Copertina di Sebadoh Bakesale
samterra

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Per appassionati di indie rock, fan della musica lo-fi e alternativa, ascoltatori alla ricerca di sonorità autentiche e testi profondi
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LA RECENSIONE

Con quella faccia occhialuta da secchione Lou Barlow ha sempre saputo di essere il primo della classe.
Ma nella sezione dei Dinosauri c'era qualcuno di troppo, per questo la convivenza col compagno di banco J. Macis non poteva che finir male.

Primi anni '90, il fermento musicale crea fantastiche creature destinate a finire su poster patinati, dietro di loro, nascosti da una gloria di cui non sanno che farsene, si celano figli sporchi e trasandati, ma ancor più affascinanti.
Uno di questi è The Sebadoh, individuo volutamente sgangherato e imperfetto, creato da un piccolo genio che ha sempre fatto di tutto per apparire fuori dagli schemi e dalla moda.
Picasso diceva che era nato con lo stesso tocco di pittura di Leonardo, ma ci ha messo una vita per imparare a dipingere come un bambino.
A me piace pensare che Lou Barlow sia un po' così, geniale e imprevedibile, se solo lo avesse voluto avrebbe potuto creare canzoni perfette, ma si è sempre nascosto dietro quel muro sonico lo-fi che lo ha tenuto lontano dalla popolarità.
Chissà se il piccolo che sta rovistando in quel cesso è davvero il piccolo Barlow come qualcuno dice, se davvero fosse così deve averne trovate di idee lì dentro.

"I'm not a friend, i'm not a good friend at all... I'm nervous when you call", canta Lou mettendo le mani avanti; inutile provarci, lui non se ne fa nulla della nostra amicizia, della popolarità, vuole rimanere e ha sempre voluto rimanere in secondo piano.
"Bakesale", sua sesta o settima creatura dell'era Sebadoh, è un piccolo scrigno che custodisce gioielli nascosti da una fitta polvere fatta di bassa fedeltà e ordinato caos.
License To Confuse, già il titolo della prima traccia la dice lunga, splendido esempio di indie rock breve e incalzante, dove Lou con voce sincera comincia a prepararci per il mondo Sebadoh, un mondo sbilenco fatto di affetti, di difficili rapporti interpersonali e di rifiuti.
Quindici tracce che scorrono veloci una dopo l'altra, tra energiche accellerazioni (Magnet's Coil), splendide distorsioni vocali (S. Soup), e ballate che lasciano il segno (Not Too Amused).

Come uno sguardo che incroci per strada e speri di rincontrare perché ti ha lasciato qualcosa, Bakesale scorre via veloce e sfuggevole lasciandoti la voglia di ritrovarlo al più presto.

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Riassunto del Bot

La recensione evidenzia l'unicità di 'Bakesale' di Sebadoh, un album indie lo-fi che combina imperfezione e genialità. Lou Barlow, artista fuori dagli schemi, crea canzoni autentiche e cariche di sentimento. L'album, composto da 15 tracce, alterna energia, distorsioni vocali e ballate memorabili. 'Bakesale' è un piccolo scrigno di emozioni sincere e caos ordinato, capace di lasciare il segno nell'ascoltatore.

Sebadoh

Sebadoh è una band indie rock statunitense fondata nel 1986 da Lou Barlow ed Eric Gaffney in Massachusetts, con Jason Loewenstein tra i membri chiave. Pionieri del lo-fi, hanno definito una poetica tra melodia sghemba e urgenza punk, firmando dischi come Bubble & Scrape, Bakesale e Harmacy, fino ai ritorni con Defend Yourself e Act Surprised.
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