Sensations' Fix
Fragments of Light

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Appena formati i Sensations’ Fix (inizi anni 70') cominciarono a realizzare dei brani demo da inserire in due album specifici: "Fragments Of Light" e l’omonimo Sensation's Fix (con la grafia errata), usciti entrambi nel 1974. Il sound di "Fragments Of Light" parte benissimo con il suo dichiararsi spontaneamente allo space rock e, al contempo, al rock tedesco, tanto che alcuni critici lo rimandano a certi esponenti del krautrock. Analizzando la copertina si può subito dedurre l’anima incontrastata e del tutto sperimentale del disco: un tramonto lievemente saturato, delle nuvole nere come a voler simboleggiare lo spazio, un cupissimo paesaggio in basso a sinistra e una scritta in basso a destra che recita “If the loser finds the receiver became a winner” (“se il perdente trova il ricevitore diventa un vincitore”) rappresentano la stupenda copertina, la cui foto venne scattata da Carla Pallini, fotografa di quasi tutte le copertine degli album del gruppo. L’album parte con la title track: da una chitarra dal sound folk viene introdotto un sintetizzatore che, assieme alla batteria dal tipico suono anni 70’, ci teletrasporta in un’altra dimensione, o meglio, nello spazio più profondo. A metà canzone spunta dal nulla un assolo di chitarra molto pulito, il che fa intuire all’ascoltatore la fusione imminente tra psichedelia ed elettronica, quale porterà al finale armonioso. Si prosegue con "Nuclear War In Your Brain", vittoria morale di Falsini nella sperimentazione elettronica, quasi precorritrice dell’album solista "Cold Nose (Naso Freddo)", che pubblicherà soltanto un anno dopo: bisogna dire che un altro cavallo di battaglia di Falsini è la musica d’ambiente, e questo brano è forse il primo esempio della sua carriera. Si arriva al clou con la terza traccia, "Music Is Painting In The Air": il brano è un blues che va a sfociare nelle migliori contaminazioni minimali/elettroniche. Secondo alcune statistiche viene considerata la signature song del gruppo, tantoché venne utilizzata come titolo dell’omonima raccolta del 2012 pubblicata dalla RVNG, "Music Is Painting In The Air (1974-77), la quale racchiude il periodo più attivo della band. Inoltre il brano, così come "Fragments Of Light", è stato riarrangiato: nell’album di rifacimento dei vecchi pezzi "Flying Tapes", uscito nel 1978 è presente un remix con l’inserimento della batteria, suonata da Edwards, e le tastiere, suonate da Stephen Head, componente che sarà presente dal quarto album in poi, "Finest Finger", del 1976. La traccia sarà successivamente inserita nella già citata raccolta col nome "Music Is Painting". Dopo varie tracce dal tono psichedelico, riaffiora un altro blues denominato "Do You Love Me", primo brano cantato interamente da Falsini, con la presenza dei cori dei musicisti. Testo in inglese, atmosfera dark, riff di tastiera al limite del minimale. Proseguono due tracce di chiusura, "Life Beyond The Darkness" e "Telepathic Children", che riescono a non distruggere la continuità space rock-krautrock-prog-sperimentale-ambiente-elettronica del disco. Contando il fatto che i Sensations’ Fix pubblicarono in un solo anno due album di demo e uno di inediti, "Portable Madness", dobbiamo renderci conto che dodici mesi per tre album sono pochissimi in termini di realizzazione: difatti il disco, così come per il successivo "Sensation's Fix" ne ha risentito in termini di gestione tecnica del suono, tanto che molte tracce - tra cui "Do You Love Me?", "Space Energy Age" e una buona parte dei pezzi sperimentali – danno un carattere confuso del contesto. Il disco non solo non ottenne il successo sperato, nonostante fosse stato definito allora “il primo album space rock italiano”, ma venne criticato aspramente per via dei mezzi con cui fu realizzato. Difatti la Polydor aveva mezzi adatti per una discreta, se non buona realizzazione dell’album ma, probabilmente, la fretta nel portare le tracce demo da inserire nell’album ne ha decretato la qualità. I Sensations’ Fix vennero definiti esterofili nel libro "Libro Bianco Sul Pop In Italia" dove, addirittura, vennero paragonati ai gruppi inglesi dell’epoca quando ovviamente il sound dei Sensations’ Fix è palesemente ispirato a quello tedesco. L’album venne successivamente ristampato in LP sempre nello stesso anno di uscita e nel 1992 in CD. E così come altri album del gruppo, fu ristampato in versione rimasterizzata in CD ed inserito nella raccolta "Progressive Italia Anni 70' - The Universal Collection", pubblicata nel 2010.

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Commenti (Cinque)

Battlegods
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La titletrack è un pezzo esemplare, il resto niente di imprescindibile, come del resto il secondo.
BËL (03)
BRÜ (00)

Andreox: Assolutamente! Penso che parlerò degli altri album dei Sensations' Fix.
Grazie mille per il commento! Sono nuovo in questo sito! ;D
Battlegods: Però me li rispolvero! ;) e benvenuto!
Andreox: Grazie ancora!
Battlegods: Risentendoli, diciamo che hanno fatto tre album interessanti. Li ascolto da dieci anni e non stancano mai! Magari non hanno strutture articolate come i campioni tedeschi, ma la loro trance apre ottimi scenari futuristici.
caesar666
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Franco Falsini e' il nostro Manuel Gottsching!
BËL (02)
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Andreox: Non conoscevo questo artista, grazie mille! Probabilmente è stato di ispirazione per la band e per Falsini stesso!
lector
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Benvenuto. Bella proposta!
BËL (01)
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Andreox: Grazie mille! :)
sergio60
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Ho sempre pensato che i Sensation Fix siano il gruppo italiano più bistrattato, loro proposta era ed è tra le cose più innovative Dell epoca, non facevano uso Dell elettronica in modo da sembrare te teschi ti cermania, ma la inseriva o su tracce musicali tipiche di una rock band creando un mix che avremmo potuto riascoltare dopo decenni con i primi porcupine tree, anche se in un mix differente in cui l elettronica ha un ruolo più marginale,come successe per quasi tutti i gruppi del periodo, vennero tacciati di esterofilia da una stampa che era esterofilia lei stessa facendo paragoni e mettendo a confronto realtà diverse ma on inevitabili punti in comune... Peccato siano durati lo spazio di pochi album..
BËL (02)
BRÜ (00)

Andreox: Concordo. Pensa che, avendo ascoltato tutti gli album (eccetto due dischi di inediti difficilmente reperibili), ho deciso di stipulare varie recensioni di tutti i loro dischi giornalmente, si spera eh!
Battlegods: Beh, alla fine hanno fatto 3 album di un certo valore...magari tutti, alcune band sperimentali un disco e via.
Dislocation
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Non sono imparziale quando parlo di Falsini e di questo disco in particolare, è uno di quei dischi dei quali ti rendi conto delle imperfezioni, delle incertezze, della limitazione stilistica ma di cui ti sei innamorato da ragazzino e che, al ritmo di una/due volte l'anno, ti riascolti interamente e più che volentieri. Bravo tu che l'hai disseppellito e che ne hai parlato con moderazione e sincerità.
BËL (01)
BRÜ (00)

Battlegods: Infatti ai tempi del liceo li amavo. Li amo tuttora, ma li avevo un pochettino tralasciati vista la cospicua mole di kraut.
Battlegods: Portable madness è il cugino di Rubycon/Ricochet.

Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

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