Copertina di Stevie Ray Vaughan and Double Trouble Live at Montreux 1982 & 1985
Deep-Frenk

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Per appassionati di blues, amanti della chitarra elettrica, fan di musica dal vivo e cultori del rock blues classico
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LA RECENSIONE

Il panorama è di quelli che lasciano meditare: il deserto americano, l'afa terribile, il verso dei grilli che, imperterrito, echeggia nell'aria, il sole a picco sulle aride montagne.

Il caldo può giocare brutti scherzi. Può farci immaginare, per esempio, che tra quelle montagne spunti un cowboy solitario, che cavalca in questi pericolosi quanto splendidi scenari. La testa bassa, l'andatura lenta, il cappello calato sugli occhi, che lascia un alone di mistero su quel personaggio.

E' un cowboy atipico, il nostro protagonista. Non è un cacciatore di taglie, non raggruppa le mandrie imbizzarrite di bufali, non è nemmeno un criminale incallito. Non porta la pistola, niente munizioni. Scende da cavallo, lo lega, e porta con se la sua arma: una "Number One". Non ha sei colpi, ma sei corde: è una chitarra elettrica.

Il nostro cowboy parte da Austin, in Texas, e viaggia per l'intera nazione a stelle e strisce, sparando solos di chitarra e canzoni blues.

In Europa non se ne sono mai visti di cowboy, e quando Stevie Ray Vaughan (questo il suo nome) approda a Montreux, in Svizzera, il suo nome è sconosciuto a tutti. La sua fama ancora non è al pari del suo talento.

A volte anche i migliori pistoleri solitari hanno dei compagni d'avventura, perché in tanti, fra amici, i lavori vengon migliori. Così anche per SRV, che con i suoi Double Troble (Chris Layton alla batteria e Tommy Shannon al basso) infiamma il festival di Montreux.

Le sue sfuriate con la Fender rendono lo show infuocato, il suono duro e crudo del blues texano convince ben poco la platea elvetica, abituata ad ascoltare musica ben più raffinata. Il cowboy, però, non si scompone, non l'ha mai fatto nei suoi concerti, sa di essere il migliore e se qualcuno osa dubitare della sua classe, rimarrà senza fiato ascoltando le note che SRV sa creare con le dita.

Sentendo le cavalcate di "Hide Away", "Rude Mood" o di quel capolavoro che è "Pride And Joy" il nostro protagonista sembra voler dire: "State attenti, è roba che scotta questa".

Stevie Vaughan non è un cowboy vendicativo, però, e dunque sa anche quando è il momento di rallentare e di lasciare che la sua voce e la sua chitarra incantino gli spaesati svizzeri. E se qualcuno ancora non ha compreso quale sia la bravura del cowboy texano, si ascolti "Texas Flood", "Dirty Pool" e "Ain't Gone N' Give Up One Love": è soltanto semplice blues, espresso nel modo migliore possibile. Continua a sparare, Stevie. Non si da pace. E' indemoniato. Quando suona nessuno riesce a staccare le orecchie da quei suoni magici.

Ora che ha finito il suo lavoro, va a riscuotere la paga. Slega il cavallo, ripone la chitarra e monta a cavallo. Il cowboy cavalca verso nuove avventure.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra il talento di Stevie Ray Vaughan e dei Double Trouble nel loro live a Montreux del 1982 e 1985. Descrive la potenza e l'intensità della loro esibizione, il contrasto tra il loro blues crudo e l'ambiente europeo raffinato, e l'inconfondibile energia del chitarrista texano. Un omaggio al suo modo unico di comunicare con la musica e al carattere di 'cowboy' solitario e indomito. L'album è definito un capolavoro per gli amanti del blues autentico.

Tracce testi

01   Hide Away (03:19)

05   Love Struck Baby (02:53)

07   Give Me Back My Wig (03:30)

08   Collins Shuffle (04:50)

Stevie Ray Vaughan and Double Trouble

Stevie Ray Vaughan and Double Trouble è una band blues-rock statunitense guidata dal chitarrista e cantante Stevie Ray Vaughan, nata dalla scena di Austin. Formazione classica: Vaughan, Tommy Shannon (basso), Chris Layton (batteria) e, dal 1985, Reese Wynans (tastiere). Album chiave negli anni ’80 e performance live leggendarie hanno consolidato il loro ruolo nel Texas blues elettrico.
12 Recensioni

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Di  Caravan

 "A volte quello che sembra un fallimento è in realtà un successo camuffato."

 "Le pennate a colpi di wah-wah più famose della storia della musica preannunciano 'Voodoo Child', dove Stevie tocca vette altissime."