Roman Polański
Carnage

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Ok, questa è la terza sul film in questione (le altre due precedenti son decisamente migliori!) qui sul DeB embè?

Di Yasmina Reza ho qualcosa nel mio kindle, devo andare a sbirciare, come fece Rajmund Roman Thierry Polański per adattare “Il dio del massacro “ del 2006 alla sua regia nella commedia “Carnage” del 2011 (coadiuvato nella sceneggiatura dalla stessa YR).

Il film dura troppo poco per i miei gusti e ieri sera quando è terminato son rimasto interdetto per alcuni secondi dopo lo squillo del cellulare che nel film era finito sott'acqua e sembrava ormai inservibile, ero in attesa del prosieguo dell'esilarante performance dei quattro individui, ovvero due coppie di coniugi “borghesi” che se ne stavano dicendo di ogni dopo essersi scolati diverse dosi di un ottimo “scotch”, quando all'improvviso son iniziati i titoli di coda non prima dell'apparizione di un simpatico criceto.

Tutto prende avvio in un parco dove un ragazzino undicenne colpisce al volto con un ramo un coetaneo facendogli saltare un incisivo eprocurandogli una lesione ad un nervo di un altro dente e mi fermo qua altrimenti si spoilera e non va bene, per chiudere il cerchio il film termina proprio in quel parco con gli stessi undicenni riappacificati, ah scusate avevo detto che mi sarei fermato e lo faccio subito.

Insomma son tre sere che mi vedo film di Polański e con questo mi son divertito una cifra mentre pensavo fosse na mezza mattonata come l'ottimo “La Vénus à la fourrure” del 2013 o il claustrofobico ed inquietante “D'après une histoire vraie” del 2017, oltre all'agile regia sicuramente merito anche della recitazione di Alicia Christian Foster (ovvero Jodie Foster) forse un po' sopra le righe, di John Christopher Reilly che interpretano la prima coppia, cioè i genitori del ragazzo colpito e di Christoph Waltz con Kate Elizabeth Winslet che interpretavano la seconda, ovvero i genitori del pazzoide (così lo definisce il padre avvocato) che brandiva il ramo contundente.

Il film ha diverse morali sociologiche a voi l'interpretazione più congeniale, al di là di tutto anche questa volta Roman (grazie all'ausilio di Yasmina) ci mostra ancora una volta che le apparenze ingannano e dietro alla facciata delle persone c'è sempre dell'altro che aspetta solo l'occasione di venire a galla a mostrarsi e come disse Ralph Waldo Emerson “What lies behind us and what lies before us are tiny matters, compared to what lies within us.”

PS Le riprese del film sono state effettuate vicino a Parigi nonostante sia ambientato a New York (eeh, il potere del cinema), poichè a Roman Polański vien fatto divieto d'entrare negli States a causa di un “mandato di cattura per violenza sessuale” contro una minorenne, risalente agli anni '70.

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