Copertina di Public Image Ltd First Issue
Daedal

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Per appassionati di musica punk e post-punk, cultori della musica alternativa e storici del rock anni '70-'80
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LA RECENSIONE

Personaggio troppo ingombrante anche per quel concentrato di esplosività e ribellione che erano i Sex Pistols, John Lydon (ex Rotten) abbandona il gruppo quando ancora l’ondata punk è viva e vegeta: per primo intuisce infatti la rapidità del fenomeno che lui stesso ha contribuito a creare, e decide di perseverare nella sperimentazione musicale, lui tutt’altro che musicista d’accademia. I Public Image Ltd sono un’evoluzione naturale dei Sex Pistols, conservando il gusto critico del cantante e la sporcizia dei suoni, esplorando però un suono meno glamour e accattivante, decisamente più disturbato e studiato. Per rilasciare il primo album dei PiL, Lydon si avvale della collaborazione dell’ex Clash Keith Levene, del batterista Jim Walker e dell’ex compagno di scorribande criminali Jah Wobble.

L’opener "Theme" lancia un solo messaggio: benvenuti nel post-punk. Antitesi di canzone, con la chitarra che frigge e sfrigola in contrasto con la ritmica cadenzata e marmorea, la prima traccia pesca a piene mani nel rumore puro e nella psichedelica estrema, esasperando il concetto prettamente punk di non-bello. Le sonorità sono oscure e la voce di Lydon vaga urlante per tutti i nove minuti, descrivendo un malato e schizofrenico compendio di quelle che saranno le scelte goth-dark. Il punk pulsa ancora sulla scena musicale mondiale, ma l’immediatezza anarcoide dei Pistols non potrebbe essere più lontana in questo momento.

La doppietta di "Religion" affronta in maniera molto diretta e critica il Cristianesimo (Lydon è figlio di immigranti cattolici irlandesi): se la prima parte è recitata come un salmo blasfemo e meccanico, la seconda spalma lo stesso testo su un riff punk rock al cloroformio, rallentato ma penetrante. La ripetitività da catena di montaggio della canzone rende un nuovo concetto di psichedelica, se vogliamo antenato di una certa fetta di industrial. Ovviamente non mancano inserti di un pianoforte straziato, giusto per continuare nell’opera di distruzione scientifica della musica, mentre la marcia di "Religion" si trascina nel gorgo da cui provengono gli strali del caro Johnny.

"Annalisa" viaggia su binari più tradizionali, ovvero un bel giro di basso e una chitarra aggressiva e intrigante. Lydon innesta i suoi canti da muezzin sguaiato su un ossessivo percorso che del punk ha sicuramente molto, ma srotolato e allungato per l’occasione. La voce dal fondo del pozzo non inganni: "Public Image" è puro punk Sex Pistols. Le atmosfere sono lievemente più cupe, più post-atomiche se vogliamo, e Levene si permette anche un assolino, ma su "Never Mind The Bollocks" la canzone ci sarebbe stata a puntino. Di certo, uno dei pezzi più immediati e “piacevoli” del disco. "Low Life" invece sa talmente tanto di garage che sembra di percepire il sudore provocato dal suonare in un ambiente troppo stretto: pezzo che denota evidenti origini punk, ha in primo piano il basso di Wobble che, nella mistura con la chitarra acuta e ripetitiva, rende quella che ormai è una familiare e avveniristica (per l’epoca) atmosfera gotico-metropolitana.

"Attack" spoglia la già scarna canzone punk rock e la rende scheletrica e spettrale: rimangono vuoti, aloni e fantasmi rabbiosi aleggianti attorno al solito riff martellante. La tecnica della desertificazione della musica, privandola di tutti gli orpelli sarà ripresa moltissimo da tutto il filone post-punk, anche se con riletture diverse (citofonare in casa Cure).
Ha sapori dub-acidi invece "Fodderstompf", esplorando il terreno un anno abbondante prima di "London Calling" dei Clash, visto come pietra miliare per la commistione di generi. E’ la voce di Jah Wobble a dirigere le danze in questo pezzo, psichicamente instabile e ondeggiante in spire deliranti di suoni alieni. Il groove schizoide da discoteca di un manicomio chiude, spiazzando ancora, la prima opera su vinile dei Public Image Ltd.

La prima uscita dei PiL riprende evidentemente la traccia dei Sex Pistols, elaborandola e stravolgendola.
Ogni singolo elemento contiene rabbia e ripetizione, per rendere il tutto decisamente alienante e stordente. L’ascolto di First Issue è difficile e provante: il disco può essere irritante, cacofonico e brutale, ma scavando attentamente sotto la superficie volutamente repellente creata da Lydon si possono scoprire piccole gemme sonore di scarna oscurità e di programmatica follia, basilari per quello che sarà lo sviluppo sonoro della scena pop rock anni ‘80.

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Riassunto del Bot

First Issue di Public Image Ltd rappresenta un'evoluzione naturale e audace del punk, con John Lydon che abbandona il ruolo di frontman dei Sex Pistols per esplorare territori sonori più sperimentali e oscuri. Tra suoni disturbati e atmosfere psichedeliche, l'album si presenta come una pietra miliare del post-punk, provocatoria e complessa. Non sempre di facile ascolto, rivela però gemme sonore fondamentali per la musica degli anni '80.

Tracce video

01   Theme (09:11)

02   Religion I (01:25)

03   Religion II (05:53)

04   Annalisa (06:05)

05   Public Image (03:01)

06   Low Life (03:38)

07   Attack (02:55)

08   Fodderstompf (07:46)

Public Image Ltd.

Public Image Ltd. (PiL) è un gruppo britannico fondato nel 1978 da John Lydon dopo i Sex Pistols, noto per l’approccio sperimentale e per il contributo allo sviluppo del post-punk.
18 Recensioni

Altre recensioni

Di  peeck

 I primi risultati furono scoraggianti: i concerti portavano ancora orde di punks ai quali non interessava assolutamente il Lydon del nuovo corso.

 La seconda facciata dell’album d’esordio aprì nuovi scenari nella musica dei Pil: lunghe litanie proto dub e attacchi al vetriolo portati dalla voce demente di Johnny Rotten.


Di  cristiano

 Un suono scarno, minimale, potente ma melodico, che non lasciava certo immaginare un seguito devastante come First Issue.

 L'album fu un vero insuccesso, ma la forza innovativa espressa dai suoi toni alienanti gettò nel linguaggio musicale alcune basi fondamentali.