Copertina di Pyogenesis Unpop
GenitalGrinder

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Per appassionati di metal anni '90, fan di nuclear blast, ascoltatori critici di musica heavy e alternative rock
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LA RECENSIONE

Vengo subito al dunque: questo pattume uditivo, perchè si tratta davvero di immondizia musicale, rappresenta per me la svolta in negativo dell'etichetta discografica Nuclear Blast. La label teutonica dalla fine degli anni ottanta, insieme all'inglese Earache Records, ha dato il via ad una vera e propria rivoluzione sonora per quanto riguarda il metallo pesante. Grazie al suo scrupoloso lavoro di produzione per almeno una decina d'anni ha immesso sul mercato discografico band del calibro di Dismember, Hypocrisy, Sinister, Brutality, Benediction, Pungent Stench...e qui mi fermo perchè dovrei proseguire all'infinito.

Ed è la Nuclear Blast a scoprire i conterranei Pyogenesis nei primi anni novanta; una band partita con intenzioni bellicose grazie in particolare al primo disco "Sweet X-Rated Nothings". un validissimo compendio uditivo capace di integrare sonorità Dark-Wave ad un approccio stilistico basato su di un canonico ed espressivo Gothic-Doom così tanto in auge negli anni novanta. Purtroppo vi devo parlare di "Unpop", pubblicato nel 1997, e della svolta stilistica dei Pyogenesis; svolta che ancora non riesco a capire e che ho trovato terrificante (per rimanere in termini di decenza).

Da censura l'immagine di copertina, già capace di mettere in evidenza lo spostamento della band verso suoni più commerciali, orecchiabili; abbandonando completamente il Metal, anche se in alcuni rarissimi momenti le chitarre riescono ancora a ruggire. Ma non serve a salvare un lavoro composto da una quindicina di brani in massima parte (e per fortuna ci aggiungo visto l'assoluta pochezza del suono) dalla breve durata.

Prendete il peggior Pop-Punk dei Green Day, aggiungetevi una buona dose di tamaraggine e di coretti zuccherosi, spensierati e tediosi. Ma non è finita qui perchè c'è spazio anche per una sorta di Alternative Rock alla Foo Fighters al quale va aggiunto uno "scazzo" esecutivo da far rabbrividire. Prendo, praticamente a caso, un solo brano per dare manforte a quanto scritto: trattasi di "Get Up" e dei suoi centoquaranta secondi. Provate ad ascoltarli, coraggio potete farcela sono più o meno due minuti e mezzo, e sono certissimo che quando partiranno i sopra citati coretti vi verrà voglia di correre in bagno: indi per cui lasciate la porta aperta e l'asse del WC ben spalancato. Purtroppo siamo solo al secondo brano e ne restano ancora ben tredici; ma lasciate perdere. Fidatevi del cattivo GG!!! (ho passato tanto di quel tempo in bagno per colpa di questi zozzoni...).

Con il successivo lavoro riusciranno addirittura a fare ancora peggio; ma questa è tutta un'altra storia che forse un giorno vi racconterò, o forse no.

E pensare che ad inizio carriera si chiamavano Immortal Hate.

Diabolos Rising 666.

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Riassunto del Bot

La recensione condanna l'album Unpop dei Pyogenesis per l'abbandono delle sonorità metal originarie a favore di un pop-punk e alternative rock poco convincenti. Si evidenzia una delusione profonda verso la svolta stilistica e la qualità sonora del disco, definito poco originale e noioso. L'autore rimpiange il passato della band e la storica eccellenza della label Nuclear Blast. In conclusione, il disco è giudicato un fallimento.

Tracce testi

01   Junkie on a Cloud (01:57)

02   Blue Smiley's Plan (03:46)

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03   XXL-Ego-King (02:34)

04   My Style (03:02)

05   Get Up (02:23)

06   Sehnsucht (11:24)

07   Love Nation Sugarhead (03:56)

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08   To Me (02:34)

09   Ton-Recycling (01:59)

10   Alternative Girl (03:06)

11   Silver Experience (03:29)

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12   Rhapsodie in E (02:42)

13   Cheapo Speakers (02:40)

14   Lower All Your High Standards (02:24)

15   All the Pills (02:03)

Pyogenesis

Band tedesca nata a inizio ’90 a Stoccarda (in origine Immortal Hate). Esordi death‑doom/gothic su Nuclear Blast con l’EP Ignis Creatio e l’album Sweet X-Rated Nothings (1994). Svolta verso alternative, punk‑grunge e pop‑punk tra Twinaleblood (1996) e Unpop (1997). Dopo una lunga pausa, ritorno con A Century in the Curse of Time (2015) e successivi lavori.
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