Copertina di Radiohead Pablo Honey
Superbia

• Voto:

Per appassionati di musica rock e alternative, fan dei radiohead, lettori interessati alla storia della musica anni '90
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LA RECENSIONE

La premessa che va fatta prima di ascoltare quest'album, è la seguente. "Pablo Honey" è lontano anni luce, o quasi, dai lavori successivi della band. Qualitativamente tutti i lavori che verranno dopo sono sicuramente di valore maggiore. Come però, l'abum non deve essere sopravvalutato, non bisogna cadere nella trappola inversa; perché "Pablo Honey" non è affatto un brutto album.

Parlare del primo album dei Radiohead e pensare immediatamente a "Creep", purtroppo, è un fatto molto ricorrente. Inevitabilmente la prima traccia che viene in mente è il singolo che portò al successo la band di Oxford. Dopo essere stato pubblicato nel 1992, divenne in poco tempo un inno per chi si ritrovava immerso nell'alienazione di una generazione intera. Dal 1998 i Radiohead non suoneranno più live la canzone, senza trattenere il disprezzo verso chi prontamente torceva il naso quando ad una loro esibizione il brano non veniva eseguito. Il pezzo non è brutto, anzi è ottimo, l'unica pecca è proprio il valore che questa canzone assumerà per la band. I punti forte di "Creep" sono la chitarra violenta di Jonny Greenwood e l'interpretazione vocale di Thom Yorke.

L'album principalmente si esprime su sonorità vicine al pop rock. Esempi rilevanti sono la prima traccia dell'album "You", un'ottima canzone il cui testo racconta di un amore ossessivo ed "How Do You?", piacevole brano di durata non eccelsa.
Completamente diverse invece si presentano altre canzoni, come i due singoli "Stop Whispering" e "Anyone Can Play Guitar". La prima in particolare ricorda alcune sonorità che troveremo nei lavori successivi; mentre la seconda rievoca atmosfere inquietanti, angoscianti; ma allo stesso tempo quasi ironiche.
Discrete canzoni sono anche "Ripcord" e "Vegetable", anche se non fanno di certo pensare alla parola capolavoro. Di maggiore valore è "Prove Youself". Nonostante la canzone non sia un componimento complesso il risultato finale è convincente; merito anche di un messaggio diretto: "I'm better of dead".
"Thinking About You" invece, è una delle canzoni che si contende il primato di peggiore dell'album. Fin troppo banale, testo scontato e melodia che ricorda qualcosa di già sentito. L'altra candidata è "Lurgee", brano esageratamente noioso. Apprezzabile "I Can't", sullo stesso piano di "Ripcord" e "Vegetable".
Il disco si conclude con il brano che più si discosta dalle sonorità dell'album. "Blow Out" in effetti sembra proprio essere la miglior canzone dell'intero Cd proprio per la sua differenza rispetto alle altre tracce. Qualcosa di diverso, di più articolato.

I Radiohead proseguiranno la loro carriera in modo brillante, ed anche se "Pablo Honey" si dimostrerà il peggior lavoro della band, bisogna riconoscergli il merito di essere stato il giusto punto di partenza.

Un album buono, un album necessario.

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Riassunto del Bot

Pablo Honey, primo album dei Radiohead, si distacca nettamente dai lavori successivi ma resta un disco valido e fondamentale nella storia della band. Il singolo 'Creep' domina la memoria collettiva, mentre altre tracce esplorano sonorità pop rock con momenti più inquietanti e interessanti. Non mancano pezzi meno riusciti, ma l'album è un punto di partenza importante per la carriera di una band destinata a grandi successi.

Radiohead

I Radiohead sono una band inglese nata a Oxford nei primi anni '90. Noti per la costante sperimentazione fra rock, elettronica ed enigmi esistenziali, hanno disseminato una discografia venerata, discussa e ampiamente decomposta in ogni recensione su questo pianeta. Thom Yorke (voce e nervi), insieme a Jonny Greenwood, Ed O'Brien, Colin Greenwood e Phil Selway, ha guidato la mutazione continua del gruppo da 'Creep' a 'Kid A' con scatti e cambi di rotta che hanno messo in crisi più di un fan (e più di un recensore).
120 Recensioni

Altre recensioni

Di  Sallu

 Creep rappresenta, in questo caso, soltanto la punta di un iceberg.

 Un cd da molto più di 3 stelle, ma sicuramente non un capolavoro da 5: per chi vuole sognare senza pensare.


Di  nickbelane

 "Creep divenne una sorta di 'manifesto' per molti giovani che si riconoscevano nelle amare parole di Thom Yorke."

 "Un percorso che li ha visti in continua evoluzione, mai fossilizzati su di uno stile."


Di  JohnWinston

 È come se i Radiohead cercassero la loro anima senza però trovarla.

 Creep è, probabilmente, la canzone più famosa dell’intero catalogo dei Radiohead, nonché uno dei pochi picchi dell’album.