Inizio precisando che non sono mai stato un fan di Rob Zombie, un po' perché non lo conosco benissimo un po' perché nel mondo industrial/alternative metal preferisco altri artisti. Ma negli ultimi tempi mi sono reso conto che il personaggio in questione ha sparato nel corso della sua carriera delle cartucce da non sottovalutare, capaci di colpire nel segno.
Prima con gli White Zombie, e già citando tale gruppo penso che "La Sexorcisto" o "Astro-Creep 2000" rendano bene l'idea, e poi da solista, capace di tirare fuori un disco come "Hellbilly Deluxe", forse la sua opera migliore, con brani come "Dragula" o "Superbeast" che sono ormai dei classici belli pesanti, nulla a che invidiare con i Ministry o con i Marilyn Manson dei tempi d'oro.
Dopo il non meno interessante lavoro "The Sinister Urge", targato 2001, bisognerà attendere cinque anni per l'uscita di questo "Educated Horses".
Cinque anni particolari per uno come lui, visto che nel corso di questi, oltre a co-produrre l'album tributo ai Ramones "We're A Happy Family", ha iniziato anche a dirigere qualche film horror di buona qualità (il ruolo di regista ormai è risaputo che ce l'ha nel sangue) come "La Casa Dei 1000 Corpi" o "La Casa Del Diavolo".
Ed effettivamente nell'universo di Rob Zombie qualcosa stava cambiando davvero. A parte la sopracitata apertura al mondo cinematografico, proprio in "The Sinister Urge" si sentiva già qualcosa di diverso. Ma in "Educated Horses" Rob fa ancora di più. Innanzitutto, via Mike Riggs dal gruppo, per lasciare spazio a John 5, ex chitarrista dei sopracitati Marilyn Manson, che aggiunge un po' di pepe al tutto con i suoi riff belli pesanti. Secondariamente, ora la Superbestia non è più solo quel misterioso personaggio splatter di "Hellbilly Deluxe", o il pazzoide sfrenato di "The Sinister Urge" ma si avvicina anche a suoni che molti non si sarebbero mai aspettati da lui. E a volte ci riesce ("Foxy, Foxy", stracriticata dai più, o le marce acustiche di "Death Of It All" e "Ride"), a volte invece di meno, facendo uscire la sua faccia sicuramente più brutta, ma brutta nel vero senso della parola ("The Scorpion Sleeps", forse la peggiore canzone di Rob, caratterizzata da una melodia che non riesco ad apprezzare del tutto).
Non mancano comunque i pezzi nel suo classico stile, come "Let It All Bleed Out" (molto vicina alle recenti "cavalcate" dei Rammstein), "American Witch", "The Lords Of Salem" (entrambe ispirate ai massacri di Salem di fine '600, consigliata soprattutto la seconda), "The Devil's Rejects" (forse il tema postumo di "La Casa Del Diavolo"?) o la strumentale "100 Ways", con un basso leggermente riconducibile ai suoni di mr. Trent Reznor ai tempi di "The Fragile" ("Ripe (With Decay)" docet). Insomma, pane per i denti di tutti. Ed è questo che conta.
Però Rob, nel suo fare di più, ha forse osato troppo badando un po' meno alla qualità. "Educated Horses" è lungi dall'essere un capolavoro, ma nonostante tutto non è un cd mediocre come certi dicevano all'epoca. Basta solo saltare qualche paraculata di scarsa qualità per trovare diversi barlumi di genio sparsi qua e là.
Rob parla di quello di cui parlerei io se scrivessi mai dei pezzi metal.
"The Scorpion Sleeps" è già un CLASSICO.