che voglia sentire i Placebo da zero.


Di  ste84

 "Il rock dei Placebo non è fatto per essere suonato solo con gli strumenti essenziali."

 "Meds è un lavoro da apprezzare con il tempo ma che non vi suonerà affatto nuovo... ciao MMMITTTTICCI!"


Di  Jack Darko

 Il duetto con Alison Mosshart è molto ben fatto perché le due voci si sposano bene.

 In 'In the Cold Light of Morning' la voce di Brian si insinua tra le ossa come vento gelido e ascoltandola non puoi non provare brividi di paura.


Meds ha 10 recensioni su DeBaser.
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