Copertina di Spacemen 3 The Perfect Prescription
Cervovolante

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Per appassionati di musica psichedelica, sperimentale e rock alternativo, amanti dei viaggi sonori e delle esperienze immersive
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LA RECENSIONE

"The Perfect Prescription" è un trip cosmico che fa immergere l'ascoltatore nei recessi più profondi della propria mente. Il gruppo faceva un pesante uso di droghe e consigliava l'ascolto della loro musica sotto effetto di sostanze stupefacenti. Questo capolavoro musicale è una sinfonia minimale che va oltre il concetto stesso di musica e diventa un portale verso l'ignoto.

In "Take Me To The Other Side," ci si immerge in un'esplosione sensoriale di batteria, chitarra e basso, una fusione magica che guida l'ascoltatore attraverso dimensioni sconosciute. Le note diventano portali che si aprono su paesaggi sonori mai immaginati prima, mentre ci si lascia trasportare dalla corrente di questa trance ipnotica. "Walkin' With Jesus" apre le porte di un regno misterioso, con un organo che introduce voci quasi sussurrate. Un intricato intreccio di chitarre, basso e batteria crea una sinfonia sorprendente, una melodia che canta il lamento dell'ignoto con una bellezza struggente. È un'esperienza simile a un viaggio attraverso un'atmosfera eterea, dove il tempo si dissolve e lascia spazio solo alla musica. "Ode To Street Hassle" si erge come un altare dedicato a Lou Reed, un tributo sonoro senza tempo. Mentre "Ecstasy Symphony" fa vibrare il cosmo con synth spaziali, richiamando le epiche odissee sonore dei Corrieri Cosmici dei Tangerine Dream e di Klaus Schulze creando un'esperienza avvolgente e avanguardistica. "Transparent Radiation (Flashback)" è un viaggio attraverso il tempo, un'elaborazione dei RED KRAYOLA del 1967, dove il violino danza con la chitarra, il basso e la voce si uniscono in un crescendo inebriante. "Feel So Good" è un'immersione tranquilla in un mare di suoni, una melodia sussurrata che avvolge l'ascoltatore in un abbraccio sonoro. "Things'll Never Be The Same" si avventura in territori dissonanti, richiamando echi degli Stooges con una chitarra sfuocata e inquietante. "Come Down Easy" canta l'ebbrezza in maniera orecchiabile, una melodia che trasporta l'ascoltatore in un trip senza fine, un'esperienza che sfida i confini della realtà. "Call The Doctor" emerge come un'ombra con una voce sussurrata, portando con sé l'oscura consapevolezza di un'overdose imminente. Il disco diventa così un viaggio allucinato, un'esperienza trascendentale in cui la mente si perde e si ritrova in mondi sonori impensabili.

"The Perfect Prescription" non è solo un album; è un portale verso l'ignoto, un'odissea che sfida i confini della realtà e apre la mente a universi sonori impensabili. In questo viaggio allucinato, la musica diventa un mezzo per esplorare l'infinito e oltre, un'esperienza che cambierà per sempre la percezione dell'ascoltatore nei confronti della musica stessa.


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Riassunto del Bot

The Perfect Prescription di Spacemen 3 è un album che fonde musica minimale e psichedelia in un viaggio sonoro unico e avvolgente. Dall'esplosione sensoriale di 'Take Me To The Other Side' ai richiami a Lou Reed, l'album trasporta l'ascoltatore in dimensioni ignote e oniriche. La musica diventa un portale verso stati mentali alterati e paesaggi sonori eterei. Un capolavoro che sfida i confini della realtà con un'intensità consistente e avanguardistica.

Tracce testi video

01   Take Me to the Other Side (04:39)

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02   Walkin' With Jesus (05:09)

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03   Ode to Street Hassle (04:00)

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04   Ecstasy Symphony / Transparent Radiation (Flashback) (09:46)

06   Things'll Never Be the Same (06:03)

09   Rollercoaster (17:38)

10   Starship (11:26)

Spacemen 3

Spacemen 3 sono un gruppo nato a Rugby, Inghilterra, fondato da Jason Pierce e Peter Kember. Attivi negli anni '80, sono noti per una psichedelia minimale, drone e per un rapporto dichiarato con l'uso di droghe.
23 Recensioni

Altre recensioni

Di  N.I.B.II.O

 "Jason Pierce e Pete Kember sembrano veramente i figli spirituali dei Red Krayola e dei 13 Floor Elevators."

 "The Perfect Prescription è il loro apice, capace di ridare nuova linfa al sofferente rock inglese della metà degli anni 80."


Di  nino

 "Questo disco è rivoluzionario e militante dove la maggior parte del rock arrabbiato è al massimo liberale."

 "Il loro grande manifesto, via dopo il raid farmaceutico del debutto, con in mano le chiavi dell’armadietto delle medicine."


Di  CosmicJocker

 Le atmosfere rarefatte, le divagazioni tipicamente trance, lo spaziamento in diverse direzioni stilistiche hanno dato maggiore eterogeneità al classico repertorio del gruppo.

 Il disco si conclude con "Call the Doctor", suggestione di un’anima che lascia il corpo in coma a causa dell’overdose.