Dopo un inizio che dire bellissimo è poco "Revolution Per Minute" e due capolavori "Siren Song Of The Counter Culture" e "The Sufferer And The Witness", i Rise Against hanno la bella idea di cambiare genere, più o meno..... il disco è meno duro e incazzato dei primi lavori un alleggerimento dei toni, ma questo passa in secondo piano se il cd è ben fatto, l'unico problema è che Tim non urla più come una volta, e questo è il maggior problema del disco.
Anche se devo dire che l'opener "Collapse (Post-Amerika)" mi aveva illuso che non fosse cambiato niente dal passato, infatti è la canzone che richiama di più a "The Sufferer And The Witness" , un altro pezzo che richiama al precedente lavoro, anche se in maniera leggermente diversa è "Kotov Syndrome" molto bella e veloce.
Anche se il disco potrebbe essere riassunto in due canzoni "Re-education (Through Labor)" e " Audience of One" che guarda caso sono due singoli, ci sono pezzi che danno qualcosa di nuovo, su tutte "Entertainment" una delle migliori tracce del disco, e la meno riuscita "Whereabouts Unknown" non è brutta come canzone, però manca qualcosa, forse una spinta in più, bello il finale di quest'ultima, un'insieme di velocità e a tratti urlata, che fa sempre molto piacere sentire.
Ci sono momenti in cui sanno farti emozionare "Hero of War" anche se siamo lontani da altre di questo genere come "Swing Life Away" per esempio, e altri momenti che ti fanno saltare in piedi come la già citata "Entertainment" e "Savior".
Purtroppo ci sono anche note negative dell'album "Long Forgotten Sons" che quando l'ho sentita per la prima volta, mi sono cadute le braccia, e appunto "Whereabouts Unknown" secondo me l'album, poteva anche concludersi con la bella e azzeccata "Hairline Fracture" una canzone ricca di cori.
L'album ci regala ben 13 traccie + bonus track, a mio avviso molto bella e a mio avviso, non avrebbe sfigurato nella scaletta principale dell'album, al posto di canzoni troppo scontate. Comunque l'album, a si trovate geniali, ma sono troppo poche, e l'assenza delle parti urlate, per chi come me, gli ha conosciuti con album come "Siren Song Of The Counter Culture" oppure "The Sufferer And The Witness" , non può non lamentarsi di questa scelta.
Promossi nonostante non si possa paragonare, ai tre precedenti lavori.
"Collapse si snoda attraverso stacchi brucianti e repentini, paradigma del hardcore melodico."
"McIlrath si riconferma songwriter di talento, capace di cristallizzare frammenti disperati di realtà in versi crudi e veri."
La proposta del quartetto è sempre rimasta avvincente anche se qualcosa comincia a cambiare e 'Appeal To Reason' ne costituisce la prova.
Un disco che riesce comunque ad adempiere al suo scopo primario, quello di regalare mezz'ora di intrattenimento, facendoci per un po' allontanare dalle preoccupazioni della vita quotidiana.