Copertina di Rik Emmett Absolutely
pier_paolo_farina

• Versione 1 Voto:

Per appassionati di rock anni '80 e '90, fan di chitarristi virtuosi, ex-fan dei triumph, cultori aor e nostalgici delle sonorità classiche.
 Dividi con...

LA RECENSIONE

Il biondo Richard Emmett, col vezzo della kappa non preceduta dalla ci nel suo nomignolo, è chitarrista cantante e compositore canadese. Quand’era giovane ha fatto parte di un trio di hard rock melodico chiamato Triumph e questo disco del 1990, il suo primo da solista, uscì quando la carriera dei suddetti era ancora in essere.

Esauritasi di lì a non molto la buona convivenza con i compagni dei Triumph, il nostro ha tirato dritto fino a quanto possibile snocciolando in un quarto di secolo una ventina abbondante di album, da solo o in compagnia e spaziando dal rock al folk al jazz al classico a dimostrazione del suo eclettismo, delle sue larghe vedute e del suo approccio totale, anche didattico sullo strumento e verso la musica in generale. Infatti è stato per lungo tempo anche insegnante a Toronto la sua città, presso i massimi Enti deposti a questo fra cui la rivista d’eccellenza Guitar Player.

Poi l’artrite alle mani ha tolto a nonno Rik un bel po’ della sua fantastica agilità… ma qui siamo ancora ad inizio novanta col nostro ancor trentasettenne ed elastico. Il rimando ai Triumph è assicurato dal suo timbro vocale particolarmente acuto, caratteristico e ben riconoscibile, benaccetto dai fans ma nel caso assai meno convincente per altra gente… Tocca farci l’orecchio, ritengo.

Sulla chitarra è proprio bravo, la sua destrezza risalta immediatamente con l’agilissima apertura acustica, a tempo assurdo di ragtime, dell’iniziale “Drive Time”. Uno stop e il pezzo si trasforma all’istante in un hard rock’n’roll tumultuoso che offre comunque corposi ritorni al virtuoso ragtime iniziale.

Big Lie” è un hard blues melodico condotto da chitarroni stoppati e voce accesissima. “Saved by Love” è una power ballad rocciosa in uno stile pedissequo a quello dei suoi Triumph. La pianistica “When a Heart Breaks” è ciò che fa temere il titolo: un lento pomposo e retorico. “World of Wonder” viene resa agile dalle percussioni e si inserisce in quel rock melodico che andava al tempo (tipo U2, ad esempio).

Un complesso coro a cappella (tutte voci di Rik, una decina almeno) fa partire la tesa e sagomata “Stand and Deliver” guarnita di sax e piena di tastiere. Il suono inconfondibile di una fra le più epocali di esse, la Prophet 5 della Roland, introduce la ballatona AOR “The Way that You Love Me”, simile a mille altre di quella stagione musicale. La pianistica “Middle Ground” è tutta in contro tempo e non rivela particolari pregi, non tanto meglio la successiva “Heaven Only Knows” dal ritornello telefonato.

La chicca, a parte l’inizio scoppiettante dell’album, sta nella finale “Theme for Big Nick”, uno strumentale tra il malinconico, il riconoscente e lo speranzoso, affidato alla formidabile solista di Rik lancinante e spacca altoparlanti sopra un tappeto di tastiere di quelli che adesso non se ne sentono più. Forse è il ricordo di questo Nick venuto probabilmente a mancare ad averlo ispirato a fondo… In ogni caso: toccante.

Dischi come questo non li risento quasi mai… albergano nei miei scaffali da più di trent’anni e non vi usciranno mai: per rispetto di un periodo, di una manciata d’anni in cui queste sonorità erano la norma e vendevano bene, coinvolgendo pesantemente pure il mio portafogli.

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

La recensione ripercorre il debutto solista di Rik Emmett dopo i Triumph, mettendo in luce la sua versatilità e bravura tecnica, specie sulla chitarra. L’album alterna momenti di brillante hard rock a ballad più convenzionali. Sebbene non tutto l’album brilli allo stesso modo, rimane un documento fedele di un’epoca musicale e di un artista poliedrico. Traspare un senso di rispetto e nostalgia per quel periodo.

Rik Emmett

Chitarrista, cantante e compositore canadese, noto per essere stato membro dei Triumph. Dal 1990 avvia la carriera solista con Absolutely, spaziando tra rock, folk, jazz e classica. Ha svolto attività didattica a Toronto e collaborazioni in ambito editoriale musicale.
00 Recensioni