Copertina di Placebo Meds
Jack Darko

• Voto:

Per appassionati di rock alternativo, fan dei placebo, amanti della musica malinconica e innovativa.
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LA RECENSIONE

I Placebo si sono imposti molto velocemente. Il secondo album fu infatti un successo e da lì in poi la loro strada al successo, non planetario, ma di una buona fetta di mercato, non è stata molto faticosa. Vero è che la loro musica è sempre stata aiutata dalla voce di Molko, che ha reso canzoni dal sound a volte troppo complesso, a volte troppo semplicistico, qualcosa di nuovo.

I Placebo hanno sempre cercato di sperimentare nuove sonorità fin dal secondo album. In questo hanno cercato un tipo di musica piu malinconica, mentre nel primo era piu rock. Il terzo album mi è apparso molto acustico per certi brani e simile a "Without you i'm nothing" in altri. "Sleeping with Ghosts" ha sperimentato l'elettronica, facendo pensare a un cambiamento di rotta nella musica dei Placebo. Due anni dopo i Placebo pubblicano "Meds". Il titolo, "Medicina" o "Psicofarmaci", rimanda ai temi tratti nei primi tre lavori, che parlavano della insicurezza del cantante e dei suoi problemi passati. Un ritorno agli inizi insomma. Il disco però si presenta come una specie di summa dei dischi precedenti. Il disco inizia con la titletrack "Meds" una canzone che per me fa capire come si presenta l'album. Mischia infatti la chitarra acustica tipica di "Every Me and Every You" e prosegue con un rock molto simile a quello degli inizi, semplice e molto forte. Il duetto con Alison Mosshart è molto ben fatto perchè le due voci si sposano bene (come d'altronde era successo con David Bowie in "Without you i'm nothing"). Il brano presenta un sound nuovo per i Placebo, ma non è altro che l'unione di alcune tipiche sonorità del passato.

Gli altri bani del disco sono tutti riproposizioni in chiave moderna e rivisitata dei loro tipici sound. "Infra-Red" riprende molto le canzoni di "Sleeping with Ghosts", "Second Sight" soprattutto, ma aggiunge un tocco in piu di rock. "Blind" sembra una canzone del primo album, se non fosse per la voce piu curata di Brian e alcuni assoli di chitarra molto ben riusciti. "Space Monkey" è invece una canzone molto originale per i Placebo. Ha un sound molto particolare e difficile da definire, un mix del rock elettronico di "Sleeping with Ghosts" e della malinconia di "Without you i'm nothing"; la melodia riprende comunque poco i precedenti lavori e rimane una delle canzoni piu innovative dell'album. "Follow the Cops Back Home" è una di quelle ballate tipiche di "Black Market Music", scompaiono le tipiche sonorità acustiche sostituite con il rock degli inizi. Nasce allora la tipica ballata Placebiana, solo con sonorità più ricercate. "Post Blue" è la canzone a mio parare più brutta e sembra un brano scartato da "Sleeping with Ghosts". Ritrovare le stesse cose, a mio parere non molto belle, in un album così variegato, non è certo il massimo.

"Because I Want You", primo singolo dell'album in Inghilterra, ci spara un rock robusto, corposo e costruito con magnificenza, cosa che agli inizi non era possibile, data l'immaturità e l'inesperienza di allora. "Blind" è un polpettone di tutti i loro sound. Mischia rock elettronico, rock classico e rock malinconico. Noioso. "Pierrot the Clown" è una canzone meravigliosa, maledettamente ben riuscita. Riesce, a differenza di alcune canzoni, a essere un brano che in futuro potrà essere ricordata come la canzone che ha dato maturità ai Placebo, poichè la voce di Molko, per la prima volta, canta quasi senza accompagnamento e riesce a esprimere tutta la sua emotività. "Broken Promise" è ottima solo per le due voci che non sbagliano un colpo, per il resto rimane la solita canzone veloce e indolore dei Placebo. La mia canzone preferita, "One of Kind", può sembrare una canzone di "Sleeping with Ghosts" ma è molto più matura. È costruita in modo perfetto, gli strumenti si sovrappongono uno all'altro in modo impeccabile, fino al pezzo del basso che si sente a mala pena, regalando, a mio parere, uno dei pezzi di basso piu belli mai sentiti ("Seven Nation Army" ha si un bel pezzo di basso, ma è la chiave di volta di una canzone, e non è geniale come questo, inserito nel mezzo di un brano). La canzone successiva è una delle piu tristi che conosca, in "In the Cold Light of Morning" la voce di Brian, ha un tono bassissimo, si insinua tra le ossa come vento gelido e ascoltandola non puoi non provare brividi di paura, come se il mondo intorno a te stesse morendo. La melodia segue questa voce fantasma in fraseggi molto malinconici e "fragili".

