Arrivati a Ferrara, città che non conoscevo, sono rimasto subito colpito dal clima familiare, quasi intimo che un città così a misura d'uomo sa creare. Arrivati a Piazza Castello ho l'ulteriore sorpresa nel vedere un luogo veramente caratteristico, praticamente perfetto e intimo al punto giusto per mettere in scena uno spettacolo musicale che merita un clima di questo tipo.
La gente c'è ma non è la solita gente che si vede in altri concerti, due gruppi come questi possono calamitare l'attenzione solo di una piccola (più per i Fantômas) fetta di pubblico. A differenza di altri concerti più mastodontici mi accorgo che qui c'è gente che ha veramente voglia di ascoltare la musica.

Alle ore 21, come da programma, inizia il concerto con i FANTÔMAS che entrano in scena. Erano anni che non si vedeva un concerto partire in orario. Ci avviciniamo al palco e posso finalmente vedere quel pazzo di Mike Patton (pazzoide ed ex Faith No More) alle prese con una console. Dalla console con i suoi capelli leccati all'indietro lancia urli, salta, fa partire sample marziani, suoni alieni, mette effetti alla voce. E' il leader del gruppo, guarda gli altri con occhio attento come per controllare che ogni frequeza e ogni colpo di batteria sia al suo posto. In alcuni momenti sembra duettare con Dave Lombardo (storico batterista degli Slayer) letteralmente coperto da pezzi di batteria quasi come chiuso in una cella. Lombardo è precisissimo, sembra una drum machine.
Cominiciano a suonare i pezzi del nuovo album, Suspended Animation, ispirato al mondo dei cartoni animati, un delirio di generi, hardcore, metal, elettronica racchiusi in tante pillole anche da solo un minuto. Buzz Osburne (ex Melvins) lancia suoni di chitarra con ritmi trash che intervallati ai continui cambiamenti di tempo ci lasciano spaesati e con un senso di vertigine, non abbiamo nessun appiglio per salvarci. Travor Dunn (ex Mr Bungle) contribuisce a tessere il sottofondo ritmico insieme a Lombardo.
Circa 50 minuti di spettacolo grazie soprattutto a Patton, leader incontrastato sul palco rispetto a Osburne e Dunn un po' sottotono. Peccato per Lombardo praticamente nascosto da una selva di piatti!
A salutarci è Patton che con un italiano tutto sommato chiaro paragonando Lombardo al figlio di Rocco Siffredi e Buzz Osburne a un incrocio tra Pierino e qualcos'altro che non ricordo. Grandissimo Patton!

E' arrivato il momento dei SONIC YOUTH, la gente comincia ad accalcarsi per trovare un posto migliore sotto il palco. 40 minuti snervanti ma interessanti a vedere i preparativi infiniti per preparare il palco con tutte le effettiere e sistemare tutte le chitarre e i bassi usati dal gruppo. Penso che abbiamo provato decine di chitarre durante i preparativi. 10:30 circa e i preparativi giungono al termine.
Con una grande urlo vengono accolti Jim O'Rourke e Steve Shelley che salgono per primi e cominciano a prepare un tappeto sonoro che prepara l'ingresso di Lee Ranaldo e Thurston Moore accolti in modo altrettando caloroso. Infine è Kim Gordon a calcare il palco. Imbraccia il basso e li primo pezzo comincia a prendere forma. E' subito il turno di Kim di cantare ma il suono nelle spie non la convince e dopo una partenza insicura si fa sistemare il suono e il pezzo fila via liscio. Si comincia con un bel po' di pezzi presi dal nuovo Sonic Nurse. Da qui in poi cosa dire? Se dicessi che mi ricordo l'ordine di tutti i pezzi suonati mentirei. Un concerto come questo si deve gustare, già fare troppe foto mi sembra una perdita di tempo, come un modo per rompere l'atomosfera che viene creata. Dopo i primi momenti in cui mi sono sembrati freddi cominciano a far loro il palco e dare spettacolo. Anche Kim, che immaginavo più statica, comincia a muoversi e a trascinare il pubblico.
Moore e Ranaldo cambiano chiatarra a ogni pezzo: un'accordatura nuova per un nuovo ed etereo viaggio sonoro. Il loro suono dal vivo è fantastico, crea atmosfera e ti coccola, ti accompagna come in un viaggio mentale. Moore comincia a dare spettacolo usando le bacchette della batteria per suonare la chitarra, poi comincia a strisciare le corde sui tubi d'acciaio che reggono il palco. Jim O'Rourke, è quello più statico e Steve Shelley fa il suo dovere dentro le pelli. Moore e Gordon scherzano con il pubblico dopo che sono stati bagnati con delle pistole d'acqua.
Si comincia sudare, e il concerto si fa sempre più vivo. Quando arriva "Teen Age Riot" è il delirio e tutti saltano: è il momento più alto di tutto il concerto. Le canzoni scorrono fino alla finta fine quando se ne vanno dietro al palco.
Bastano un po' di urla ed eccoli ancora sul palco per l'ultima mezz'ora di concerto che si conclude con il loro delirio noise. Feedback che si sprecano mentre roteano gli strumenti attorno a loro facendo variare la sonorità del feeback che effettato crea un suono a dir poco angosciante ma appassionante allo stesso modo. Jim O'Rouke che sembrava statico comicia a frustare la sua chitarra per terra, Ranaldo e Moore creano poi suoni marziani fino a saturare le orecchie con tutte le frequenze udibili.
Anche Kim punta il basso verso l'amplificatore e Moore accasciato a terra utilizza un'altro amplificatore per creare altro disturbo fino a quando sembra quasi sentire un gemito ma è difficile capire se sia una voce o l'elaborato risultato di tutto questo groviglio di suoni.
In mezzo a questo stridore i Sonic Youth ci salutano e ci lasciano con ricordo meraviglioso! 20 euro spesi bene!

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