Avevamo lasciato i Plakkaggio a un ottimo disco che aveva confermato la tendenza del gruppo all'heavy metal in maniera sempre più incontestata e lo riprendiamo - sostanzialmente - proprio da qui.

"Labaro" come singolo non mi aveva convinto del tutto; non tanto per la canzone in sé ma per come nascesse il timore che i Plakkaggio si fossero dati a sonorità ben meno incisive, ma mi sbagliavo e "Cosmo" segna un nuovo tassello nel percorso della band.

La title-track apre con un sound accostabile al power metal, sempre che la voce così abrasiva possa essere considerata power, secondo un modus operandi che al gruppo di Colleferro sembra piacere: un ottimo brano che fa da ottimo biglietto da visita. Tuttavia pur essendo un gran bel brano perde il confronto con "Verso la vetta". "Spada" abbassa il tiro e onestamente anche "La Nostra Curva" non è indimenticabile come canzone, anche se è sicuramente discreta e racconta bene l'identità del gruppo. Alti livelli invece con l'orecchiabile e "malinconica" "Cibo Scaduto", che mi ha rimandato molto all'anima più HC del gruppo e a certi stilemi che in Italia negli anni '90 andavano alla grande. Buona quindi "Labaro" che alleggerisce il sound ma si rivela convincente e si continua con la solida "Dimora" e un altro centro rappresentato da "Posto di Blocco", che rende giustizia anche ai toni più 883 con un ritornello trascinante. Tempo di cover per "Tornado", reinterpretazione della leggendaria "Tornado of Souls", uno dei più bei brani degli immortali Megadeth e poi "Granito", che già uscì illo tempore con i Plakkaggio HC. A chiudere "Uro - Bos Primigenius" che affianca un feroce blast beat a un riff molto heavy in modo azzeccato.

Il gruppo quindi convince ancora: il riffing e gli assoli sono di qualità e individuerei proprio Dave Mustaine e soci come influenza più evidente sotto questo punto di vista, la voce si fa carico della componente più Oi! e c'è una certa varietà; proprio a questo ultimo punto è legato un fatto molto strano dei Plakkaggio. Similmente a quando Elio e le Storie Tese si mettono a scrivere pezzi rap o metal e per quanto gli riesca bene si sente che non sono bei brani rap o metal "in quanto" rap o metal, allo stesso modo si avverte uno strano effetto quando i Plakkaggio - in alcuni passaggi qua e là - inseriscono ad esempio elementi power o black. Suona come se - per quanto riesca loro molto bene - non sia quello il loro elemento e si stiano solo prestando ad esso; credo però che sia una questione di produzione visto che è noto come i Nostri siano masticatori di Marduk, DarkThrone e Helloween.

"Cosmo" è un passo indietro rispetto a "Verso la vetta" perché ne ripete la formula allargando un po' alcuni orizzonti ma non rivelandosi altrettanto incisivo e per questo credo che se i Plakkaggio continuassero pari pari questo percorso finirebbero presto per ripetersi, ma confido che così non sarà; a prescindere dal confronto con le altre opere della band, "Cosmo" è un buon disco: sebbene mi sembri di notare che non tutte le fanbase punk apprezzino questo corso così metallaro del gruppo, il songwriting e gli arrangiamenti sono quelli giusti e quindi questo è un altro centro per la band laziale. L'anno parte quindi in casa metal e punk e i Plakkaggio si confermano un gruppo più che valido. Voto: 79/100.

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