"Song To Say Goodbye" è la canzone pop dell'album, non a caso primo singolo nel resto del mondo al posto di "Because i Want You". Risulta essere troppo rock-pop, diversa dai classici dei Placebo. Ci sono, inoltre, troppi cambiamenti nella melodia, che la rendono, a mio parere, brutta e incompleta. In questa canzone i Placebo mi hanno deluso. "Meds" è un album composto da brani che riprendono da quelli precedenti e da altri che risultano esseri innovativi e nuovi per i Placebo. Questo gruppo dimostra di saper rinnovarsi, cambiare, migliorarsi e sapere anche creare un certo feeling tra le varie canzoni.

L'album, sentito più volte, mi ha fatto capire che c'è un filo conduttore che unisce tutti i brani e che rende "Meds" uno dei lavori meglio riusciti dei Placebo.

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Riassunto del Bot

La recensione di Meds dei Placebo evidenzia un album che intreccia sonorità passate con innovazioni musicali. Pur con qualche brano meno ispirato, emerge un lavoro maturo, capace di emozionare e di mostrare la crescita della band. L'album si pone come una summa della loro carriera, mantenendo un filo conduttore solido e un feeling coinvolgente.

Tracce testi video

01   Meds (feat. Alison Mosshart) (02:57)

05   Follow the Cops Back Home (04:41)

06   Post Blue (03:13)

07   Because I Want You (03:24)

09   Pierrot the Clown (04:24)

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10   Broken Promise (feat. Michael Stipe) (04:14)

12   In the Cold Light of Morning (03:54)

13   Song to Say Goodbye (03:35)

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Placebo

Placebo è un gruppo alternative rock britannico fondato a Londra nel 1994 da Brian Molko e Stefan Olsdal. Noti per le loro sonorità malinconiche e l'approccio androgino del frontman, si sono distinti nella scena rock europea degli anni Novanta e Duemila.
32 Recensioni

Altre recensioni

Di  Jack_85

 L’album si può interpretare come una vera e propria medicina, paragonando le varie canzoni a delle compresse da assumere.

 ‘Pierrot The Clown’: una canzone da ascoltare ad occhi chiusi come una preghiera quasi.


Di  Matt7

 Blind a mio avviso è forse il pezzo davvero meritevole di ascolto di tutto il disco.

 Questo disco rappresenta la somma dei quattro dischi precedenti: ha la rabbia di Placebo, la malinconia di Without You I’m Nothing, le imperfezioni di Black Market Music e la giusta sperimentazione di Sleeping with Ghosts.


Di  The Punisher

 Adesso si, 4 anni fa mi incuriosivano... adesso salvo SOLo la copertina che è stupendaa!

 SOLDI BUTTATI NEL CESSO


Di  Brizz89

 Questo nuovo 'Meds' è a metà strada tra i vecchi fasti della band e quel mezzo fallimento che io considero il loro penultimo lavoro.

 L'album è quindi consigliato solo ai fans sfegatati, ma sicuramente a nessuno che voglia sentire i Placebo da zero.


Di  ste84

 "Il rock dei Placebo non è fatto per essere suonato solo con gli strumenti essenziali."

 "Meds è un lavoro da apprezzare con il tempo ma che non vi suonerà affatto nuovo... ciao MMMITTTTICCI!"


Meds ha 10 recensioni su DeBaser.
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