Suzanne Vega
Nine Objects Of Desire

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1996 - A questo punto della sua carriera, Suzanne ha pubblicato ben quattro album, ed è riconosciuta come una delle più grandi cantautrici dei nostri tempi. Ma questo non le basta. Dopo l'omonimo debutto folk, il successo pop di "Solitude Standing", passando per il fragilissimo "Days Of Open Hand" e i bollori industriali di "99.9F", ha voglia di aggiungere nuovi tasselli al puzzle.

Via la timidezza, basta storie di suicidi e violenza, Suzanne ha voglia di farsi bella e di affascinare, e lo fa con un nuovo repertorio eclettico, che attinge alla musica latino-americana, al jazz, alla bossanova, e continua la sperimentazione elettronica iniziata con l'album precedente.

'Nove Oggetti Dei Desideri'. Desiderio sembra proprio la parola chiave per descrivere la nuova Suzy: desiderio, appetito, voglia. Voglia di rock nell'apertura 'Birthday', scatenato organo blues e selvaggio effetto alla voce, e in 'No Cheap Thrills', dal trascinante ritornello pop. Voglia di ballare con i ritmi jungle e tribali di 'Casual Match' e 'Lolita', arricchiti da sample latineggianti (tra cui 'Oye Como Va' di Santana) e una voce eccitata ed eccitante, peccaminosa come la coloratissima mela che tiene in copertina.

L'appetito cerca di placarlo nella bossanova sussurrata anni '50 di 'Caramel' <It won't do to dream of caramel..and long for you> e contemplando un frutto succoso nel jazz etereo di 'My Favoutite Plum', con la melodia vocale che segue una decadente chitarra blues.

L'eclettismo continua nello swing frizzante di 'Tombstone' e il lounge di ottoni di 'Thin Man' - dove si fantastica sulla figura della morte come un galant'uomo da cui non accettare appuntamenti romantici! -

In tutti i testi la sensualità arricchisce l'immaginario dell'autrice, toccando l'apice nella saffica e arabeggiante 'Stockings' ma non mancano i suoi momenti di cantautorato più classico: la poppeggiante 'Headshots' (un poster ricorda un'amore passato - ma nella foto c'è un ragazzo, non Marlene Dietrich), l'inquietante orinicità di 'Honeymoon Suite' (un valzer medievale nello stile di Days Of Open Hand) e sopratutto nella dolcissima, acustica 'World Before Columbus'

Eclettico, frizzante, sexy, ma anche dolce e delicato.

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Commenti (Nove)

CaptainHowdy
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Che strana la vita..tra un po'(domani penso) si capira' perche'.. Album carino ma Suzanne ha fatto di meglio, bella recensione.
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lariana56
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Si, l'aggettivo giusto per le canzoni di Suzanne Vega è "carine"
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CaptainHowdy
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No, Lariana, Suzanne ha fatto capolavori, non questo pero'.
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JakeChambers
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Io sono rimasto fermo a "Solitude Standing", ha fatto qualcos'altro che merita in seguito?
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lariana56
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A cosa ti riferisci Capitano? Ho una raccolta, la canzone più bella è la famosa Luka. Ma potrei sbagliare perchè l'ho ascoltata pochissimo.
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CaptainHowdy
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A parte Solitude Standing, 99.9°F e' un gran bel disco a mio parere.
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boredom
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Amo la sua voce. Disco interessante anche per chi non conosce nulla di lei, ma i capolavori di Suzanne Vega sono altri. Birtday e Caramel sono le mie preferite.
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lariana56
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Grazie captain, e boredom, in qualche modo riuscirò a trovare una sintesi dai vostri consigli.
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odradek
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Il suo ultimo disco non è male, maturo, gradevole, ben prodotto ma non vien molta voglia di rimetterlo su (3,5) Non ha mai fatto un disco da 5 per me, neanche il suo migliore, Solitude Standing lo è (4)e anche meno quell'altro, piacevole e più "vivace", 99.9°F.(3,5/4) Questo devo averlo sentito, ma sinceramente non lo ricordo...
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