LA RECENSIONE

Per me un mistero questa minuta cantante di origini Mongole. Un puro caso incrociare la sua arte.

Grande sperimentatrice vocale , studiosa delle più suggestive applicazioni della voce come un vero strumento organico . Maestra del " Canto Armonico", la sua voce ronza, ringhia, cambia totalmente tonalità, si sdoppia, bestia e bambina Una voce viva che ama esplorare,non si tira mai indietro davanti a nuove sfide musicali

Sperimentazione vocale sempre ben radicata in una sorta di suono meta etnico. Vola dalla Mongolia fino a planare sulle sabbie nord Africane, si arrampica su scheletriche scale blues, galleggia su tappetti ambientali, danza con l'elettronica, arriva a sorvolare una mistica Bristol. Padrona suprema di un grande Atlante musicale che con grande curiosità esplora,volta pagina per scoprire nuove mappe su cui giocare con le sue selvagge corde vocali.

Non canzoni ma circolari riti sciamanici inconsciamente figli di un primitivismo psichedelico, ipnotismo indotto dalla ripetitivita degli strumenti e indecifrabili vocalita . Incontro fra anima arcaica e ricerca di moderna spiritualità.

Sarò mezzo folle ma in alcuni frammenti musicali mi è venuto in mente il viaggio senza ritorno intrapreso dal Tim Buckley di " Lorca". Il potere della grande musica che nelle menti riesce a unire punti lontani anni luce, a bruciare confini.

Disco dal grande fascino perchè fuori dal mio abituale mondo, diverso ma degno di grande attenzione. Dategli una possibilità ,la merita tutta.

 

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Riassunto del Bot

La recensione celebra Sainkho Namtchylak come una sperimentatrice vocale unica, capace di fondere sonorità etniche mongole con ambient, blues ed elettronica. La sua voce versatile e misteriosa guida l'ascoltatore in un viaggio musicale ipnotico e spirituale. Un album che supera i confini tradizionali e invita ad un ascolto attento e curioso. Consigliato per chi cerca musica originale e profonda.

Sainkho Namtchylak

Cantante tuva nata nel 1957, Sainkho Namtchylak ha studiato tradizioni siberiane e tecniche sciamaniche, lamaistiche e tibetane, sviluppando un uso personale del canto difonico. La sua musica fonde radici di Tuva con jazz, elettronica e timbri contemporanei.
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