Guardavo in Televisione un documentario , oggetto Barrett. Parole, parole, parole.
Uomo brizzolato, Uomo qualunque come il tuo postino. Prende una chitarra è sogna "Dominos". Sorride e dice " pochi accordi strani e quello che pensi senza pensare, Flusso di pensieri, i miei pensieri, mie immagini". Magari non saranno capite.
Non saranno capite.
Il Nostro Robyn non ha capito, non pui capire. Semplicemente in questo lavoro ha toccato le corde dell'armonia.
Lavoro notturno, Dylan , Byrds, Ray Davies. e anche il tanto odiato Lennon. Tutti sotto una luce al neon a intonare filastrocche interrotte da impossibili ritornelli, notturni grattattti su due note,
filastrocche stonate come il rutto di una Dea, non aprire quella porta.
Il nostro Robyn guarda l'orizzonte dell'immaginazione. forse con gli stessi occhi di un Barrett. Credetemi questo è puro Hitchcoch, visionario, innocente, inconcludente,.
Eccolo, nelle sue ossessioni, libero e irripetibile.
Grazie al cielo nella nostra carriera di ascoltatori non sono mancati gli incontri con musicisti lunatici e irregolari.
Questo rimane un disco lunatico e sgangherato che chiede di stabilire una complicità più che un semplice ascolto.