Copertina di Rush A Farewell to Kings
splinter

• Voto:

Per appassionati di rock progressivo, fan di rush, amanti della musica sperimentale, cultori del rock anni '70
 Dividi con...

LA RECENSIONE

Dopo il successo di "2112" ecco i che i Rush ci regalano un'altro capolavoro forse addirittura più convincente del precedente. Se "2112" evidenziava una certa attitudine sperimentale del gruppo, questo disco accentua ancora più questa tendenza e si presenta molto più progressive. Merito di una struttura più complessa dei brani, di un uso più massiccio delle tastiere (piuttosto trascurate nel precedente disco) e di un minor tasso di influenze tratte dall'hard rock classico.

E se il buon giorno si vede dal mattino ecco che le innovazioni si cominciano a notare già nella prima omonima traccia: inizio con arpeggio di chitarra classica accompagnato da dolci melodie suonate con le tastiere per poi proseguire in una direzione verso il rock più classico e concludersi con un altro arpeggio. Il capolavoro dell'album per eccellenza è però "Xanadu" con i suoi tosti 11 minuti di durata: inizio con strani effetti sonori, cinguettio di uccellini, percussioni, effetti di chitarra e suoni di campane, poi un alternarsi di vivaci chitarre accompagnate dalla magia dei synth e parti più melodiche con potenti riff di synth e delicati arpeggi di chitarra. Da apprezzare anche "Closer To The Heart" con le chitarre sempre più in chiave psichedelica. Più immediata e meno laboriosa "Cinderella Man" mentre "Madrigal" con i suoi soli 2 minuti e mezzo regala un altro momento di pura psichedelia grazie a dolci chitarre e ottime melodie con le tastiere. Per chiudere, sentiamo una roboante "Cygnus X-1": primi minuti di puro sperimentalismo caratterizzati da suoni elettronico-spaziali, poi un bel riff di basso ci introduce alla parte più materiale con chitarre frentiche ed energiche non lasciate da sole dai synth.

Scusate ma... con tutto il rispetto per il predecessore ma il vero capolavoro dei Rush è questo; senza dubbio il disco di massima ispirazione della band canadese. Un esempio.

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

Il disco "A Farewell to Kings" dei Rush rappresenta un salto in avanti nel progressive rock rispetto al precedente "2112". Le tastiere hanno un ruolo più centrale mentre le influenze hard rock si attenuano. Brani come "Xanadu", "Closer To The Heart" e "Cygnus X-1" mostrano una complessità e una sperimentazione sonore di alto livello. Considerato dalla recensione il massimo capolavoro della band canadese, si distingue per la struttura più complessa e l'atmosfera psichedelica.

Tracce testi video

01   A Farewell to Kings (05:53)

Leggi il testo

03   Closer to the Heart (02:54)

Leggi il testo

04   Cinderella Man (04:22)

06   Cygnus X-1, Book I: The Voyage (10:21)

Rush

I Rush sono un trio canadese di rock progressivo e hard rock, fondato a Toronto nel 1968 da Alex Lifeson, Geddy Lee e, dal 1974, Neil Peart. Noti per le loro doti tecniche, la sperimentazione di generi e le lunghe suite, hanno avuto una carriera di cinque decenni segnando profondamente la musica rock con dischi come '2112', 'Hemispheres', 'Moving Pictures'. Hanno affrontato svolte stylistiche dal prog epico dei '70, alle sonorità sintetiche degli '80 fino al rock più diretto degli ultimi album.
46 Recensioni

Altre recensioni

Di  Senmayan

 Una delle tracce entrate nell’olimpo del rock, canzone che vive di tratti onirici e sognanti ed improvvise accelerazioni hard rock.

 Unire immediatezza comunicativa a grande tecnica che non serve per dar sfoggio di sé, ma è asservita alla forma canzone.