Copertina di Soundgarden Down On The Upside
FabbioAW

• Voto:

Per appassionati di rock alternativo e grunge, fan di soundgarden e chris cornell, ascoltatori interessati a album sperimentali e ricchi di contrasti
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LA RECENSIONE

Sono in un periodo pieno di nostalgia. Cammino sconsolato per il mio soggiorno e ogni tanto ripesco quei dischetti che non ascolto da almeno un anno. Esaminiamo questo "Down On The Upside". Cosa mi dice? Cosa mi trasmette? Perchè è spesso considerato una fetecchia da pubblico e critica?

Ovviamente è facile notare come l'hard rock macho di "Badmotorfinger" sia stato completamente abbandonato. Qui la voce di Chris non azzarda assurdi acuti, e gli altri tre componenti non risultano più troppo coesi. Il disco è dispersivo, per niente compatto, anche grazie ad una tracklist di 16 tracce. A me, sinceramente, non interessano molto canzoni come "Rhinosaur", "Dusty, "Overfloater", "Switch Opens". Poi mi da leggermente sui nervi l'irragionevole sperimentalismo di "Applebite". E questi pezzi sono già un terzo del disco.

Eppure, li giù nel sottosopra, escono capolavori che risollevano (di molto) il livello dell'album. I singoli sono potenti, ci sono due-tre episodi tendenti al punk, influenze orientali, lenti pezzi blues.

"Tighter & Tighter" la eleggo la migliore del disco e uno dei picchi della loro carriera. "Never The Machine Forever" è l'unica canzone scritta da Kim Thayil, ed è qualcosa di devastante. Mi ricordo il mio primo ascolto, quando il termine adatto era "inaudito". E poi adoro uno dei loro pezzi più snobbati, "Boot Camp". Non riesco a capirne la ragione. Probabilmente non c'è, ma se un giorno la capirò aggiungerò un commento qui sotto.

Chiaramente il capolavoro che è "Superunknown" oscura questo ultimo (per adesso) episodio, che arranca cercando di proseguire sulla strada del suo predecessore. In ogni caso, "Down On The Upside" offre parecchi spunti di riflessione. L'ego dei singoli membri della band si fa piccolo, si sacrifica in favore di arrangiamenti più curati. Non si tratta più di mettere in mostra la propria mercanzia, comunque sempre piacente, ma di porsi al servizio di una più alta forma d'arte.

Per questo, dico che questo lavoro aveva in sè il potenziale per essere l'opera magna dei Soundgarden. Il progetto è sfumato per colpa di qualche filo spezzato nella coesione del quartetto.

Merita un 4 pieno, nulla di meno e nulla di più. Si tratta, come ho scritto, di un disco capace contemporaneamente di stancare e di elevare la mente. Forse sto dicendo un mucchio di cazzate, ma un contrasto interiore è ciò che provo ogni volta che metto questo ciddì nel mio stereo. See you soon, Chris.

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Riassunto del Bot

La recensione esplora Down On The Upside, un album divisivo nella discografia dei Soundgarden. Pur criticando la mancanza di coesione e alcune scelte sperimentali, l'autore apprezza i brani di punta e il percorso artistico. L'album, seppur inferiore al capolavoro Superunknown, offre spunti riflessivi e momenti di grande intensità sonora. Un'opera che bilancia frustrazione e ammirazione.

Soundgarden

Soundgarden sono una band di Seattle tra i pionieri e massimi esponenti del grunge, famosa per l’urlo stentoreo di Chris Cornell, i riff oscuri di Kim Thayil, una sezione ritmica devastante e album che vanno da 'Ultramega OK' all’iconico 'Superunknown', passando per la violenza di 'Badmotorfinger'. Sciolti nel '97, tornati per una reunion che ha lasciato strascichi (e un album), e quindi di nuovo silenzio.
31 Recensioni

Altre recensioni

Di  3poundsoflove

 Ripetere il successo di Superunknown era la vera mission: impossible.

 Se avete amato questa band, o le future evoluzioni del buon Cornell, non farete fatica ad ammettere a voi stessi che questo è un disco da portare, nascosto agli occhi dei benpensanti, sull’isola deserta.


Di  47

 "Mi basta infilare nel lettore questo dischetto blu coi faccioni dei membri del gruppo, e sedermi sulla vecchia e comoda poltrona dei suoni che furono."

 "Il maggior pregio del disco è la varietà, che è anche il segno della maggior distanza possibile dall’irruenza di 'Badmotorfinger'."


Di  StoneAgeWoof

 "Down On The Upside riflette la fine della stagione più infuocata del decennio e di una delle band che maggiormente l'hanno rappresentata."

 "Un album scostante qualitativamente ma tutto sommato accettabile come pagina conclusiva del proprio percorso artistico."


Di  Ynamusic

 La cosa più splendida dell’album è a mio parere la voce di Cornell, folgorante e graffiante.

 Tutto sembra niente, le cose non sono quelle che vediamo, c’è il velo dell’apatia che le distorce e ci stordisce.