Copertina di Skid Row Skid Row
headbanger69

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Per appassionati di hard rock e heavy metal, fan degli anni ’80, amanti della musica rock classica
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LA RECENSIONE

Mi trovo davanti, al primo album degli Skid Row, band americana, fondata nel 1987 a New Jersey, dalle sonorità che spaziano dal heavy metal all'hard rock, ma considerata Glam Metal, per il modo di vestire e di portare i capelli. Il gruppo raggiunse il successo dopo i primi due album: Skid Row (1989) e Slave To Grind (1991), tutt'ora considerati i migliori del gruppo, entrambi pubblicati dalla casa discografica Atlantic Records. Nel 1989 la line-up era formata da Sebastian Bach, unica voce, il bassista Rachel Bolan, i due chitarristi Dave Sabo e Scotti Hill e il batterista Rob Affuso. Come detto prima Skid Row, è uno degli album più importanti della band: ho potuto riscontrare ciò analizzando e ascoltando le tracce che lo compongono, davvero molto belle.

La prima song dell'album è "Big Guns", canzone dal buon riff martellante; come al solito, ottima la voce di Sebastian Bach.

"Sweet Little Sister", ha un ritmo più veloce, la batteria è martellante e aggressiva, e l'assolo è anche molto bello e veloce, buon lavoro di Dave Sabo.

Segue "Can't Stand The Heartache", canzone molto melodica, e poi "Piece Of Me", canzone che inizia con introduzione di batteria e di basso, ma subito dopo si sente la voce di Sebastian Bach, e inoltre, anche qui, l'assolo è molto bello.

Ora, descrivo il capolavoro degli Skid Row, la loro canzone (forse) più importante, che li ha fatti diventare importanti: "18 And Life". L'introduzione è acustica, ma dopo poco tempo la parte acustica si trasforma in distorta. Questa song, ha dei toni molto pacati e melodici. Non mi sento di classificare questa traccia sotto il genere "heavy metal", ma secondo me la sonorità, è più hard rock, nonostante la voce del leader, Sebastian Bach, più spinta del solito, nella parte antecedente all'assolo.

"Rattlesnake Shake", è anch'essa un buon lavoro, che precede "You Gone Wild", canzone, dal ritmo martellante che presenta cori all'interno del ritornello, che accompagnano la voce anche in questo caso molto spinta di Bach.

"Here I Am" e "Makin' A Mess" sono delle buone canzoni, e in entrambe ho ascoltato degli ottimi assoli, e una buon accompagnamento in batteria, costante in tutta la canzone. Il batterista Rob Affuso, si è davvero impegnato per queste due song, lavorando ottimamente, senza minima traccia di errori.

"I Remember You", è molto simile a "18 And Life", perché ha sonorità più hard rock: la track comincia con una introduzione acustica e inoltre, mantiene ritmi molto tranquilli, e anche l'assolo e il riff che si ascolta non ha quasi niente di lontanamente paragonabile agli assoli e ai riffoni metal.

Chiudiamo in bellezza con "Midnight/Tornado", ottima canzone, presenta anch'essa cosi nel ritornello, anche qui, l'accompagnamento in batteria è sempre costante.

Per concludere: ottimo lavoro degli Skid Row, l'album che li proietterà verso il successo, ma la scia positiva di questa band incredibile proseguirà con l'uscita dell'altrettanto bello Slave To Grind.

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Riassunto del Bot

La recensione approfondisce l'album debutto degli Skid Row, evidenziando la miscela di hard rock e heavy metal e l'eccellenza tecnica dei musicisti. Si analizzano tracce chiave come '18 And Life' e 'I Remember You', sottolineando la voce di Sebastian Bach e i contributi notevoli di Dave Sabo e Rob Affuso. L'album viene considerato un capolavoro che ha spianato la strada al successo della band.

Tracce testi video

Skid Row

Skid Row sono una band hard rock/heavy metal del New Jersey, formata nel 1986 da Rachel Bolan e Dave “The Snake” Sabo. Hanno raggiunto il successo con l’album di debutto del 1989 (trainato da 18 and Life, I Remember You e Youth Gone Wild) e con Slave to the Grind (1991). Dopo la separazione da Sebastian Bach a metà anni ’90, sono proseguiti con nuova voce pubblicando Thickskin (2003) e Revolutions Per Minute (2006).
09 Recensioni

Altre recensioni

Di  skylarblue

 Il materiale composto è quanto di più tipicamente pop-metal possa esserci in circolazione, con una grande attitudine glam e una personalità da vere rockstar.

 Un disco fondamentale, di culto per tutti gli amanti del vero hard rock, e di buona parte del metal, che non dovrebbe mancare in ogni collezione che si rispetti.


Di  the alexander

 Un disco è una miscela di riff taglienti e melodici, brani mai stancanti.

 Youth Gone Wild è un brano che spacca veramente con i cori nel ritornello che non smetti mai di cantare.