Copertina di R.E.M. Out Of Time
ste84

• Voto:

Per appassionati di musica alternativa e rock anni '90, fan di r.e.m. interessati a recensioni approfondite e critiche costruttive.
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LA RECENSIONE

Perché sto recensendo questo album?
Perché voglio tornare sui miei passi: nella recensione di “Murmur” dissi che i lavori dei REM meritano 5 stelle a prescindere; ebbene sono qui per correggermi.

Signore e signori vi presento “Out Of Time” l’album che rappresenta la svolta, i soldi, la popolarità e (checché se ne dica) rappresenta l’eccezione che conferma la regola. Puntualizziamo che il successo di questo cd è dovuto all’80% al mega tormentone “Losing My Religion”, croce e delizia dei nostri.
Altro punto: non è un lavoro scadente ma, caspita, hanno fatto molto ma mooolto di meglio (vedi il successore “Automatic For The People”); ma purtroppo quello che usci dopo non conteneva “Losing My Religion”: ecco quindi che questo album è finora il più conosciuto, il più amato, il più venduto e francamente non ha niente in più rispetto agli altri, forse ha qualcosa in meno.
È arrangiato in stile “barocco” come molti amano dire, ci sono archi, i soliti mandolini, gli incroci vocali etc. “Radio Song” è una bella canzone, stile quasi funk, partecipazione di un rapper, ma non dà emozioni: non è quello che uno vuole ascoltare dopo tre anni di attesa. No comment sulla traccia due, già è stato detto tutto. “Low” è un bel pezzo, nel verso c’è il tono basso di Michael accompagnato da una chitarra addormentata, un organo, dal basso e da un violino; nel ritornello si “sveglia” la chitarra e nello stupendo finale si svegliano anche il violino e la voce di Stipe; sicuramente uno dei migliori brani dell’ album.
“Near Wild Heaven” è solare, allegro, cantato da entrambe le voci; la chitarra arpeggia come al solito; irresistibile il “Pa pa pa paaa pa paaa” nel finale. Una sorta di “Pa pa pa…” regge anche la strumentale “Endgame” che risulta carina, ben fatta ma inutile e anche noiosa.
Ed eccoci alla canzone che si contende il premio di “brano più idiota” insieme a “Ob-la-di, Ob-la-da”: “Shiny Happy People” poteva benissimo essere la sigla dei “Puffi”. In “Belong” il testo è recitato (e non è un granché) e solo nel ritornello le voci cantano dei semplici “Oooh, oooh” che meritano di essere ascoltati . “Half The World Away” è una canzone carina che riporta ai REM semi-acustici del passato (il brano copia “You Are The Everything” di “Green”) anche se il risulato non è lo stesso: è scontato, manca la novità, la verve. “Texarkana” è desertica, on the road: sarebbe stata bene in “New Adventures In Hi Fi”, è cantata (e composta) interamente dal bassista; un bel brano, bello sopratutto il ponte. “Country Feedback” è un brano REM al 100% sullo stile di “Low”: c’è una chitarra suonata in feedback per tutta la durata e il tono della voce è più alto, una perla! “Me In Honey” racconta la gioia di un uomo che sta per diventare padre: tutto il brano è basato su due note e il ritornello è eseguito insieme alla cantante dei B52’s (come in “Shiny Happy People”); qui Michael Stipe tira fuori un bell’acuto.

Un album comunque interessante e da avere assolutamente, ma per favore smettiamola di dedicargli tanti complimenti e attenzioni (poco meritate)!

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Riassunto del Bot

La recensione analizza 'Out Of Time', album di R.E.M. famoso soprattutto per la hit 'Losing My Religion'. Pur riconoscendo la qualità di alcuni brani, l'autore considera il disco sopravvalutato rispetto ad altri lavori della band. L'album presenta un arrangiamento sofisticato e diverse canzoni interessanti, ma manca di novità e intensità emozionale.

Tracce video

01   Radio Song (04:16)

02   Losing My Religion (04:28)

04   Near Wild Heaven (03:19)

05   Endgame (03:50)

06   Shiny Happy People (03:46)

07   Belong (04:07)

08   Half a World Away (03:28)

09   Texarkana (03:40)

10   Country Feedback (04:09)

11   Me in Honey (04:06)

R.E.M.

I R.E.M. sono stati una delle band più influenti del rock alternativo americano: attivi dal 1980 al 2011, tra Athens e il resto del pianeta, hanno sfornato capolavori, riempito stadi e ridefinito il college rock con la voce inconfondibile di Michael Stipe e la penna tagliente.
98 Recensioni

Altre recensioni

Di  Sixchords

 "Questo album è il primo a sfondare con una major, e a mettere i R.E.M. nelle grandi copertine."

 "Out Of Time è un album da avere per forza nella propria collezione di dischi, sia per gli intenditori che per chi voglia avvicinarsi alla buona musica."


Di  pinkoSpallino

 "‘Losing my religion’ è una delle canzoni più belle di tutti i tempi."

 “Il pop frizzante di ‘Shiny happy people’ prende in giro le trasmissioni di falsa felicità.”


Di  STIPE

 "Out Of Time è un disco 'barocco', ricercato nei suoni e nelle melodie, malinconico ma non triste, permeato da una leggerezza sopra le righe."

 "Capolavoro assoluto del disco rimane 'Country Feedback' insieme a 'Losing My Religion', inno assoluto del gruppo."


Di  Starblazer

 "Basta una grande canzone a fare un grande disco? Assolutamente no."

 "'Me In Honey' è il vero e proprio tesoro nascosto del disco con un featuring di Kate Pierson."


Di  Rax

 ‘Out of Time’ è la prova provata che un grande singolo può fare diventare ricchi con la musica.

 Peter Buck ha definito la musica dei REM ‘parte verità, parte bugie, parte cuore e parte spazzatura’.