Copertina di Staind 14 Shades Of Grey
CoolOras

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Per fan del rock melodico, ascoltatori di post-grunge e nu metal, appassionati di musica alternative anni 2000, critici musicali, fan degli staind
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LA RECENSIONE

14 Sfumature Di Grigio... Perchè la vita non è solo in bianco o in nero ma delle volte rimane sospesa a metà, nel grigio.

Sembra un slogan, invece è proprio questo il significato del titolo del 4° lavoro degli Staind, che cerca di bissare il successo di vendite del precedente "Break The Cycle".

Questo gruppo, osannato dalla critica e odiato dai metalheadz (anche perchè è prodotto dall'onnipresente Fred Durst), in effetti tenta di riproporre quello che hanno già fatto nel precedente disco; ovvero un rock orecchiabile (e commerciale?) fatto da ballatone melodiche o da pezzi abbastanza energici composti da versi lenti che esplodono nel ritornello, proponendo niente di nuovo. Dopo accurati ascolti, ho notato che l'album presenta buone canzoni, tipo il singolo "Price To Play" (canzone che apre con potenza il cd), la dolce "How About You", la melodica "So Far Away", la forte "Yesterday", la bella "Fill Me Up" e la ballata "Zoe Jane" che il cantante ha dedicato alla figlia. Ora direte: e allora? Il fatto sta che l'abum fino a metà, fino alla traccia n° 7 "Fill Me Up", presenta canzoni buone e in qualche momento anche migliori qualitativamente di Break The Cycle, ma da metà in poi lascia a desiderare parecchio con canzoni inutili e che non hanno veramente niente di rilevante, che estrapolano il lato più monotono del sound degli Staind (che noia!); da segnalare solo la buona "Reality" e la discreta conclusiva "Intro". Una nota per "Layne", canzone dedicata al defunto cantante degli Alice In Chains, che però mi fa solo venire voglia di cambiare traccia. Le sonorità del cd sono, come già detto, più o meno le stesse del precedente lavoro con qualche piccola modifica (sembra meno 'oscuro' del suo predecessore) e c'è un notevole aumento di melodia, che fa diventare le canzoni troppo simili tra di loro. I testi, come da tradizione Staind, parlano di delusioni, di tristezza, ma anche di speranza con una buona dose di rabbia. Non c'è niente da dire sulla prestazione di Aaron Lewis, voce stupenda, potente e melodica e sempre dannatamente pulita.

Insomma, mi aspettavo qualcosina in più (preferisco Break The Cycle), ma gli Staind riescono molto bene a suonare questo genere di rock melodico (post-grunge/nu metal o come lo volete definire voi) e se vengono ascoltati senza molti problemi e pregiudizi riescono alle volte a trasmettere molte emozioni, però questo album è riuscito solo a metà; e inoltre mancano pezzi più heavy tipo "Pressure" "For You" o "Open Your Eyes".

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Riassunto del Bot

La recensione analizza il quarto album degli Staind, '14 Shades Of Grey', evidenziando una prima parte di tracce di buona qualità e una seconda metà meno significativa. Il lavoro, pur con sonorità simili al precedente 'Break The Cycle', risulta una produzione melodica con alcuni pezzi emozionanti ma complessivamente monotona e senza grandi innovazioni. L'autore apprezza la voce di Aaron Lewis ma si aspettava più energia e varietà.

Staind

Gli Staind sono una band rock di Springfield, Massachusetts, formatasi nel 1995. Guidati da Aaron Lewis (voce/chitarra), con Mike Mushok (chitarra) e Johnny April (basso), hanno visto il passaggio alla batteria da Jon Wysocki a Sal Giancarelli. Emersi tra post‑grunge e alternative metal, hanno raggiunto il successo mainstream con Break the Cycle.
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