Copertina di Planet Funk The Illogical Consequence
Zimo_26

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Per appassionati di musica elettronica, fan dei planet funk, ascoltatori di album d’atmosfera e chi cerca sonorità ricercate
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LA RECENSIONE

Meditato, questo disco va meditato.

Anzi tutto non risulta subito orecchiabile, nonostante i due singoli (tra cui uno di successo) "stop me" e "everyday". Le varianti del disco, rendono il lavoro così disomogeneo che bisognerebbe ascoltare una traccia almeno dieci volte per poterla comprendere a fondo.

Ai Planet funk, si sa, il successo a grande scala, non è mai piaciuto troppo. Preferiscono starsene li tranquilli tranquilli e sfornare i loro album senza essere troppo sotto i riflettori. E questo "the illogical consequence" (che per me rimane il loro capolavoro) ne è la conferma, e ne sarà ulteriore conferma il successivo (uscito questo 27 ottobre) "static", ma quella è un altra storia.

Si parte con "movement is noted" un intro quasi "ninna nanna" per poi esplodere subito con le due ballate "everyday" e "stop me". Poi la calma. E tutto il disco sarà così, episodi calmissimi alternati a sfuriate elettroniche. Le tastiere, molto presenti nel disco, aiutano a creare moltissima atmosfera. Particolarmente significative "Tears after the rainbow" la cui voce è quella campionata di Julius Robert Oppenehimer, il fisico della bomba atomica, cavalcata elettronica di oltre 8 minuti. Inoltre "inhuman perfection" cantata da Claudia Pandolfi e la traccia (a mio parere più bella dell'album) "Dusk" con la voce di Sally Doherty, calma tranquilla per poi esplodere con potenti riff rocckegianti e batteria.

Importante segnalare che Dan Black non è più presente come vocalist principale (canta solo 3 tracce), ma viene sostituito dalla bellissima voce di John Graham.

Un disco bellissimo di questi italianissimi Planet Funk. Non ci resta che ascoltare il nuovo "static" con molta attenzione, che come già detto, è tutta un'altra storia.

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Riassunto del Bot

L'album 'The Illogical Consequence' dei Planet Funk è un lavoro meditato e complesso, che richiede più ascolti per essere apprezzato. Alterna atmosfere calme a esplosioni elettroniche, valorizzate da voci raffinate e tastiere suggestive. Il cambio di vocalist principale con John Graham dona nuova energia al gruppo. Considerato un capolavoro, anticipa l'album successivo 'Static'.

Tracce testi video

01   Movement Is Noted (02:02)

03   Stop Me (03:52)

04   Trapped Upon the Ground (03:25)

06   Laces (03:23)

07   The End (04:33)

08   Ultraviolet Days (04:52)

09   Tears After the Rainbow (08:05)

10   Inhuman Perfection (04:48)

11   Peak (03:46)

13   Out on the Dancefloor (06:35)

Leggi il testo

Planet Funk

Planet Funk è un collettivo elettronico italiano nato dall’unione di Alex Neri e Marco Baroni con i produttori napoletani Souled Out! (Sergio Della Monica e Domenico “GG” Canu). Attivi dal 1999, hanno pubblicato album come Non Zero Sumness (2002), The Illogical Consequence (2005), Static (2006) e The Great Shake (2011), firmando hit internazionali quali Chase the Sun, Inside All the People e Who Said (Stuck in the UK).
07 Recensioni

Altre recensioni

Di  Giordyboy

 Sembra il risultato dell'esperienza tecnica e musicale di decenni, non sembra il suono di un gruppo italiano venuto fuori solo quattro anni fa.

 Mi domando: 'Grandi questi! Chi saranno mai? Forse un gruppo creato da qualche produttore elettronico americano...'