Copertina di Radiohead Supercollider / The Butcher
Sadist

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Per appassionati di musica elettronica, fan di radiohead, ascoltatori interessati a testi riflessivi e atmosfere profonde, lettori sensibili alle tematiche sociali
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LA RECENSIONE

La vita attraverso i pixel dell'altadefinizione, imposta per mostrarci a pieno la decadenza.

Un viaggio attraverso la fitta coltre di informazione globale.

L'elettronica corona l'atmosfera intrisa di dubstep e pop, abbagliante è l'aggettivo giusto per descrivere la scena.

In un mondo talmente connesso e informato, ogni giorno vediamo il disastro.

Nessuno si impressiona più per i cadaveri davanti alla porta di casa.

Ormai siamo tutti abituati alla tragedia, insensibili al dramma.

Viviamo nella bugia, nell'indifferenza.

"I was confused,
A butcher, i feel nothing

Supercollider/The Butcher è la concreta prova musicale dell'orrore quotidiano, ignorato dal mondo intero. In questi due brani leggiamo lo stato d'animo dell'uomo nella seconda decade del nuovo millennio, è la musica a fare da narratore, infiltrandosi nelle orecchie di chi ascolta, con un ritmo ipnotico.

Alla fine tutto svanisce, premendo un tasto.

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Riassunto del Bot

La recensione presenta Supercollider e The Butcher di Radiohead come un racconto musicale dell'orrore quotidiano e della decadenza sociale. L'elettronica, arricchita da influenze dubstep e pop, crea un'atmosfera ipnotica che riflette l'indifferenza e il dramma della società moderna. I brani diventano narratori di un mondo connesso ma insensibile, dove la tragedia è ormai normalità.

Tracce

01   The Butcher (04:36)

02   Supercollider (07:02)

Radiohead

I Radiohead sono una band inglese nata a Oxford nei primi anni '90. Noti per la costante sperimentazione fra rock, elettronica ed enigmi esistenziali, hanno disseminato una discografia venerata, discussa e ampiamente decomposta in ogni recensione su questo pianeta. Thom Yorke (voce e nervi), insieme a Jonny Greenwood, Ed O'Brien, Colin Greenwood e Phil Selway, ha guidato la mutazione continua del gruppo da 'Creep' a 'Kid A' con scatti e cambi di rotta che hanno messo in crisi più di un fan (e più di un recensore).
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